Prestito vitalizio ipotecario per gli over 60 in vigore dal 2 marzo 2016

I proprietari di immobili con più di 60 anni che hanno necessità di liquidità immediata possono rivolgersi ad una banca e chiedere così un prestito di importo pari al valore di una parte della propria abitazione. Ecco come funziona il prestito ipotecario vitalizio.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 01/03/2016 Aggiornato il 01/03/2016
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Operativo dal 2 marzo 2016 il prestito vitalizio ipotecario, una forma di finanziamento riservata ai proprietari di immobili con più di 60 anni che possono convertire parte del valore della propria abitazione in liquidità immediata, senza dover lasciare casa e concordando con la banca tempi e modalità di rimborso. 

La differenza principale con il classico mutuo è che in quest’ultimo caso si prende in prestito da una banca una somma di denaro per acquistare una casa e si restituisce poi l’importo prestato a rate periodiche insieme agli interessi. Con il prestito ipotecario invece colui che è già proprietario dell’immobile può prendere in prestito dalla banca una somma di denaro equivalente al valore di una parte della propria casa, evitando così di dover vendere la nuda proprietà. La garanzia per la banca è l’ipoteca che viene accesa sulla casa.

In pratica il proprietario di un immobile con più di 60 anni si rivolge ad una banca per chiedere liquidità. L’importo del prestito dipende dall’età del richiedente: così se ha poco più di 60 anni  il denaro che si può avere in prestato non può superare il 15-20% del valore dell’immobile. Per chi ha più di 60 anni invece si può arrivare anche fino al 50% del valore dell’abitazione. Nel caso poi in cui il richiedente sia coniugato o convivente, è possibile stipulare un prestito cointestato.

Richiedente e banca concordano modalità e condizioni del rimborso prevedendo anche la possibilità di richiedere il rimborso integrale alla morte del finanziatore. In tal caso sono gli eredi che entro 12 mesi dal decesso del finanziato devono recuperare l’immobile dato in garanzia, rimborsando così il credito ed estinguendo la relativa ipoteca. Se poi decidano di non recuperare l’immobile possono scegliere di affidare alla banca la vendita dell’abitazione che deve avvenire a prezzo di mercato. Se c’è un’eventuale eccedenza dalla vendita, il capitale residuo viene erogato agli eredi.

La banca può chiedere il rimborso integrale del finanziamento non solo alla morte del proprietario ma anche quando si verificano casi particolari in cui si riduce in maniera significativa il valore dell’immobile, ossia nel caso di:

  • trasferimento in tutto o in parte di diritti reali o di godimento sull’immobile
  • compimento da parte del proprietario di atti gravi che riducano il valore dell’abitazione
  • modifiche strutturale all’immobile effettuate senza il consenso della banca
  • incuria dell’abitazione da parte del finanziato
  • ingresso in casa come residenti di soggetti diversi dal familiare del finanziato.

La banca dal canto suo ha il dovere di predisporre per il proprietario dell’immobile due prospetti esemplificativi che recano la simulazione del piano di ammortamento da sottoporre all’interessato e non può esigere il pagamento delle spese sostenute dal finanziatore qualora il finanziato decida di non sottoscrivere il contratto.

Al prestito vitalizio ipotecario può essere accompagnata anche una polizza assicurativa per l’immobile, ma il richiedente ha la facoltà di acquistare la polizza assicurativa anche presso un soggetto differente dal finanziatore, che annualmente deve consegnare un resoconto della propria posizione debitoria.

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