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Quando si parla di parquet non ci si riferisce mai a una scelta univoca. Dire semplicemente “voglio il parquet” non è sufficiente: dietro a questa parola si nasconde una gamma di possibilità molto ampia, che richiede decisioni precise e consapevoli.
Le essenze disponibili sono numerose e coprono un ventaglio cromatico molto esteso: dai legni chiari, luminosi e delicati, fino a quelli scuri e profondi, dal carattere più deciso.
Ma il colore è solo uno degli aspetti da valutare. Ogni legno presenta una propria struttura superficiale, che può risultare più uniforme o fortemente caratterizzata da venature e nodi, oltre a una finitura che può essere setosa oppure più materica.
A incidere sull’aspetto complessivo contribuisce anche il formato degli elementi. Le doghe di piccole dimensioni evocano immediatamente le atmosfere delle abitazioni storiche, mentre i listoni ampi e continui sono tipici degli interni contemporanei.
A completare il quadro interviene lo schema di posa, che modifica radicalmente la percezione dello spazio: lineare, geometrico o decorativo a seconda che si scelga una posa a correre, a quadri o a spina…
È evidente, quindi, che il parquet non è mai una scelta neutra: ogni combinazione di legno, formato e posa genera un risultato specifico e riconoscibile.
I sei esempi che seguono mostrano in modo concreto come queste variabili influenzino lo stile dell’ambiente e aiutano a individuare la soluzione più adatta ai diversi tipi di abitazione.
Parquet di grande formato, color miele, posato a correre, selezione prima scelta
È considerato un classico ed è molto adatto alla case più moderne, ai loft e in generale agli spazi di dimensioni ampie. In questo appartamento è stato scelto un rovere color miele, che è un colore intermedio, non troppo chiaro ma neppure troppo scuro. Ma non basta specificare il colore, è importante definire anche la qualità: se non si vogliono avere troppi nodi o fiammature, ma si preferisce ottenere un effetto uniforme, bisogna richiedere un parquet di “prima scelta”. Il costo è più alto, ma la selezione delle assi è molto accurata e tutte quelle che non risultano essere omogenee rispetto alle altre vengono scartate.
Nelle foto si vedono le varie fasi di posa, dal momento dell’arrivo in cantiere dei listoni fino alla posa sia negli ambienti più grandi che nel corridoio e nella stanza più piccola.
Il senso di posa segue l’andamento delle pareti e si sviluppa in modo longitudinale, seguendo il senso in cui si snoda la casa: dalla sala le doghe proseguono nel corridoio fino ad arrivare al bagno, sempre rivestito in parquet, senza interruzioni.
Parquet in bagno: cosa bisogna sapere
Le dimensioni dei listoni sono di diverse in lunghezza, da 60 cm a 240 cm di lunghezza, mentre la larghezza di 20 cm è fissa. Lo spessore è di 1,1 centimetri. È un parquet prefinito, che è stato incollato sul fondo con livellina ed era già verniciato con finitura spazzolata opaca.
Parquet di formato intermedio, colore scuro, posato a spina italiana
Si tratta di una posa di parquet molto indicata per le case più tradizionali, con ambienti anche di misure contenute: la spina italiana è considerata lo schema di posa più classico, perfetta per un appartamento di misura media. Si può posare in continuità, senza interruzioni, come in questo caso, o può essere circondato da bindelli che creano una cornice in ogni stanza, da circondare poi con un bordo posato a pettine. In questo appartamento è stata scelta la posa in continuità, senza cornici, più moderna.
Nelle foto si vedono due viste della sala in cui si nota la luce che entra dalle finestre, e due viste della cucina, che è un ambiente di dimensioni contenute e in cui questa dimensione di parquet risulta particolarmente adatta
Il legno è un rovere tinto scuro, scelto in una tonalità calda ma decisa. Il senso di posa è stato scelto in modo che “la freccia” guardi verso le finestre: in questo modo la luce naturale fa risaltare nel modo migliore la texture del legno.
Prefinito, già verniciato, con una finitura opaca liscia, molto naturale, ha spessore di 1,1 cm. La misura delle tavolette è la più classica: 9 x 60 cm.
Parquet di formato intermedio, posa a spina francese, legno rovere chiaro
La spina francese è un metodo di posa che è diventato molto in voga negli ultimi anni perché unisce la classicità della posa a spina alla modernità di un segno più netto.
Le tavolette utilizzate inoltre sono di formato un po’ più grande rispetto a quella della spina tradizionale, ma soprattutto il taglio è dritto e di conseguenza si crea un disegno molto grafico e geometrico, sicuramente più contemporaneo rispetto alla classica spina.
È molto adatta anche per le case moderne, soprattutto se si vuole aggiungere fascino e calore.
Nelle foto si vede il primo step quando le assi sono arrivate in cantiere e si è scelto il senso di posa. Il punto che ha comandato la posa è è stato il corridoio, dove la spina è stata centrata, per arrivare fino alla sala e entrare nel disimpegno e nelle camere, e infine nel bow window.
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Parquet con listoni a correre, colore bianco
Dedicato a chi ama il calore del legno ma non vuole il tipico color legno e preferisce qualcosa di più soft.
Tutti i parquet, infatti, possono essere dipinti con una vernice apposita, che copre il colore lasciando però trasparire le venature tipiche del legno.
Nelle foto si vedono le assi sbiancate da cui è partita la posa, prima di essere dipinte con la vernice bianca. Nell’ultima foto si vede la zona della cucina finita e arredata.
In questa casa, che è un loft al piano terra, l’idea è stata proprio quella di avere un pavimento bianco, chiaro, per aumentare la luminosità del piano terra.
Le assi posate a correre sono state scelte in una versione già sbiancata, per facilitare il lavoro successivo.
Poi il pavimento è stato posato e alla fine è stato dipinto con una vernice apposita di colore bianco caldo.
Parquet con resina colorata
Questa possibilità – più recente, meno nota e utilizzata – unisce la bellezza della texture del legno al colore e all’uniformità della resina. L’idea alla base è semplice: si posa prima il legno, che in questo caso è un rovere a spina molto lavorato con tavolette piccole, utile per creare una superficie molto mossa e variegata, colorata.
Nelle foto un esempio di parquet con resina color terracotta.
Dopo averlo posato viene stesa la resina colorata, che si può scegliere in qualsiasi tinta e che uniforma la superficie ma lascia visibile la trama. Il risultato finale è molto particolare e sicuramente poco consueto.
Parquet massello di rovere, posato a spina francese, trattato a vernice
Anche in questo caso il disegno è quello della spina francese, ma il parquet non è un prefinito ma un massello di rovere, per cui le doghe vengono posate grezze e poi trattate direttamente in cantiere.
Nella fase precedente questo pavimento era stato trattato a olio, una tecnica che richiede di rifare l’oliatura ogni anno circa per impregnare il legno e proteggerlo.
Dopo qualche anno si è scelto di semplificare la manutenzione togliendo l’olio, attraverso una spazzolatura superficiale fatta a macchina, per poi verniciarlo con un protettivo trasparente opaco, che pur mantenendo un aspetto naturale ha reso molto più facile e semplice la pulizia quotidiana del legno.
Nelle foto si vede il parquet come era prima, a olio, seguito dalla fase della verniciatura e poi l’effetto finale, in cui le diverse tonalità del legno sono molto evidenti.
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