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Quante volte un balcone trascurato rovina l’immagine di un intero appartamento? Quando si vuole rinnovare contenendo la spesa e in poco tempo, magari in una casa di vacanza o in quella dove si è in affitto e non si vogliono fare lavori impegnativi, bastano un weekend e poche ore di lavoro, qualche attrezzo di base e un po’ di manualità. Passo passo, ecco come è stato trasformato questo balcone.

Il balcone dopo il rinnovo fai da te: con un investimento contenuto — vernice, carta abrasiva, pedane a incastro, bordi di finitura e vasi — e senza alcun intervento murario invasivo, questo piccolo spazio esterno – trascurato e caotico – diventa angolo luminoso e ordinato, capace di valorizzare l’intero appartamento senza spesa eccessiva. Con un’idea creativa di partenza, un po’ di manualità e prodotti adatti al fai da te, non serve affidarsi a un’impresa né sostenere spese importanti per rigenerare un piccolo spazio esterno.
La ringhiera in metallo: carteggiare e riverniciare
Il primo intervento, quello che dà più soddisfazione visiva rispetto allo sforzo richiesto, riguarda la balaustra metallica. Se il metallo non presenta ruggine profonda o cedimenti strutturali, non serve sostituirla: basta rigenerarla.
Come procedere
Carteggiare la superficie con carta abrasiva a grana media (80-120) per rimuovere vernice sfaldata, ruggine superficiale e imperfezioni; passare poi a una grana più fine (180-220) per lisciare.
Sgrassare bene con un panno imbevuto di diluente o alcol denaturato, altrimenti la nuova vernice non aderisce.
Applicare un primer antiruggine se ci sono zone ossidate, lasciandolo asciugare secondo i tempi indicati in scheda tecnica.
Finire con smalto per esterni resistente agli agenti atmosferici, meglio se in due mani sottili piuttosto che una spessa: si asciuga meglio e dura di più.
Per il colore, in condominio, bisogna attenersi a quello condominiale, dato che il parapetto è visibile dall’esterno dell’edificio.
La parete in muratura interna: carteggiare e ridipingere
Anche la parte muraria del parapetto, quella rivolta verso l’interno del balcone, meritava un rinfresco. Qui il lavoro è ancora più semplice.
Come procedere:
Carteggiare leggermente la superficie per eliminare screpolature, polvere e vecchia pittura sfarinante.
Stuccare eventuali crepe sottili con stucco per esterni, carteggiando poi a raso.
Applicare una mano di fissativo se l’intonaco è molto assorbente.
Dipingere con pittura idropittura per esterni, resistente a umidità e sbalzi termici: ne bastano due mani.
Il pavimento: dalle vecchie piastrelle alla pedana in legno
Questo è il cuore del progetto, quello che cambia davvero la percezione dello spazio. Anziché demolire il vecchio pavimento in piastrelle — lavoro costoso, “sporco” e che richiede l’intervento di un’impresa — si è scelto di sovrapporre un pavimento sottile a incastro in legno per balconi e terrazzi.
Altri due vantaggi non da poco sono il montaggio semplice (basta agganciare i pezzi) e la facile manutenzione. È inoltre estremamente resistente agli agenti atmosferici e richiede poca manutenzione, oltre a essere piacevole da calpestare anche a piedi nudi.
Perché questa soluzione è stato scelto Runnen di Ikea, pensato proprio per questo tipo di intervento: le basi delle griglie da pavimento sono realizzate in polipropilene e possono essere facilmente inserite l’una nell’altra, senza bisogno di adesivo o malta. Questo significa che si posano semplicemente a incastro, sopra il pavimento esistente, senza opere murarie.
Come procedere:
Pulire bene il pavimento esistente prima di posare le pedane.
Partire da un angolo e procedere a incastro, modulo dopo modulo: la maggior parte dei modelli si taglia facilmente con un seghetto per adattarsi a spigoli, colonne o elementi fissi.
Lasciare libera l’ultima fila vicino al gradino della porta-finestra: se resta uno spazio residuo verso il parapetto, si possono acquistare appositi bordi di finitura (angolari o dritti) pensati proprio per chiudere esteticamente il perimetro senza tagli complicati.
Un altro grande vantaggio pratico, utile soprattutto se si è in affitto: il pavimento resta smontabile, quindi è possibile sollevare le pedane periodicamente per pulire sotto, dove si accumulano polvere e foglie, ma anche portare in futuro in un’altra casa le quadrotte in legno.
Manutenzione: per la pulizia ordinaria basta una soluzione di acqua e sapone poco concentrata, asciugando poi con un panno. Se il materiale è in legno naturale (acacia), è bene sapere che cambiamenti di colore, piccole fenditure e superficie secca sono segnali che indicano la necessità di un trattamento – per esempio con oli protettivi per legno adatti all’esterno con lacche pigmentate trasparenti – per ripristinare nel tempo l’aspetto originale.
Il bordo di finitura verso il parapetto
Un dettaglio che fa la differenza tra un lavoro “fatto in casa” e un lavoro dall’aspetto curato è proprio la rifinitura dei bordi. In questo caso, montando le quadrotte in legno a formare una pedana, accostando questa al gradino della porta-finestra, restava uno spazio minimo verso il muretto del parapetto.
Anziché lasciarlo a vista o tagliare pedane su misura complicate da realizzare, sono stati utilizzati bordi di finitura dedicati, pensati apposta per chiudere il profilo del pavimento in modo pulito.
Consiglio pratico: misurare sempre prima dell’acquisto larghezza e profondità del pavimento da coprire, per calcolare la quantità di quadrotte in legno da acquistare, considerando una piccola quantità in eccesso per eventuali tagli. Lo stesso per i bordi, meglio prevedete qualche centimetro di tolleranza: meglio uno che si possa tagliare leggermente che uno troppo corto.
Vasi decorativi, per un verde senza manutenzione
Ultimo tocco, ma non meno importante per la resa complessiva: lungo il bordo di finitura sono stati posizionati vasi in plastica con fiori artificiali (sempre di Ikea), proprio per nascondere la parte terminale del pavimento e dare vita e colore al balcone.
Si tratta di una scelta molto pragmatica: i fiori finti non richiedono acqua, luce o cure particolari, restano belli tutto l’anno e non c’è il rischio che appassiscano durante le vacanze o per la disattenzione degli inquilini, ma nulla di vieta a chi ha il pollice verde di procedere con piante e fiori naturali.
Il balcone prima dei lavori
Come calcolare la quantità di pezzi per ricoprire il balcone
Continuiamo con l’esempio del materiale utilizzato per questo balcone. Ogni confezione contiene 9 pedane da 30×30 cm, capaci di coprire 0,81 mq. Questo è il modulo di calcolo da cui partire.
- Calcolare la superficie del balcone
Superficie (mq) = lunghezza (m) × profondità (m)
Esempio: balcone di 3,20 m × 1,20 m → 3,20 × 1,20 = 3,84 m²
- Dividerla per la copertura che si può ottenere con una confezione
Numero confezioni = Superficie totale ÷ 0,81 m²
Esempio: 3,84 ÷ 0,81 = 4,74 → si arrotonda per eccesso a 5 confezioni
- Aggiungere un margine di scarto
Va sempre calcolato un margine extra per i tagli lungo i bordi irregolari, attorno a colonne, gradini o angoli del parapetto: in genere si consiglia un 10-15% in più rispetto al calcolo teorico. Nell’esempio, 3,84 m² × 1,10 = 4,22 m² → il conteggio in confezioni non cambia (restano 5), ma su balconi più grandi o con molte irregolarità questo margine può far scattare una confezione aggiuntiva. - Verificare il verso di posa
Se si vuole un effetto “doghe” con un orientamento preciso (es. parallelo alla ringhiera), conviene disegnare prima uno schema in scala del balcone, indicando dove cadranno le linee di giunzione tra le pedane: questo aiuta a capire da che lato conviene partire per lasciare i tagli meno visibili sul lato opposto (di solito quello vicino alla porta-finestra, come indicato nella guida). - Bordi di finitura
Anche i bordi di finitura si vendono in confezioni con una lunghezza standard: va misurato il perimetro esposto (i lati del balcone non delimitati da un muro) e diviso per la lunghezza di ciascun listello, sempre con lo stesso margine di scarto del 10%.









































