Ingrandire una finestra: si può? Quando e come

In alcuni casi è possibile modificare le aperture esistenti. In particolare qui parliamo di ingrandire una finestra. Più semplice per una casa singola, ma anche in condominio l'intervento - con le dovute accortezze - si può fare.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 19/01/2018 Aggiornato il 19/01/2018
Ingrandire una finestra: si può? Quando e come

Allargare o ingrandire una finestra è una necessità che si presenta più spesso di quanto si pensi: per avere più luce negli interni ma anche per migliorare l’estetica di una facciata. Vale la pena prendere in considerazione questa ipotesi, tenendo conto però che non sono pochi i vincoli che possono limitarne la realizzazione.

Primo fra tutti: non compromettere la statica dell’edificio. Per questo la modifica di una finestra necessita di una preventiva e attenta analisi strutturale da parte di un tecnico specializzato (ingegnere o architetto strutturista), volta a verificare, in modo correlato, la tipologia delle strutture su cui si interverrebbe e la collocazione dell’immobile (e quindi del grado di sismicità locale).

Il calcolo dei vantaggi è semplice: su una base standard di 1 metro, per ogni centimetro di superficie vetrata in più, si guadagna l’1% di luce.

Questi i lavori

La modifica di una sola finestra richiede circa due giorni di lavoro. Nella pratica:

  • Si rimuovono il serramento esistente e il davanzale.
  • Si posiziona un nuovo architrave (prefabbricato o da realizzarsi in opera) che permette di procedere con la demolizione della porzione di muro.
  • Rifinito il vano finestra nella nuova dimensione, si posa il controtelaio nel relativo imbotte (che agevolerà l’installazione del nuovo telaio del serramento).
  • Sistemato il davanzale, si termina con la posa delle ante.
Si può fare sempre?

Sono davvero molti i fattori che condizionano la fattibilità della modifica. Ma in molti casi, fortunatamente,  si tratta di ostacoli superabili.
I limiti all’ampliamento di una finestra sono legati principalmente alla collocazione dell’edificio e valgono per case singole e per edifici a più piani con più abitazioni: conta se l’immobile si trova in una zona tutelata con vincolo storico, architettonico e/o paesaggistico o nel centro storico, dove spesso è vietata la modifica delle facciate o degli edifici, viene impedita la variazione delle dimensioni delle aperture (ampliamento o riduzione/tamponamento).
Ulteriori norme paesaggistiche da Piano regolatore potrebbero consentire comunque l’opera nei centri storici, normandone però forma e dimensioni (simmetria, regolarità e armonia di facciata).

Un altro vincolo è quello della distanza dalle altre proprietà: non è ammesso l’ampliamento di una finestra “veduta” che si trovi direttamente sul confine con la proprietà di persone terze.

➜ Abitazione in condominio
Oltre ai limiti legati alle norme che disciplinano costruzioni e tessuto urbano a livello territoriale, in questo caso – a differenza di una casa singola – si aggiungono anche i vincoli strettamente connessi all’edificio e alle proprietà, trattandosi di intervento sulle parti comuni (i muri perimetrali sono tali).
Quindi, l’intervento in fabbricato condominiale necessita in più di un preventivo approfondimento del regolamento condominiale (nella fattispecie potrebbe, per esempio, essere espressamente vietata la modifica della facciata) e in seconda analisi dell’ottenimento del parere favorevole dei condomini.
È evidente che procedere con l’assenso dell’assemblea condominiale risulti essere l’unica scelta corretta, in ragione anche dell’art. 1117 del Codice civile, purché sia asseverato da un tecnico che l’intervento – di modifica – non arrechi danno strutturale alla costruzione e in più non sia pregiudicato l’uso comune (delle parti comuni appunto).

Meglio sapere anche che…

A differenza delle case costruite in passato, in quelle nuove le dimensioni delle finestre dipendono dalle superfici degli ambienti: deve esserci infatti una proporzione che serve a garantire la corretta illuminazione  e aerazione dei locali di un’abitazione, in base alla destinazione d’uso di questi.

Si parla dunque di rapporti aeroilluminanti (R.A.I.) che sono stabiliti dai Regolamenti locali di igiene edilizia e che variano appunto secondo l’utilizzo delle stanze. Per le finestre vanno rispettate distanze minime rispetto agli edifici posti di fronte, che sono regolate in primo luogo dal Regolamento locale di igiene edilizia e dal Codice civile. Quando una finestra si affaccia sul fondo (terreno) del vicino, viene distinta in “luce” e “veduta”.

Tale differenza è normata dal Codice civile: il primo caso si riferisce a una finestra  che consente il passaggio solo di luce e aria; il secondo è relativo a una che invece permette anche di affacciarsi all’esterno. Le luci devono seguire determinati parametri realizzativi (essere munite di inferriate, avere un’altezza non inferiore a 2,5 metri dal pavimento, ecc.) mentre per le vedute sono previste distanze fra il muro in cui esse si aprono e il fondo limitrofo. Quindi, l’apertura o l’ampliamento di luci rappresenta di norma un diritto della proprietà su terzi, indipendentemente dalla distanza rispetto al fondo su cui si affacciano, mentre necessita di approfondimento di volta in volta il tema riguardante la modifica di una veduta. 

Quali pratiche edilizie servono per ingrandire una finestra

È necessario presentare in Comune una pratica edilizia: poiché l’allargamento di una finestra è un lavoro riconducibile alla “manutenzione straordinaria”, l’iter burocratico è quello di una Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata).

Se però l’intervento comporta anche opere di tipo strutturale (laddove ammesse), allora si procede con una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Se l’edificio oggetto della modifica è sottoposto a vincolo (tale verifica si può fare direttamente presso l’ufficio tecnico municipale) occorre avere anche l’autorizzazione a procedere dall’ente preposto (Comune o Regione), in base al tipo di tutela, che andrà allegata alla pratica da presentare. Per esempio, se si tratta di vincolo paesaggistico, serve la relativa autorizzazione che accerti la compatibilità paesaggistica del progetto che si intende realizzare.

Per tutto questo percorso abilitativo ai lavori bisogna necessariamente rivolgersi a un tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra) per la predisposizione del progetto esecutivo e la presentazione delle opportune pratiche autorizzative.

L’evoluzione delle norme sismiche rende pressoché doverosa anche la figura di uno strutturista per l’espletamento di tutte le pratiche e gli approfondimenti tecnici connessi alla modifica.

➜ Abitazione in condominio
L’iter burocratico si allunga nei tempi per ottenere il parere favorevole dell’assemblea condominiale, che si ritiene passo propedeutico anche all’iter autorizzativo comunale. È necessario informare l’amministratore del condominio dell’inizio imminente dei lavori e seguire le indicazioni fornite dal Comune per quanto riguarda avvisi e comunicazioni ufficiali. È cortesia, inoltre, informare anche i condomini (l’attività del cantiere produce anche rumorosità e polvere, che possono essere elementi fastidiosi).

Quanto costa ingrandire una finestra?

Interventi di allargamento di una finestra di norma non richiedono il pagamento di oneri concessori all’ente comunale. Dovranno essere pagati solo gli opportuni contributi richiesti per la presentazione delle varie pratiche autorizzative necessarie.
I costi delle opere edili connesse sono variabili perché dipendono dalla situazione specifica. Per fare una stima, si può tenere conto di un minimo di circa un migliaio di euro (serramento escluso). Si possono raggiungere però cifre più importanti in base alle opere, all’accessibilità del cantiere (costa di più lavorare in quota rispetto al piano terra). L’ intervento però rientra tra quelli che possono usufruire dell’agevolazione fiscale “bonus ristrutturazione”, trattandosi di intervento di manutenzione straordinaria, e permette di recuperare il 50% della spesa sostenuta.

➜ Abitazione in condominio
In questo caso la spesa si alza in proporzione al livello da terra (piano del palazzo) in cui si lavora, che determina le condizioni di cantiere. Devono essere calcolati in più i prezzi per il noleggio delle strutture ausiliarie (ponteggi) e per una maggiore attrezzatura necessaria alla movimentazione dei materiali e degli strumenti di cantiere. Si devono poi aggiungere gli eventuali oneri per l’occupazione del suolo pubblico.

Serramenti a tutta luce

Nei modelli di recente produzione sono molti gli accorgimenti finalizzati a incrementare la quantità di luce in entrata: dai profili sottili ai vetri extrachiari.

Clicca sulle immagini per vederle full screen 

  • Il serramento FIN-Project Twin-line Classic Cristal di Finstral (www.finstral.com) comprende già la veneziana, inserita tra il vetrocamera e la lastra esterna, per offrire un’efficace schermo solare e non solo.
  • La finestra Prolux di Oknoplast (www.oknoplast.it) grazie al suo profilo snello e al nodo centrale ridotto, garantisce una superficie vetrata fino al 22% in più rispetto a una comune finestra in pvc.
  • La finestra verticale quadrata Square di CoeLux® (www.coelux.com) grazie al sistema CoeLux® 45 HC ricrea l’effetto della luce calda e diretta del sole che illumina gli oggetti, insieme a quello della luce diffusa del cielo producendo indoor l'atmosfera tipica dell’outdoor.
  • Attraverso la nuova tecnologia I-tec Core, la finestra in legno-alluminio HF410 di Internorm (www.internorm.com) può avere, oltre ad altri plus, anche il profilo a ridotto spessore che favorisce la superficie vetrata.
 
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