Isolamento del sottotetto, per ambienti asciutti e salubri

I materiali naturali come il sughero, la lana di vetro e la fibra di cellulosa consentono di aumentare il comfort sia in estate che in inverno.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 06/09/2015 Aggiornato il 06/09/2015
Isolamento del sottotetto, per ambienti asciutti e salubri
Bagno mansardato su misura, linea Woodstone di MobartBen. www.artben.it

L’isolamento del sottotetto consente di ridurre le dispersioni termiche e gli sprechi energetici, migliora il comfort dell’ultimo piano abitabile (nel caso di solai non adibiti ad abitazione) e riqualifica l’abitazione dal punto di vista energetico, aumentando di conseguenza il valore dell’immobile.

Tra i prodotti a disposizione la scelta va effettuata valutando le caratteristiche termoisolanti e quelle di traspirabilità, in modo da prevedere e gestire al meglio eventuali ristagni di umidità con conseguente formazione di muffe. Vanno inoltre prese in considerazione altre caratteristiche quali l’ecocompatibilità e l’atossicità dei materiali. Tra i più impiegati ci sono il legno, il sughero, la lana di vetro, la lana di roccia, il vetro cellulare, la fibroceramica, il poliuretano, il polistirolo, il polistirene e la fibra di cellulosa.

Nel caso di sottotetti destinati ad uso abitativo è importante che l’intervento non riduca significativamente le altezze a disposizione. In questo caso, andrà scelto il materiale in grado di garantire, a parità di coefficiente termico, lo spessore minore possibile.

Sottotetti non abitati

Il calore tende a salire verso l’alto e, se non trova nella soletta una barriera, una parte di esso si disperde attraverso il sottotetto non riscaldato. Questo comporta una diminuzione del rendimento dell’impianto termico che deve “lavorare” di più per mantenere la temperatura ottimale all’interno dei locali. Grazie all’isolamento termico del pavimento del solaio, è possibile ridurre i ponti termici che si verificano nell’ultimo piano abitato. I materiali più diffusi per questo tipo di intervento sono il polistirene espanso estruso XPS, il polistirene espanso sinterizzato EPS e la fibra di cellulosa accoppiata a pannelli rigidi in legno.

Quando il sottotetto è non calpestabile, difficilmente accessibile o poco utilizzato, la coibentazione del sottotetto viene fatta posando sul massetto rotoli di materiali diversi: lana di roccia, lana di vetro (che associa all’isolamento termico quello acustico), lana di pecora, cotone o materiali termoriflettenti multistrato.

Sottotetti abitati

Nel caso di mansarde e sottotetti abitati, l’isolamento termico va applicato alla copertura inclinata. In fase di ristrutturazione, di solito, l’intervento si realizza dall’interno, sotto la capriata del tetto. In costruzione, invece, è possibile utilizzare pannelli isolanti speciali, da applicare direttamente sui listelli di supporto alla copertura. L’intervento ha un duplice scopo: in inverno ostacola la dispersione del calore dai locali mentre in estate crea una barriera al passaggio del calore dall’esterno verso l’interno dell’abitazione.

La scelta dei materiali da utilizzare varia a seconda delle dimensioni interne dei locali, del loro utilizzo dopo l’intervento e della tipologia di copertura esistente. Tra i materiali impiegati con maggior frequenza ci sono i pannelli rigidi in polistirene espanso sinterizzato EPS o in polistirene espanso estruso XPS, i pannelli semirigidi in fibra di legno, i rotoli morbidi in lana di roccia, in lana di vetro o in materiale termoriflettente multistrato, il poliuretano spruzzato e la fibra di cellulosa insufflata.

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