Mostra MILANO. DA ROMANTICA A SCAPIGLIATA - Novara

Manuela Vaccarone
A cura di Manuela Vaccarone
Pubblicato il 11/10/2022 Aggiornato il 11/10/2022
Dal al
Novara (NO)
Regione: Piemonte
Luogo: Castello Visconteo Sforzesco, piazza Martiri della Libertà 3
Telefono: 882/234 Call center; 02/6597728 Prenotazioni visite guidate e laboratori didattici Ad Artem
Orari di apertura: 10-19. Lunedì chiuso
Costo: 14 euro; ridotto 10 euro
Dove acquistare: www.vivaticket.com
Sito web: www.metsarte.com
Organizzatore: Comune di Novara, Fondazione Castello di Novara, METS Percorsi d’arte
Note:
La nuova bella esposizione autunnale intende illustrare, attraverso oltre settanta capolavori eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca attivi a Milano, i mutamenti susseguitesi nel capoluogo lombardo tra gli anni dieci e i primi anni ottanta dell’Ottocento.
Decenni turbolenti nei quali Milano ha visto la caduta del Regno napoleonico d’Italia, la costituzione del Regno Lombardo Veneto e la seconda dominazione austriaca, le prime rivolte popolari e le guerre d’indipendenza che nel 1859 avrebbero portato alla liberazione.

Il percorso espositivo, concepito dalla curatrice Elisabetta Chiodini coadiuvata da
un Comitato scientifico di cui fanno parte Niccolò D’Agati, Fernando Mazzocca,
Sergio Rebora, è articolato in otto sezioni che seguono l’andamento delle sale del
Castello Visconteo Sforzesco e ripercorre l’evoluzione della pittura lombarda dal
Romanticismo alla Scapigliatura, fenomeno culturale nato a Milano negli anni
sessanta dell’Ottocento che coinvolgeva poeti, letterati, musicisti, artisti, uniti da una profonda insofferenza nei confronti delle convenzioni della società e della cultura borghese.

Sezione I - “Pittura urbana” nella Milano romantica
La prima sezione della mostra è dedicata alla “pittura urbana”, termine coniato nel
1829 da Defendente Sacchi per qualificare il nuovo genere di veduta prospettica
elaborato e portato al successo tra il secondo e terzo decennio dell’Ottocento dal
pittore alessandrino Giovanni Migliara (1785-1837).

Sezione II - I protagonisti
Dalla città, presentata nella prima sezione come ideale “palcoscenico” del nostro
racconto, nella seconda sezione passiamo alla presentazione diretta degli “attori
protagonisti” della storia milanese di quegli anni: persone e personaggi.

Sezione III - Milano, da austriaca a liberata.
La terza sezione è interamente dedicata alle Cinque giornate di Milano e agli
episodi cruciali che nel marzo del 1848 portarono alla temporanea liberazione di
Milano dalla dominazione austriaca.

Sezione IV - La Storia narrata dalla parte del popolo.
La quarta sezione è dedicata ai lavori dei fratelli milanesi Domenico e Gerolamo
Induno, tra i maggiori protagonisti della scena figurativa di quei decenni autori
amatissimi sia dalla critica che dal pubblico dell’epoca, quest’ultimo letteralmente
incantato dalla raffinatezza con la quale ogni minimo dettaglio della realtà era
restituito magistralmente sulle loro tele.

Sezione V - Verso il rinnovamento del linguaggio: dal disegno al colore.
La quinta sezione espone alcuni lavori di autori fondamentali nel rinnovamento
del linguaggio pittorico, tra i quali: Eleuterio Pagliano (1826-1903) con Il libro di preghiere, 1857-1858 e Giuseppe Bertini (1825-1898), con Ofelia, 1860-1870, entrambi dai Musei Civici di Varese; il Piccio, presente con il Ritratto di Gina Caccia, del 1862, Federico Faruffini (1833-1869), con lo splendido olio Toletta antica, 1865 circa.

Sezione VI - “Il sistema di Filippo Carcano. La pittura scombiccherata e impiastricciata”
Se le sperimentazioni linguistiche condotte nel corso degli anni sessanta da Filippo Carcano erano totalmente incomprese e decisamente osteggiate dalla critica che definiva la sua pittura "una pittura filacciosa, senza contorni di sorta, quasi senza piani e senza prospettiva”, erano invece abbracciate con entusiasmo da altri giovani artisti; tra questi autori la sesta sezione ospita lavori di Giuseppe Barbaglia (1841-1910), di Vespasiano Bignami (1841-1929) con il bellissimo olio Viale delle balie o Nei vecchi giardini, 1877, dalla Collezione del Banco BPM e di Mosè Bianchi (1840-1904) con tre scene di vita quotidiana.

Sezione VII - Verso la Scapigliatura
Il percorso espositivo prosegue con alcune significative opere dipinte nel corso dei secondi anni sessanta da Tranquillo Cremona (1837-1878) e Daniele Ranzoni
(1843-1889), prima dell’elaborazione di quel linguaggio scapigliato che caratterizzerà le opere della loro maturità artistica.

Sezione VIII - L’affermazione e il trionfo del linguaggio scapigliato
L’ultima sezione accoglie alcuni dei maggiori capolavori scapigliati eseguiti dalla
metà degli anni settanta ai primi anni ottanta.

Un affascinante viaggio nella Milano dell’Ottocento attraverso alcune opere
indimenticabili degli artisti più noti e molte altre di grande qualità di artisti considerati minori ma da riscoprire, realizzate in un periodo di vivace transizione, dal Romanticismo alla Scapigliatura, che ha segnato la storia dell’arte milanese e lombarda.

Dida: Vespasiano Bignami, Viale-delle-balie-o-Nei-vecchi-giardini, 1877, olio-su-tela, 383x758
MILANO. DA ROMANTICA A SCAPIGLIATA
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