Acqua potabile, come preservarne sempre le qualità

Bene importante, l’acqua potabile va gestita e manutenuta come qualsiasi altro componente domestico per preservarne la qualità.
Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 28/08/2021 Aggiornato il 28/08/2021
geberit schema ristagno acqua potabile

L’acqua potabile è un bene spesso dato per scontato nelle nostre case, eppure non tutti sanno che la sua qualità va controllata e manutenuta. Essa infatti viene garantita dal fornitore solo a monte delle rete di approvvigionamento domestico, a valle la responsabilità è del gestore, a cui però compete fino al suo ultimo punto di prelievo possibile, ovvero al contatore idrico domestico. E poiché l’acqua non è sterile – contiene minerali, microrganismi, batteri – i pericoli non mancano: la legionella ad esempio si moltiplica nelle acque stagnanti ad alta temperatura (tra 20°C e 50°C), per poi essere inalata come aerosol sotto alla doccia o ai rubinetti.

Dentro le abitazioni è così compito dei proprietari preservare l’acqua potabile e agire in modo da non comprometterne la sicurezza, sia in ingresso sia in uscita (le acque reflue di lavandini e elettrodomestici possono rifluire dall’abitazione alla rete pubblica, inquinandola). Limitare le contaminazioni diviene poi necessario, oltre che per la salute della propria famiglia, soprattutto per rispetto della legislazione: il decreto n° 31 del 2 febbraio 2001 con i successivi aggiornamenti e la nuova Drinking Water Directive 2020 europea, che diventerà il riferimento in tema –.

“È essenziale che l’impianto di acqua potabile, con tutti i raccordi, i tubi e le altre parti, non solo sia progettato, costruito e gestito secondo le norme di tecnologia generalmente accettate, ma anche regolarmente mantenuto. Questo perché difetti e malfunzionamenti, causati ad esempio dall’usura, possono mettere in pericolo la qualità dell’acqua potabile”, spiega Dario Di Gregorio, tecnico di Resideo, fornitore di soluzioni per la sicurezza.

Gli accorgimenti per avere sempre acqua potabile non sono molti. In caso di ristrutturazione dell’impianto idrico conviene ad esempio prevedere schemi di distribuzione in serie o ad anello con appositi raccordi che favoriscano lo scorrere del liquido, evitandone il ristagno. Speciali dispositivi disponibili in commercio possono aiutare, assicurando un flusso continuo di acqua nell’impianto di adduzione, grazie a prelievo diretto dalla rete idrica, e di conseguenza il ricambio automatico nelle zone a rischio ristagno. Regolarmente l’impianto andrebbe poi comunque svuotato, al fine di consentire l’ingresso di nuova acqua pulita.

Inoltre, per evitare la legionella, meglio mantenere l’acqua fredda sanitaria sotto i 20 °C e quella calda sopra i 50 °C, isolando le tubazioni e posizionandole correttamente: linea calda superiormente alla fredda, per limitare il trasferimento di calore, quella fredda sempre lontana da possibili fonti calde.

dispositivo antiristagno Geberit

Il dispositivo anti-ristagno Geberit assicura il flusso continuo dell’acqua sanitaria nell’impianto di adduzione, e il suo ricambio automatico nelle zone a rischio ristagno, con il prelievo diretto dall’impianto idrico e lo scarico in rete fognaria. Programmabile anche da smartphone via app, offre diverse soluzioni di risciacquo con personalizzazione di tempo, temperatura, consumo. Disponibile in quattro varianti, con uno o due allacciamenti idrici, sia nella variante standard che nella variante semplificata senza interfacce e sensori, è dotato di sistema di segnalazione guasti, sensore anti-riflusso, memorizzazione automatica dei dati e test funzionale di tutti i componenti. www.geberit.it