Licheni sui tronchi degli alberi: da togliere o tenere?

I licheni sono organismi che con il tempo tendono a colonizzare la pianta su cui si insediano. Non sono pericolosi ma, se avete un albero dalla corteccia ornamentale e pregiato, si può valutare la proposta di toglierli, per non offuscarne la bellezza.
Anna Zorloni
A cura di Anna Zorloni
Pubblicato il 31/07/2017 Aggiornato il 31/07/2017
Licheni sui tronchi degli alberi: da togliere o tenere?

Può capitare che sulla corteccia delle piante del giardino compaiano delle placche, o patine, aderenti al legno, simili a croste, di colore variabile, grigio, verde o rugginoso. In altri casi possono invece comparire strutture simili a lamine fogliari più o meno frastagliate, verdi, gialle o marroni, attaccate al legno della corteccia solo nella parte centrale; oppure strutture simili a piccoli cespuglietti ramificati, sempre attaccate alla corteccia di tronco o rami. 

Si tratta, in ogni caso, di licheni, organismi che derivano dalla simbiosi, cioè convivenza, tra alghe e funghi: ne esistono migliaia di specie nel mondo, con aspetto e caratteristiche diverse tra loro. In base alla loro forma e struttura, come appena descritto, vengono suddivisi in tre grossi gruppi: licheni ‘crostosi’, licheni ‘foliosi’ e licheni ‘fruticosi’.

licheni su tronco albero: crostosi, fogliosi, fruticosi

I licheni non sono parassiti

I licheni sono organismi molto resistenti e adattabili, in grado di vivere in condizioni estreme, addirittura sulle rocce e sui monumenti, oltre che sul legno delle piante, e di diffondersi continuamente, seppur lentamente.

Sulle piante, preferibilmente alberi ad alto fusto, ma anche arbusti, i licheni si attaccano alla corteccia di tronco e rami, e vi si sviluppano, ricoprendoli a chiazze più o meno diffuse. La loro presenza tende ad allargarsi sempre di più fin quasi a ricoprire totalmente la corteccia. I licheni non sono organismi dannosi alla pianta e non devono destare preoccupazione! Non sono organismi parassiti, e utilizzano la pianta solo come appoggio su cui vivere, senza succhiarne la linfa e sottrarle nutrimento. Col tempo, tuttavia, i licheni tendono ad allargarsi andando a ricoprire intere parti della pianta colonizzata: in questo caso, possono rappresentare un problema dal punto di vista estetico. Solo in questo caso si può valutare se sia opportuno asportarli dalla pianta, poiché possono offuscare la bellezza delle cortecce ornamentali del giardino.

Eliminare i licheni con il rame

L’errore più frequente è quello di tentare di togliere i licheni tramite raschiatura: intervenendo in questo modo, infatti, non si fa altro che favorire la dispersione delle loro spore e determinarne l’ulteriore diffusione e sviluppo. Una pratica, dunque, assolutamente controproducente che porterebbe al peggioramento della situazione.
La lotta più efficace prevede l’utilizzo di prodotti fungicidi, principalmente a base di rame.

La somministrazione di poltiglia bordolese (oppure di idrossido di rame o ossicloruro di rame), peresempio, uno dei fungicidi più utilizzati in campo agricolo, a base di solfato di rame e idrossido di calcio, risulta efficace nella lotta a licheni già insediati e nella prevenzione di nuovi insediamenti. La poltiglia bordolese va diluita in acqua alle dosi indicate nell’etichetta del prodotto acquistato e somministrata sul legno della pianta, bagnando bene tutto il tronco e i rami. Meglio eseguire quest’operazione in autunno-inverno, cioè durante il riposo vegetativo, quando la pianta è spoglia.

Anche per la frutta

Piante da frutto che vengono regolarmente trattate con prodotti fungicidi durante l’anno (ulivi, peschi, susini, albicocchi, ciliegi ad esempio) raramente vengono attaccate dai licheni, proprio perché questi trattamenti, eseguiti a scopo preventivo nei confronti di malattie fungine, sono utili anche a prevenire lo sviluppo dei licheni.