Riqualificare = risparmiare energia: come isolare l’involucro edilizio

Che cosa bisogna fare per riqualificare una casa dal punto di vista energetico e dei consumi? Prima di tutto isolarne l'involucro, con cappotto termico, serramenti efficienti e schermature solari; poi modificarne gli impianti. Vediamo il primo aspetto.
Antonia Solari
A cura di Antonia Solari
Pubblicato il 25/05/2021 Aggiornato il 25/05/2021
casa sostenibile

La principale fonte di inquinamento atmosferico è l’uso di combustibili fossili per la climatizzazione degli interni. La voce di spesa “energia” è tra le più consistenti del bilancio economico familiare annuo. È chiaro che siamo di fronte a un problema, anzi due:

  • la casa disperde energia
  • gli impianti non sono efficienti

Per essere sostenibile un’abitazione deve ridurre l’uso di energia, soprattutto per la climatizzazione. Infatti, solo gli edifici costruiti dopo il 2006 rispettano l’attuale normativa sul contenimento dei consumi energetici (D.Lgs. n. 192/2005).

Non a caso le leggi sono diventate sempre più restrittive, mentre gli incentivi fiscali più vantaggiosi sono quelli che premiano i lavori di efficientamento energetico che, seppure costosi, si possono in gran parte, quando non totalmente, recuperare in massimo 10 anni. Gli studi elaborati da Enea a partire dal 2008 evidenziano come, nel breve periodo, sia l’efficienza energetica degli edifici a portare le più consistenti riduzioni di consumi e di CO2: almeno il 26%. E alla riduzione del fabbisogno energetico consegue il risparmio economico.

Vantaggi del riqualificare

Se al recupero degli investimenti garantiti dagli incentivi aggiungiamo la riduzione dei costi di gestione della casa, ecco che vale la pena programmare per la nostra abitazione un salto di qualità, scalando uno o due posti nella classificazione energetica degli immobili e aumentandone il valore.

Efficientamento energetico = meno inquinanti

Minore è la quantità di energia che la nostra casa disperde, fra quella prodotta per soddisfare il proprio fabbisogno, più risparmiamo e rispettiamo l’ambiente. È molto semplice. Infatti, agli interventi di efficientamento energetico degli edifici consegue anche una diminuzione delle emissioni in aria dei gas climalteranti (CO2 soprattutto) e inquinanti (ossidi di zolfo e azoto, polveri sottili, sostanze organiche volatili, etc.) che sono associate alla combustione delle fonti fossili.

Riducendo la domanda di energia si ottiene una proporzionale riduzione di tutte quelle sostanze che vanno ad alterare gli equilibri climatici e degradano la qualità dell’aria dei nostri centri urbani. L’efficienza energetica è inoltre una delle principali leve della politica energetica e un obbligo derivante dalle Direttive europee. Diminuire la domanda di energia, dunque, contribuisce ad aumentare la sicurezza del sistema energetico e a ridurre lo squilibrio della bilancia commerciale dovuto alle importazioni di energia (l’Italia importa dall’estero quasi i 3/4 dell’energia che consuma).

La prospettiva di tagli in bolletta è ciò che ha spinto la maggior parte degli interventi realizzati a partire dal 2006, da quando cioè sono entrati in vigore gli sconti fiscali dedicati alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Diventare alleati dell’ambiente fa spendere meno e vivere meglio

L’ISTAT ha rilevato che nel 2018 ogni famiglia ha speso in media 116 euro al mese per l’uso di energia domestica, di cui 57,13 solo per il gas.

Dal rapporto annuale 2019 di Enea sugli interventi di efficientamento energetico effettuati nel 2018, emerge che grazie all’Ecobonus, le famiglie italiane hanno investito oltre 3,3 miliardi di euro, con un risparmio di oltre 1.150 GWh/anno grazie alla sostituzione di serramenti (circa il 33%) e alla coibentazione di solai e pareti (poco più del 28%) che, insieme alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio, risultano assicurare il miglior rapporto costo-efficacia.

casa sostenibile_perché le bollette sono così alte

 

Valutare oculatamente costi e benefici degli interventi

Perché i risultati dell’efficientamento energetico della nostra casa siano soddisfacenti e l’investimento economico non risulti vano, dobbiamo programmare gli interventi in un’ottica di razionalità e buon senso.

Per esempio: se sostituiamo l’impianto di riscaldamento prima ancora di aver migliorato l’isolamento termico, potremmo trovarci in una situazione tutt’altro che vantaggiosa dal punto di vista economico, perché rischieremmo di installare un impianto sovradimensionato che consuma e produce più di quanto occorra. Meglio prima coibentare le pareti e installare finestre a tenuta per ridurre le dispersioni e, di conseguenza il fabbisogno, poi sostituire i vecchi impianti.

casa sostenibile_risparmio bolletta

Siete sicuri di non essere sostenibili?

Quante azioni virtuose compiamo ogni giorno, spinti da una presa di coscienza collettiva? Molti pensano che vivere in modo attento ai consumi, senza sprechi, riducendo la propria impronta ecologica sia difficile, se non impossibile. Invece basta partire da semplici gesti comuni: donare o scambiare libri e oggetti, riparare il cellulare e il PC senza scegliere di buttarli, prestare attenzione alle bollette, riadattare un abito. Provate a calcolare la vostra impronta sul Pianeta, cominciando dai cibi che portate in tavola: footprintcalculator.org.

Riqualificare l’intero involucro

Il miglioramento della tenuta termica delle strutture opache della casa, verticali e orizzontali, delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno, vani non riscaldati o contro terra, che rispetti i requisiti di trasmittanza termica U [W/(m2K)] riportati in tabella 2 del D.M. 26/1/2010 è incentivato attraverso detrazioni fiscali consistenti, l’Ecobonus al 65% e il Superbonus al 110%. Pareti, tetto e pavimento performanti permettono di utilizzare meno energia (e spendere meno) e di garantire il comfort termico indoor. Le pareti dell’edificio devono consentire, infatti, la temperatura interna all’abitazione, quando occupata, tra 18-20 °C in inverno e tra 25-27 °C in estate.
Riqualificazione termica dell’involucro edilizio dell’edificio = – 40/60% di energia.

TOP coibentazione tetto + cappotto esterno = – 40/60% energia e costi

  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000 euro per unità immobiliare; 100.000 euro per insieme sistematico di interventi che incida sulla prestazione energetica dell’edificio (Ipe per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008.
  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS CONDOMINIO: detrazione del 70% -75% secondo lo standard raggiunto delle spese totali sostenute dal 01/01/2018 al 31/12/2021; dell’80% o all’85% se contestualmente si raggiungono anche sicurezze antisismiche.

Aggiungere il cappotto esterno

Soluzione da privilegiare perché assicura continuità all’isolamento, riduce i ponti termici e permette di raggiungere facilmente i valori limite richiesti per accedere alle detrazioni fiscali economicamente più vantaggiose.
Cappotto esterno = – 20/40% costi.

  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000 euro per unità immobiliare.

Prevedere le schermature solari

  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000 euro per unità immobiliare.

Coibentare il tetto

Tutti gli accorgimenti messi in atto per proteggere i locali sottostanti durante la stagione invernale sono utili anche durante l’estate, perché un tetto ben coibentato e aerato blocca anche il calore prodotto dall’irraggiamento solare, considerando che tra il manto e lo strato di coibentazione si possono raggiungere anche gli 80 °C. Quando si prevede un intervento di manutenzione straordinaria, tanto vale riqualificare. Mentre è obbligatorio aggiungere l’isolante nei tetti caldi.
Miglioramento prestazioni termiche del tetto = – 20% di energia.

  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000 euro per unità immobiliare.

Cambiare i serramenti

Le parti “trasparenti” sono un punto critico e di discontinuità della facciata. Dal punto di vista del contenimento energetico, la qualità di una finestra si valuta attraverso il valore di trasmittanza termica Uw espresso in W/mqK che indica quanto sia efficiente dal punto di vista termico. Tanto più il valore è basso, quanto più la finestra è performante.
Sostituzione di vecchi infissi con nuovi modelli a tenuta (vetrocamera e taglio termico) = – 15/20% energia (- 300 euro all’anno, incrementabile nel caso di case indipendenti).

TOP Cappotto esterno + infissi a tenuta + isolamento del tetto + caldaia a condensazione = – 75% di energia e costi

  • AGEVOLAZIONE FISCALE ECOBONUS: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000 euro per unità immobiliare.

Installare la vmc

La ventilazione meccanica controllata è un sistema per l’aerazione costante indoor (senza aprire le finestre) che in alcune tipologie recupera il calore dall’aria per riutilizzarlo.

  • AGEVOLAZIONE FISCALE BONUS RISTRUTTURAZIONE: detrazione del 50% solo se l’intervento è compreso in uno di riqualificazione globale o se si dimostra, con certificazione rilasciata da tecnico qualificato o ditta installatrice, il conseguimento del risparmio energetico.

A chi rivolgersi:

  • Consulente energetico: professionista iscritto all’Albo dei Certificatori Energetici di cui ogni regione dispone
  • Progettista qualificato: architetto, geometra, ingegnere
  • Amministratore del proprio condominio

Anche la sostituzione della porta d’ingresso, quando questa separa ambienti riscaldati da quelli che non lo sono, e ha i requisiti specificati dalla normativa, è agevolata dagli incentivi fiscali. Ne sono un esempio i modelli di Hörmann (www. hormann.it) con ottimi valori di trasmittanza termica W/m²K.

Super bonus 110%

Agli incentivi per l’efficientamento energetico si affianca quello previsto fino al 31 dicembre 2021, per una serie di lavori “importanti” (detti trainanti) ai quali se ne possono aggiungere altri se eseguiti insieme ad almeno uno di quelli principali, fino al 31 dicembre 2021. Il recupero è in 5 anni.

Lavori principali trainanti

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici (la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021).

Lavori aggiuntivi

  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.
     

La parola all’esperto

Arch. Sara Pizzo, www.studio1881.it
Un intervento organico di riqualificazione energetica di un immobile di 100 mq in un condominio costruito fra il 1960-1990 prevederebbe prima la coibentazione dell’involucro, a partire dai solai a contatto con volumi non riscaldati (sottotetti o piani sorretti da pilotis) e la sostituzione della caldaia. Per questi interventi combinati, che porterebbero a una spesa media di 150-120 euro/mq per la coibentazione di strutture opache perimetrali e pavimenti, 250-230 euro/mq per la coibentazione delle coperture ed una spesa di 180-200 euro/kWt per le caldaie a condensazione, i tempi di ritorno dell’investimento (grazie al taglio dei consumi e delle bollette) sono inferiori ai 5 anni nella maggior parte dei casi. Nel caso siano da sostituire anche gli infissi, per ottenere risultati migliori e non vanificare l’investimento sarebbe meglio affiancare la nuova posa alla coibentazione delle mura perimetrali. La spesa media per la sostituzione degli infissi sarebbe di 550-650 euro/mq e il ritorno scenderebbe a 5 anni. Sconsiglio di effettuare un unico intervento fra questi, perché i benefici non sarebbero sufficienti a garantire il benessere all’interno dell’appartamento, né a migliorare la classe energetica in modo tangibile. Nello specifico, sconsiglio in condominio l’installazione di nuova caldaia e termovalvole senza coibentare almeno il solaio del primo e dell’ultimo piano (sottotetto e pilotis). In ogni caso è consigliabile effettuare sempre una diagnosi energetica dell’edifico e simulare diversi scenari, per capire i tempi di ritorno e gli interventi primari da effettuare su ciascun immobile specifico.

Un esempio in condominio

Edificio condominiale del 1926; 7 piani + 1 interrato; 18 appartamenti; superficie climatizzata 1.162 mq, pari a 3.911 mc; impianto di riscaldamento centralizzato con caldaia del 1996 a gas, con potenza nominale di 150 kW; classe energetica: G (un immobile analogo di nuova costruzione sarebbe in classe C); Ipe: 204,68 kWh/mq anno (un immobile analogo di nuova costruzione avrebbe Ipe pari a 61,97 kWh/mq anno, con un risparmio del 70% sui consumi).

casa sostenibile_tabella

 

 

Fonti / Bibliografia

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