Popillia japonica, insetto nemico

Popillia japonica è un insetto arrivato in Italia nel 2014, un coleottero aggressivo ma simile al maggiolino. Oggi presente in Lombardia e Piemonte, se individuato, deve essere segnalato al servizio fitosanitario regionale.
Mauro Cavagna
A cura di Mauro Cavagna
Pubblicato il 26/06/2018 Aggiornato il 03/08/2018
Popillia japonica, insetto nemico

A seguito dell’intensificazione degli scambi commerciali e del traffico umano, ogni anno vengono introdotte in Europa nuove specie vegetali o animali, alcune delle quali pericolose o dannose per l’equilibrio ambientale e lo stato di salute di arbusti, alberi, fruttiferi ed ortaggi. Nell’ambito degli insetti pericolosi per il patrimonio vegetale, nell’elenco di quelli introdotti negli ultimi decenni ci sono la cameraria dell’ippocastano, il tarlo asiatico, il cinipide del castagno, il punteruolo delle palme e la cimice asiatica. Dal 2014 c’è un nuovo ingresso: Popillia japonica un Coleottero, originario del Giappone che è in grado di rovinare molte specie orticole e ornamentali.

Un coleottero aggressivo

Popillia japonica è un Coleottero originario del Giappone ma presente anche in altri Paesi tra cui gli Stati Uniti e segnalato in Europa solo nelle Isole Azzorre (Portogallo). Dall’estate del 2014 è stato rinvenuto anche in alcuni Comuni del Parco del Ticino lombardo e piemontese. Attualmente in Italia è presente unicamente in una ventina di Comuni lombardi e piemontesi del Parco del Ticino e non si è ancora riusciti a risalire con certezza alle modalità di introduzione in tale territorio. Popillia japonica non è pericolosa per l’uomo ma, grazie alla sua notevole prolificità ed elevata capacità aggressiva nei confronti dei vegetali, è in grado di lesionare estesamente piante di vario genere.

Popillia japonica è pericolosa sia sotto forma di larva che di insetto adulto: le larve infestano i prati nutrendosi delle radici, gli adulti invece attaccano le porzioni aeree causando defogliazioni e distruzione delle parti verdi, fiorali e fruttifere.

Negli Stati Uniti sono circa 300 le specie vegetali attaccate dagli adulti.

Attualmente in Italia i danni più estesi e gravi si hanno a carico di un numero limitato di vegetali:

  • prati di graminacee;
  • alberi di acero, tiglio, olmo
  • ornamentali come rosa e glicine
  • fruttiferi come melo, pesco, vite, actinidia, nocciolo
  • colture estensive di pieno campo come il mais e la soia
  • tra gli ortaggi, i pomodori

I dati rilevati inducono tuttavia a pensare che tale elenco sia a breve destinato a comprendere altre specie.

Una vita lunga un anno

L’insetto adulto ricorda come forma il classico maggiolino. Ha una lunghezza media di circa 10 millimetri, il corpo ha colore verde metallico con riflessi bronzei sul dorso e presenta 12 ciuffi di peli bianchi (cinque per ogni lato dell’addome e due più ampi sulla parte terminale) la cui presenza differenzia Popillia japonica dal classico maggiolino che ne risulta privo.

In Lombardia e Piemonte presenta una generazione all’anno (mentre sono due nei luoghi di origine): gli adulti fuoriescono dal terreno tra la fine di maggio e gli inizi di giugno. I maschi generalmente compaiono qualche giorno prima delle femmine. Gli adulti sono presenti unicamente in luglio-agosto, quando si muovono in gruppi numerosi e mai come individui isolati. In estate le femmine depongono le uova sotto il cotico erboso di prati spontanei di graminacee o tappeti erbosi, preferibilmente umidi o comunque non secchi. L’insetto supera il periodo invernale sotto forma di larva (lunga 2-3 centimetri, con il corpo biancastro, ricurvo a C e il capo marrone) di diversa età che diverrà insetto adulto la successiva tarda primavera.

È tenuto sotto controllo

A causa degli ingenti danni economici che può provocare, Popillia japonica è considerata dalla normativa fitosanitaria europea (Direttiva 2000/29 CE) un organismo nocivo da quarantena nei confronti del quale è necessario attivare misure di lotta obbligatoria volte a eradicarne e/o contenerne la presenza. Così i Servizi Fitosanitari delle Regioni Lombardia e del Piemonte effettuano un monitoraggio sull’insetto che prevede, oltre ai controlli visivi, anche l’utilizzo di apposite trappole con attrattivi specifici per la sua cattura. Si tratta di un intervento di fondamentale importanza per conoscere la diffusione dell’insetto e le sue modalità di comportamento.

Per impedire e/o ridurre la diffusione delle infestazioni di nuovi ambienti da parte degli adulti di Popillia japonica sono previste misure fitosanitarie obbligatorie che riguardano principalmente gli aeroporti e le aziende vivaistiche che commercializzano i potenziali ospiti della specie.

Che cosa si può fare

L’approccio più efficace per esercitare un controllo sulla P. japonica è quello che prevede l’uso integrato di metodi diversi e mirati a limitare il numero sia degli adulti che delle larve. Infatti, per minimizzare l’impatto ambientale e non avere la distruzione delle piante, la soluzione migliore consiste nel tentare di gestire le popolazioni infestanti e non di eradicarle. Attualmente il metodo più efficace di contenimento di tale insetto (che però deve essere correttamente identificato) è rappresentato dalla cattura con trappole.

L’impiego di tradizionali insetticidi chimici di sintesi granulari o nematodi parassiti da distribuire al terreno per l’eliminazione delle larve, hanno dato risultati discordanti e in generale non soddisfacenti.

 

Per avere maggiori informazioni e per fornire segnalazioni della presenza di Popillia japonica contattare i seguenti recapiti:

Servizio Fitosanitario Regione Lombardia email: popillia@ersaf.lombardia.it

Parco lombardo della Valle del Ticino email: popillia@parcoticino.it

 

 

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