Sottotetto: alzare la copertura. Quando e come si può fare

L'operazione è possibile soltanto nei casi in cui sussistano alcuni presupposti e solo previo parere favorevole di un tecnico che stimerà anche i costi e i benefici dell'intervento.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 01/05/2015 Aggiornato il 01/05/2015
Sottotetto: alzare la copertura. Quando e come si può fare

Recuperare il sottotetto alzando la copertura consente di aumentare lo spazio disponibile, ricavando una zona abitabile da un luogo in origine non praticabile. Si tratta di una trasformazione non di poco conto, peraltro molto frequente nei centri storici, che incide sul valore commerciale dell’immobile e che può tradursi in un buon investimento, sia nel caso in cui si debba poi rivendere l’immobile, sia nel caso in cui lo si abbia appena acquistato a un valore di mercato molto basso, per via della trasformazione da effettuare.

Nel caso siano necessarie opere murarie, come ad esempio il rifacimento della copertura e l’innalzamento delle pareti portanti per ottenere le altezze richieste, è necessaria la valutazione preventiva di un ingegnere strutturista che effettuerà le necessarie verifiche sulla staticità dell’edificio. In via preliminare, se il sottotetto in origine non era stato pensato come spazio abitabile, va verificata la solidità del pavimento, per assicurarsi che sia praticabile senza pericolo e che possa sopportare il peso di quanto vi andrà deposto (verifica da effettuare anche nel caso in cui si intenda sfruttare il locale come area di sgombero).

Se la copertura è in buono stato e quel che manca sono le altezze previste per legge, una strada alternativa praticabile è quella di abbassare il livello del solaio, nel caso in cui il proprietario del vano sottostante sia lo stesso. Se invece non è possibile variare la quota del pavimento, sarà necessario alzare le murature perimetrali, calcolando preventivamente il peso sulla struttura portante che sarà gravato anche dal tipo di copertura scelta.

Se il tetto è recente, si può valutare l’opportunità di preservarne la struttura, smontandola e rimontandola in loco, migliorandone al contempo l’eventuale coibentazione, se quella esistente non è sufficiente. Nella ridefinizione del nuovo tetto andrà tenuta in considerazione anche l’eventualità di dover aggiungere aperture vetrate, il cui numero andrà calcolato in proporzione alla metratura secondo le disposizioni del regolamento edilizio vigente.

La scelta del lucernario più adatto non dovrà seguire criteri esclusivamente estetici ma dovrà essere dettata da fattori tecnici (trasmittanza termica, protezione dal rumore esterno, grado di sicurezza eccetera), più o meno performanti a seconda delle necessità.

Oltre al tetto, anche le pareti perimetrali, siano esse esistenti o costruite ex novo, andranno coibentate adeguatamente, scegliendo l’intervento migliore a seconda dello stato di fatto dell’immobile e del budget a disposizione. Ogni intervento andrà pianificato seguendo una logica di costi/benefici; la riqualificazione in chiave energetica, in cui rientrano tra gli altri gli interventi di coibentazione di tetto e pareti, l’installazione dei pannelli solari e pompe di calore e la sostituzione di serramenti a taglio termico, permette di accedere alle detrazioni fiscali del 65% (Ecobonus) destinate al contenimento del consumo di energia degli edifici.

 Foto di Adriano Pecchio 

 

 

 

 

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