Lo studio nascosto all’interno del mobile

Due soluzioni per ricavare una zona studio schermata alla vista. In camera o in soggiorno.

Architetto Barbara Piccinno
A cura di Architetto Barbara Piccinno, Giovanna Strino
Pubblicato il 14/10/2013 Aggiornato il 06/08/2018
Lo studio nascosto all’interno del mobile
Due proposte per ricavare una funzionale zona home-office, anche quando lo spazio sembra non permetterlo. In entrambi
i casi si tratta di una soluzione completamente integrata in un mobile: basta aprire un’anta e la postazione è pronta. Si può realizzare sia con una composizione su misura sia con un sistema modulare di produzione.
Nell’armadio in camera: nel guardaroba di fronte al letto (foto sotto) un vano di 90 cm – l’ultimo – è stato attrezzato con scrivania e mensole. La chiusura del mobile con ante scorrevoli complanari permette un utilizzo totale e agevole dello spazio interno, che basta completare con una seduta per ottenere un angolo studio. Sono previste anche tre prese elettriche a muro (e per questo il vano è privo di schienale). Per un risultato estetico migliore, una veletta raccorda esternamente l’armadio al soffitto creando un effetto nicchia, mentre all’estremità del mobile si innesta un elemento a ponte – composto da vani a giorno – che completa la parete e incornicia la porta della stanza.

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  • I ripiani posti in successione verticale sono profondi 30 cm, circa la metà della scrivania, ma hanno la stessa lunghezza di quest’ultima.
  • L’armadio ha struttura in melamminico, con ante scorrevoli integrate laccate. Per ottenere un insieme uniforme, la veletta in cartongesso è tinteggiata come la parte a giorno del mobile.
  • All’esterno del guardaroba una colonna larga 30 cm è organizzata con ripiani ad altezze differenti per contenere oggetti diversi. Si collega a un elemento gemello per incorniciare, insieme, la porta di accesso alla stanza.
Nella libreria del soggiorno: una sezione della composizione a giorno – realizzata in cartongesso direttamente in opera nel soggiorno – diventa la zona studio. Tutta la struttura è pensata a priori con tale funzionalità: i ripiani partono da 135 cm da terra proprio per poter sfruttare la parte inferiore. Con la scrivania nel vano laterale, una madia in quello opposto e la base per la televisione in quello centrale.

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  • I ripiani, con spessore 10 cm come i fianchi, sono distanziati di 40 cm
  • Una veletta di 15 cm contiene un sistema di illuminazione a microled, e anche il binario per l’anta scorrevole: così si può nascondere alla vista la zona studio oppure uno degli altri due elementi.
  • Per essere funzionale senza sporgere, la scrivania alta 72 cm ha due piani sovrapposti: uno fisso profondo 50 cm quanto la struttura, uno estraibile per aumentare la superficie d’appoggio.
Progetto: architetto Barbara Piccinno, studio Patetta – www.studiopatetta.wix.com/studio
Quale luce prevedere

Per leggere, scrivere e lavorare serve una luce diretta che illumini bene il piano dall’alto. L’ideale è dunque una lampada da tavolo, posizionata dalla parte opposta rispetto alla mano con cui si scrive, per evitare ombre. La situazione ottimale si ottiene con un modello “tecnico”, ovvero con braccio orientabile e fascio concentrato. La lampadina? Max 40W.

Telescopica e girevole la lampada da tavolo è in metallo con finitura in nichel, satinato o nero. M3 di Ideal Lux misura Ø 18,5 x H 95 cm e costa 73,81 euro.

Telescopica e girevole la lampada da tavolo è in metallo con finitura in nichel, satinato o nero. M3 di Ideal Lux misura Ø 18,5 x H 95 cm e costa 73,81 euro. www.ideal-lux.com/it

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