Bonus mobili 2014: lo sconto Irpef del 50%

Ecco la mini guida sul bonus mobili e arredi, l’acquisto agevolato al 50% per chi acquista mobili ed elettrodomestici per l’immobile oggetto di ristrutturazione.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 10/02/2014 Aggiornato il 11/02/2014
Bonus mobili 2014: lo sconto Irpef del 50%

Il bonus mobili è stato introdotto dal decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, entrato in vigore il 6 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, il quale contiene alcune misure agevolative dirette a favorire il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e il recupero del patrimonio edilizio. In cosa consiste il bonus? Chi può chiederlo? Quali sono gli adempimenti per fruirne? Per quali interventi è ammesso?

Bonus mobili e arredi Il bonus mobili è una detrazione Irpef del 50% applicata per chi acquista mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A e A+, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione Irpef al 50% deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo e deve essere calcolata sull’importo massimo di 10mila euro, limite questo che riguarda la singola unità immobiliare,  comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio  oggetto di ristrutturazione, i cui dati catastali devono essere riportati nella dichiarazione dei redditi, prescindendo dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.

Soggetti beneficiariPer godere del bonus in questione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari sia su parti comuni di edifici. Quindi i soggetti che possono godere della detrazione al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici sono gli stesi soggetti che effettuano interventi di recupero sull’immobile che devono arredare.

Scadenza – Per quanto riguarda le scadenze è intervenuta recentemente la legge di stabilità 2014, la legge n. 147 del 2013 che ha prorogato la scadenza del bonus in oggetto dal 31 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014, di pari passo con la proroga della detrazione Irpef per interventi di ristrutturazione edilizia. La detrazione quindi spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014.

Cosa si può acquistare? – Rientra nell’agevolazione l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi.  Nell’elenco per i mobili abbiamo: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, armadi, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.  Nei grandi elettrodomestici invece abbiamo tutti quelli di classe energetica A e A+ per i forni,  quindi congelatori, lavatrici, frigoriferi, stufe elettriche forni a microonde, ventilatori elettrici, lavastoviglie, asciugatrici. Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, sempreché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento che indicheremo a breve.

Per quali interventi è ammesso – Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha precisato per quali interventi di recupero edilizio è possibile la fruizione del bonus che per legge  è riservata soltanto a chi beneficia anche della detrazione fiscale del 50% per la ristrutturazione edilizia. La stessa Agenzia delle Entrate infatti con la circolare 29/E/2013 ha precisato che il bonus è fruibile solo per chi effettua lavori che rientrano nella manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, interventi su immobili danneggiati da calamità naturali, interventi di recupero edilizio di interi fabbricati da parte di imprese di costruzione.

NOTA BENE

  • manutenzione straordinaria: rientrano le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non modifichino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Esempi:  installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici,  sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso,  rifacimento di scale e rampe,  interventi finalizzati al risparmio energetico,  recinzione dell’area privata e  costruzione di scale interne.
  • restauro e risanamento conservativo:  rientrano interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità. Esempi:  interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado,  adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti ,  apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
  • ristrutturazione edilizia: rientrano opere rivolte  a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente. Esempi : demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile,  modifica della facciata,  realizzazione di una mansarda o di un balcone,  trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda,  apertura di nuove porte e finestre,  costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Le Entrate chiariscono anche nel dettaglio quali sono i lavori che permettono la fruizione del bonus e quali no. Interventi di tinteggiatura delle pareti o la sostituzione delle piastrelle da soli, senza cioè effettuare opere edilizie più importanti, rientrano nei lavori di manutenzione ordinaria e come tale se  sono eseguiti in singole abitazioni, non permettono di fruire della detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione edilizia e come tale anche il bonus mobili è escluso.

  • I  lavori atti a prevenire atti illeciti ( ad esempio rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici,apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione, porte blindate o rinforzate, apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, apposizione di saracinesche,  tapparelle metalliche con bloccaggi,  vetri antisfondamento,  casseforti a muro,  fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati,  apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline) rientrano negli interventi per cui si può fruire del bonus mobili solo se si qualificano come manutenzione straordinaria della singola unità immobiliare residenziale. Cambiare la serratura quindi non dà diritto ad alcun sconto, ma installare una porta blindata invece vi rientra.
  • Per chi effettua interventi per la  prevenzione di infortuni domestici ( ad esempio la riparazione di una presa mal funzionante, l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio o  l’installazione del corrimano), è possibile fruire della detrazione Irpef al 50%  sulle ristrutturazioni edilizie e di conseguenza anche del bonus mobili. In  tal caso l’acquisto agevolato al 50% di mobili e grandi elettrodomestici è fruibile conservando tutti i documenti sui lavori edilizi eseguiti, dimostrando così, in caso di controlli fiscali successivi, che tali lavori rientrano appieno nella definizione di straordinari. Se tali interventi richiedono comunque una SCIA da consegnare al Comune o altri tipi di comunicazione, il contribuente deve conservarne sempre una copia.
  • Il bonus mobili è fruibile anche dal contribuente che effettua lavori di  rifacimento del bagno, anche con il cambio delle tubature, perché sono lavori di manutenzione straordinaria.
  • Bonus fruibile anche da chi effettua interventi di spostamento di pareti all’interno della casa o anche da chi crea degli open space, perché qualificati come interventi di manutenzione straordinaria.
  • Per chi sostituisce le tubature del gas che presentano difetti o installa un  rilevatore di fughe di gas in cucina fruisce della  detrazione del 50%, poiché sono opere rientranti nella messa in sicurezza degli impianti e la prevenzione di infortuni domestici. Difficile però da documentare tale intervento e come tale è ancora dubbia la possibilità di poter fruire del bonus mobili.
  • Rientra nella manutenzione straordinaria invece il  rifacimento integrale dell’impianto elettrico e come tale è fruibile il bonus mobili ma si richiede al contribuente di presentare  al Comune e conservare la documentazione che descrive tutti i lavori, da esibire per futuri accertamenti.
  • Anche chi sostituisce  finestre comprensive di infissi può beneficiare del bonus mobili, poiché è un intervento di manutenzione straordinaria, ma solo se non si è beneficiato della detrazione Irpef al 65%, quella per lavori di risparmio energetico, per cui è esclusa la fruizione del bonus mobili.
  • Per chi esegue interventi di manutenzione ordinaria il  bonus mobili è fruibile solo se detti interventi siano eseguiti sulle parti comuni di un condominio, e solo per arredare queste  parti comuni , indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile. Tra queste parti comuni ritroviamo  il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.

Come fruirne  Il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve rispettare le stesse regole previste per la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. In merito si ricorda che dal 2011 non è più necessaria la comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate, in quanto detto adempimento è stato sostituito dall’indicazione di alcuni dati nella dichiarazione dei redditi. Vi è sempre l’obbligo di conservare specifici documenti, quali la ricevuta del bonifico, le fatture di acquisto dei beni e dell’avvenuta trascrizione per i pagamenti con carta di credito.

Pagamenti – Proprio in merito ai pagamenti, i contribuenti devono procedere agli acquisti di mobili ed elettrodomestici mediante bonifici bancari o postali, con  le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione. Pertanto nei bonifici dovranno essere indicati:

  • – la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;
  • – il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • – il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

 

È possibile anche effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.  Non è consentito, invece, effettuare il pagamento dei mobili ed elettrodomestici oggetto del bonus mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

 

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