Riscaldamenti: quando si possono accendere e come risparmiare

Con l'arrivo dei primi freddi è l'ora di accendere i riscaldamenti ma chi ha un impianto centralizzato deve rispettare un preciso calendario che, a precise condizioni, può subire qualche deroga.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 14/10/2020 Aggiornato il 14/10/2020
Riscaldamenti: quando si possono accendere e come risparmiare

Dal 15 ottobre si possono accendere i riscaldamenti in caso di impianto centralizzato in oltre la metà degli 8mila comuni italiani, vale a dire quelli della cosiddetta zona climatica E, che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna, Venezia.

In alcune città, a causa dell’arrivo anticipato del freddo, è già possibile accendere gli impianti termici ma per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita a pieno regime. Spetta ai sindaci la decisione in caso di eventi climatici particolari.

Per legge, la temperatura interna non può superare i 20 gradi centigradi, con 2 gradi di tolleranza all’interno di abitazioni, scuole e uffici, mentre per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali il limite è di 18 anni.

Il riscaldamento dovrebbe essere acceso dopo le cinque del mattino e spento entro le 23.

 

Accensione riscaldamenti: le date per zone climatiche

Il nostro Paese è diviso in sei zone climatiche, ognuna con proprie date per l’accensione dei riscaldamenti negli edifici dove l’impianto è centralizzato.

È il Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto del 1993 a stabilire le modalità e le limitazioni sull’accensione dei riscaldamenti in Italia, con la divisione del nostro Paese in sei zone climatiche. Riportiamo alcuni dei Comuni delle diverse zone, ricordando che i comuni montani rientrano nella fascia F.

  • Zona A – Dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno 
    Sud e isole: Comuni di Lampedusa e Linosa (AG); Porto Empedocle (AG)
  • Zona B – Dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno 
    Sud e isole: Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani.
  • Zona C – Dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno
    Nord-Ovest: Imperia.
    Centro: Latina.
    Sud e isole: Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto.
  • Zona D – Dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno
    Nord-Ovest: Genova; La Spezia; Savona.
    Nord-Est: Forlì.
    Centro: Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo.
    Sud e isole: Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia.
  • Zona E – Dal 15 ottobre al 15 aprile, per 14 ore al giorno
    Nord-Ovest: Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli.
    Nord-Est: Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza.
    Centro: Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti.
    Sud: Campobasso; Enna; L’Aquila; Potenza.
  • Zona F – Nessuna limitazione
    Nord-Ovest: Cuneo.
    Nord-Est: Belluno; Trento.

Per vedere in quale fascia climatica si trovi una certa abitazione si può consultare il sito http://www.comuni-italiani.it: selezionando il Comune di appartenenza, si trovano indicati fra l’altro la zona climatica e il periodo di accensione previsto per legge.

I consigli per risparmiare sul riscaldamento di casa

Per risparmiare in bolletta, Enea ha stilato dieci regole pratiche per scaldare al meglio le nostre case evitando sprechi.

1) Esegui la manutenzione degli impianti: chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2) Controlla la temperatura degli ambienti: scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa prevede una temperatura di 20 gradi più 2 di tolleranza, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario.

3) Attenzione alle ore di accensione. È inutile tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. Il tempo massimo di accensione giornaliero varia per legge a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia: da un massimo di 14 ore giornaliere per gli impianti in zona E (nord e zone montane) alle 8 ore della zona B (fasce costiere del Sud Italia).

4) Installa pannelli riflettenti tra muro e termosifone: è una soluzione semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore, soprattutto nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete riducendone spessore e grado di isolamento. Anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno.

5) Scherma le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o collocando tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

6) Evita ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Posizionare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria, ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte che comporta solo inutili dispersioni di calore.

7) Fai un check-up alla tua casa. Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento, anche fino al 40%, gli interventi diventano ancora più convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali. In particolare si potrà fruire del superbonus al 110% , la maxi detrazione prevista per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica tra cui la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati. (Anche il termoarredo e di conseguenza l’installazione rientrano nel Superbonus?)

8) Scegli impianti di riscaldamento innovativi. Dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. È opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con pompa di calore ad alta efficienza. Sono disponibili anche caldaie alimentate a biomassa e sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) abbinati a impianti solari termici per scaldare l’acqua e fotovoltaici per produrre energia elettrica. Anche per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali.

9) Scegli soluzioni tecnologiche innovative: oggigiorno la possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza e regolatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite telefono cellulare, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento.

10) Installa le valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti.

 

Fonti / Bibliografia

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