Pompe di calore per il risparmio energetico

Le pompe di calore hanno il grande pregio di poter sostituire completamente sia riscaldamento sia raffrescamento, e persino lo scaldacqua.

Giorgio Giorgetti
A cura di Giorgio Giorgetti
Pubblicato il 02/02/2019 Aggiornato il 02/02/2019
Pompe di calore per il risparmio energetico

Le pompe di calore sono apparecchi che sfruttano una particolare tecnologia che risolve il problema della climatizzazione a risparmio energetico con un solo dispositivo, perché permettono di scaldare e raffrescare. In più, possono produrre anche acqua calda sanitaria.

Esistono in tre versioni – che vedremo prossimamente – da scegliere a seconda delle condizioni climatiche  e delle esigenze: aria-acqua, acqua-acqua, terra-acqua.

Le pompe di calore sono particolarmente indicate per gli impianti a bassa temperatura (radiatori a bassa o media temperatura e, meglio ancora, per i pannelli radianti), ma sono disponibili anche nelle versioni da utilizzare in edifici già costruiti con impianti ad alta temperatura (radiatori).

La maggior parte delle pompe di calore sono alimentate a elettricità (per questo trovano negli impianti fotovoltaici il partner ideale), ma vi sono anche modelli che funzionano a gas.

La novità di questo sistema è che non genera calore: semplicemente lo trasferisce da un luogo all’altro. Per questo motivo si parla di resa (e non di rendimento energetico).

Il funzionamento è simile a quello di un frigorifero, ma in modo contrario. Il frigorifero di casa estrae calore dal proprio volume interno e lo disperde all’esterno, sfruttando quello che viene chiamato “ciclo freddo”. La pompa di calore, invece, usa il ciclo caldo: per fare un esempio, preleva il calore dall’ambiente esterno e lo convoglia verso uno scambiatore interno dove viene surriscaldata l’acqua, che arriva poi ai radiatori e ai rubinetti.

La pompa ha di solito al suo interno un gas (freon) che ha la capacità di assorbire calore da una fonte naturale. Questo gas viene compresso, così che – per effetto della pressione – la temperatura s’innalza e cede calore.

Per raffrescare gli ambienti ci sono due possibilità. Con la prima il ciclo si inverte: il gas assorbe calore dall’ambiente interno e lo sposta all’esterno. Con la seconda, invece, nell’impianto viene fatta circolare acqua fredda.

In estate recupera il calore e riscalda acqua sanitaria

In molti sistemi a pompa di calore, l’unità interna a espansione diretta, che provvede al riscaldamento e al raffrescamento, permette di recuperare il calore sottratto agli ambienti in estate e di utilizzarlo per riscaldare l’acqua calda sanitaria.

 

dis 1Ecodan® Mr Slim+ di Mitsubishi Electric è composto da un’unità esterna alla quale vengono collegati un modulo idronico e un’unità interna a espansione diretta. È possibile produrre acqua calda sanitaria, riscaldare e raffrescare la casa.

Pompe di calore: fattori da considerare prima dell’acquisto 

Il CoEfficiente “COP”: Il rapporto fra energia impiegata ed energia resa è indicato dal COP, il coefficiente di resa (Coefficient of Performance). In una pompa di calore che assorbe 1 kW d’energia elettrica e ne fornisce 4 all’impianto di riscaldamento, si dice che il COP è pari a 4. Il COP è un valore dichiarato dal costruttore in riferimento a precise condizioni di funzionamento e temperature. Il suo valore è indicato sulla scheda tecnica dell’apparecchio ed è utile per confrontare i vari modelli.

QUELLo “SPF” o “SCOP”: il rendimento stagionale(SPF o SCOP) è il dato molto più di rilievo del COP, perché tiene conto delle reali condizioni della macchina nell’impianto termico. La bontà del rendimento stagionale dipende da molti fattori, tra cui la qualità costruttiva della pompa di calore, la zona climatica in cui opera la macchina e il tipo di impianto termico. Ma incidono anche l’accurata progettazione e la corretta posa in opera dell’impianto. Per questi motivi, il rendimento stagionale non è un dato tecnico fornito dal costruttore, ma può essere stimato in fase progettuale.

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