ISEE 2015: dai modelli alla richiesta, tutto quello che c’è da sapere

In vigore da quest’anno, il nuovo ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, "misura" il reddito delle famiglie. Per poter accedere a determinate prestazioni assistenziali, ad assegni familiari o alla riduzione delle tasse universitarie, è necessario presentarlo. Ecco in sintesi il nuovo ISEE.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 04/04/2015 Aggiornato il 04/04/2015
ISEE 2015: dai modelli alla richiesta, tutto quello che c’è da sapere

Dal 1° gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che misura il reddito delle famiglie, necessario per richiedere prestazioni assistenziali come gli assegni familiari, assegno nucleo familiare e di maternità, l’iscrizione all’asilo nido comunale, la carta acquisti o la riduzione delle tasse universitarie.

Nel nuovo ISEE verrà ridimensionata l’autocertificazione delle informazioni da parte dei cittadini, visto che molti dati riguardanti il reddito delle famiglie verranno attinti dagli archivi dell’Agenzia delle entrate (ad esempio il reddito complessivo ai fini IRPEF) e dell’INPS (ad esempio l’indennità di accompagnamento). Ovviamente il cittadino continuerà a usare l’autodichiarazione ad esempio per i dati anagrafici.

Il documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare è la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), la cui compilazione serve per richiedere prestazioni sociali agevolate e servizi assistenziali la cui erogazione dipendente dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente. In merito proprio alla DSU, i modelli previsti sono diversi a seconda della prestazione da richiedere e sono:

  • DSU MINI: consente di calcolare l’ISEE ordinario per chiedere la generalità delle prestazioni agevolate
  • DSU Integrale: va compilata se ricorrono particolari situazioni familiari (ad esempio in caso di genitori non coniugati o per le prestazioni socio-sanitarie)
  • DSU ISEE Corrente: va compilata per richiedere l’ISEE corrente in caso di variazione della situazione lavorativa di uno o più componenti della famiglia.

Per quanto riguarda la validità della DSU, questa è valevole dalla data di presentazione fino al 15 gennaio dell’anno successivo. Proprio per la diversità di prestazioni che si possono richiedere e per la presenza di determinate caratteristiche del nucleo familiare esistono diverse tipologie di ISEE:

  • ISEE ordinario o standard: viene usato per la generalità delle prestazioni sociali agevolate
  • ISEE Università: utilizzabile per le prestazioni per il diritto allo studio universitario previsa identificazione del nucleo familiare di riferimento dello studente
  • ISEE socio-sanitario: utilizzabile per le prestazioni socio-sanitarie per cui è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto rispetto a quello ordinario
  • ISEE Sociosanitario-residenze: utilizzabile per le prestazioni socio-sanitarie residenziali per cui è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto.
  • ISEE con genitori non coniugati tra loro e non conviventi: utilizzabile per le prestazioni rivolte ai minorenni/ studenti universitari che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi e tiene conto della situazioni economica del genitore non convivente.

    Dopo aver compilato la DSU a seconda della prestazione che si deve richiedere (i modelli si trovano sul sito INPS a cui si accede tramite il proprio PIN che rilascia l’Istituto nazionale di previdenza sociale), il contribuente può chiedere di farsi calcolare e rilasciare l’ISEE all’Inps, al Comune di residenza o ad un CAF gratuitamente. Nel caso si decidesse di rivolgersi a questi ultimi due, la richiesta dal CAF o dal Comune viene inoltrata all’INPS che esegue il calcolo e nei successivi 10 giorni invia al richiedente l’ISEE, anche all’indirizzo PEC (posta elettronica certificata) indicata nella DSU; altrimenti per chi non fosse provvisto di PEC, l’ISEE sarà messo a disposizione online sul sito INPS, visibile dal proprio cassetto previdenziale, accessibile sempre con il PIN o, dopo aver firmato apposita delega al CAF o Patronato, l’INPS lo trasmette per nome e conto del richiedente a questi ultimi.

 

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