Il prestito vitalizio ipotecario per gli over 60

Con il nuovo prestito vitalizio ipotecario, gli over 60enni possono ottenere un prestito dalla banca, consistente in una percentuale del valore della casa di proprietà, che viene ipotecata come garanzia del finanziamento.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/04/2015 Aggiornato il 09/04/2015
Il prestito vitalizio ipotecario per gli over 60

Il nuovo prestito vitalizio ipotecario è una particolare tipologia di finanziamento, alternativa alla nuda proprietà, che permette a chi possiede un immobile e abbia più di 60 anni di concederlo in garanzia e ottenere un prestito dalle banche, per fronteggiare problemi di liquidità.

Il prestito vitalizio ipotecario è stato introdotto dal Decreto legislativo n. 203 del 2005 in base al quale esso ha per oggetto la concessione da parte di aziende ed istituti di credito, di finanziamenti a medio e lungo termine, con capitalizzazione annuale di interessi e spese, e rimborso integrale in un’unica soluzione alla scadenza, assistiti da ipoteca di primo grado su immobili residenziali, riservati a persone fisiche con età superiore ai 65 anni compiuti.

In base alle ultime modifiche, al prestito vitalizio ipotecario possono accedere tutti i cittadini di età superiore ai 60 anni che siano in possesso di un immobile e necessitano di liquidità. Tali soggetti possono fare richiesta ad un istituto bancario per accedere ad un finanziamento immediato, convertendo una parte del valore del proprio bene immobile in contanti. Come garanzia del finanziamento, l’abitazione viene ipotecata, ma il richiedente non deve lasciare la proprietà.

Le parti possono accordarsi per quanto riguarda le modalità di rimborso del finanziamento che deve essere graduale e comprensivo di interessi e spese. Si precisa inoltre che la banca o l’intermediario finanziatore nel caso di pagamento in ritardo di una rata (tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza fissata) per almeno 7 volte, anche non consecutive, può chiedere la risoluzione del contratto.

In alcuni casi specifici il debito deve essere rimborsato in via integrale, ossia in un’unica soluzione. Tali eventi riguardano:

  • il decesso del soggetto finanziato
  • il trasferimento, in tutto in parte, della proprietà o di altri diritti reali o di godimento sull’immobile dato in garanzia
  • il compimento di atti che riducano il valore dell’immobile ( compresa la costituzione di diritti reali di garanzia a favore di terzi che gravano sull’immobile).

Se dopo 12 mesi dal verificarsi di uno di questi eventi, il finanziamento non viene rimborsato, il finanziatore (la banca o l’intermediario finanziario) vende l’immobile al valore di mercato, che viene determinato da un perito indipendente incaricato dalla stessa banca. Le somme ricavate dalla vendita servono ad estinguere il credito. Se decorsi altri 12 mesi senza che la vendita sia perfezionata, il valore dell’immobile viene decurtato del 15% per ognuno dei 12 mesi trascorsi dal verificarsi dell’evento fino al giorno della vendita.

Gli eredi del soggetto finanziato potranno scegliere se estinguere il debito nei confronti dalla banca, oppure vendere l’immobile ipotecato. In quest’ultimo caso, occorre un previo accordo con la banca, e la vendita dell’immobile deve perfezionarsi entro e non oltre 1 anno. Nel caso in cui la vendita vada a buon fine e dopo il rimborsato del finanziamento, qualora vi siano somme rimanenti, queste vengono attribuite al soggetto finanziato o ai suoi eredi.

 

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