Bonus mobili: l’Agenzia delle Entrate indica per quali interventi si può fruire

Ecco quali sono gli interventi per i quali è possibile fruire del bonus mobili, l’acquisto agevolato al 50% per chi deve arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione.

Bonus mobili: l’Agenzia delle Entrate indica per quali interventi si può fruire

Introdotto dal decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, il bonus mobili è fruibile solo in caso di interventi di ristrutturazione. Si tratta della detrazione Irpef del 50% applicata per chi acquista mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A e A+, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Ma quali sono questi interventi? Risponde in merito l’Agenzia delle entrate precisando che il bonus al 50%, calcolato sull’importo massimo di 10mila euro, è fruibile solo da chi realizza una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari sia su parti comuni di edifici. Quindi i soggetti che possono godere della detrazione al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono gli stessi soggetti che effettuano interventi di recupero sull’immobile che devono arredare.

La stessa Agenzia delle entrate fornisce importanti precisazioni in merito ai lavori per i quali è possibile fruire del bonus. In particolare beneficia del bonus mobili e arredi solo chi effettua lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, interventi su immobili danneggiati da calamità naturali, interventi di recupero edilizio di interi fabbricati da parte di imprese di costruzione. A tal proposito si precisa che fra gli interventi di manutenzione straordinaria rientrano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non modifichino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Per esempio: installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, interventi finalizzati al risparmio energetico, recinzione dell’area privata e costruzione di scale interne. Nelle opere di restauro e risanamento conservativo, rientrano interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità. Esempi: interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado, adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali. Infine negli interventi di ristrutturazione edilizia, rientrano opere rivolte a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. Esempi: demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile, modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Vediamo nei dettagli quali interventi possono permettere la fruizione del bonus mobili e arredi perché connessi a lavori di manutenzione straordinaria e quali no.

  • tinteggiatura delle pareti o la sostituzione delle piastrelle: se realizzati da soli, senza cioè effettuare opere edilizie più importanti, rientrano nei lavori di manutenzione ordinaria e come tale se sono eseguiti in singole abitazioni, non permettono di fruire della detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione edilizia e come tale anche il bonus mobili è escluso.
  • interventi atti a prevenire atti illeciti: tra questi abbiamo il rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici,apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione, porte blindate o rinforzate, apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, apposizione di saracinesche, tapparelle metalliche con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline. Se è possibile qualificare tali interventi come opere di manutenzione straordinaria della singola unità immobiliare residenziale rientrano negli interventi per cui si può fruire del bonus mobili solo se si qualificano come. Ad esempio un intervento che rientra nello “straordinario” è installare una porta blindata e non certo cambiare la serratura. Nel caso del primo si fruisce del bonus mobili, per il secondo invece no.
  • interventi per la prevenzione di infortuni domestici: tra questi troviamo la riparazione di una presa mal funzionante, l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio o l’installazione del corrimano. Rientrano negli interventi di manutenzione straordinaria e come tale è possibile fruire del bonus al 50% . Il contribuente però deve sempre conservare tutti i documenti sui lavori eseguiti ed esibirli così ai momenti dei controlli fiscali. Così se il lavoro richiede una SCIA da consegnare al Comune o altri tipi di comunicazione, il contribuente deve conservarne sempre una copia.
  • lavori di rifacimento del bagno: vi rientra anche la sostituzione delle tubature, perché sono lavori di manutenzione straordinaria e il bonus mobili è ammesso.
  • spostamento di pareti all’interno della casa o anche da chi crea degli open space, perché qualificati come interventi di manutenzione straordinaria.
  • rifacimento integrale dell’impianto elettrico: fruibile il bonus mobili ma onere del contribuente è quello di presentare al Comune e conservare la documentazione che descrive tutti i lavori, da esibire per futuri accertamenti.
  • sostituzione finestre comprensive di infissi: rientra nei lavori di manutenzione straordinaria e si può beneficiare del bonus mobili, ma solo se non si è già fruito della detrazione Irpef al 65%, quella per lavori di risparmio energetico.
  • interventi di manutenzione ordinaria: il bonus mobili è fruibile solo se questi interventi sono eseguiti sulle parti comuni di un condominio, e solo per arredare queste parti comuni ( ad esempio il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature).