Sostituire il riscaldamento autonomo con stufa o caminetto a pellet

Due progetti ai due capi opposti della penisola. Due situazioni abitative apparentemente molto diverse per stile ed esigenze, risolte in un caso con una stufa, nell’altro con un camino. Il risultato finale è lo stesso: un unico prodotto a pellet che sostituisce in toto la caldaia a gas e riscalda l’intera casa nel massimo comfort e risparmio.
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Sostituire il riscaldamento autonomo con stufa o caminetto a pellet

Le stufe e i camini hydro si basano sullo stesso concetto: anziché scaldare soltanto l’aria, questi prodotti scaldano l’acqua che circola nei termosifoni o nell’impianto a pavimento e sono quindi in grado di sostituire completamente la caldaia a gas. Se la funzione e la tecnologia sono le stesse, il risultato estetico è sicuramente molto diverso, se si sceglie una stufa piuttosto che un camino. Aiutandoci con due progetti concreti, vediamo le possibilità offerte da queste due soluzioni di riscaldamento.

PRIMO PROGETTO
Il termocamino che riscalda una mansarda a Caserta

Contesto: Mansarda di 135 metri quadri, all’ultimo piano di una palazzina di nuova costruzione, abitata da una giovane coppia e situata in una zona in cui raramente le temperature scendono sotto lo zero.

Come unica fonte di riscaldamento, è stato scelto un termocamino a pellet, Vivo 80 Hydro di MCZ, installato nel cuore dell’ampio open space, che ospita il living, la sala da pranzo e la cucina. La scelta di un camino piuttosto che una stufa è stata dettata principalmente da esigenze estetiche, perché i committenti preferivano una soluzione più integrata con il resto dell’arredo. La parete di rivestimento è stata realizzata in pietra ardesia e, anziché risultare uniforme o monotona, acquista una particolare plasticità grazie ad un sapiente gioco di luci. I faretti che sovrastano il camino, uniti alla luce naturale proveniente dalle finestre e dalla fiamma stessa, enfatizzano le venature naturali della pietra e le conferiscono un tocco originale.

Il pannello di caricamento pellet è stato ricavato sul retro, dove è presente un piccolo ripostiglio ad uso lavanderia. È una soluzione molto valida sia dal punto di vista pratico che estetico, perché permette di lasciare la parete camino completamente libera e di caricare il serbatoio senza sporcare o ingombrare il salotto.

Il termocamino riscalda efficacemente da solo tutti i termosifoni presenti in casa, mentre per l’acqua calda sanitaria è stata installata una caldaia a gas. Si comanda in modo molto semplice da un telecomando oppure anche via SMS direttamente dal cellulare. Viene messo in funzione per circa 4 mesi l’anno e per circa 6 ore giornaliere. Con questo tipo di utilizzo, si stima un consumo di circa 70 sacchi l’anno e quindi una spesa di circa 270/300 euro a stagione.

Interni: architetto Alessandra Iacullo. Installazione: Il Focolare di Bellona (CE)

Clicca per vedere full screen le immagini del primo progetto, realizzato con il termocamino Vivo 80 Hydro di MCZ

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SECONDO PROGETTO
La termostufa che riscalda una villetta in Friuli

Contesto: Villetta singola di 160 metri quadri, costruita negli anni ’90 e parzialmente ristrutturata nel 2013, con isolamento medio, abitata da una famiglia di quattro persone e situata in una zona geografica piuttosto umida e piovosa.

Si è scelta una termostufa a pellet dalla potenza importante (24 kW), come Duo di MCZ, che, in abbinata con un puffer da 800 litri, garantisce tutta l’acqua calda necessaria per il riscaldamento e per il sanitario. La stufa è stata installata nell’ampia zona giorno in ingresso. Il puffer è stato montato nel locale tecnico del piano interrato ed è utile per aumentare la portata d’acqua e mantenerla calda a lungo.

Una caldaia a metano, installata per le emergenze, di fatto non viene mai messa in funzione, nemmeno d’estate. Sul tetto sono stati infatti installati due pannelli solari che forniscono gratuitamente tutta l’energia necessaria per lunghe docce calde. I convettori sono utili anche in inverno perché, nelle belle giornate con un buon irraggiamento, immettono nell’impianto acqua già parzialmente scaldata dal sole con un significativo risparmio nel consumo di pellet.

La stufa si programma in modo semplice da un pannello posto sul top, in cui è possibile impostare gli orari di accensione e spegnimento in base agli spostamenti della famiglia. La stufa viene messa in funzione per circa 5/6 mesi l’anno. Durante i mesi più freddi l’utilizzo è di circa 4 ore al giorno. Nelle mezze stagioni, quando il solare termico non garantisce la resa, la stufa viene accesa soltanto per scaldare l’acqua per 1-2 ore al giorno. Con questo tipo di utilizzo il consumo è di circa 130 sacchi di pellet l’anno e una spesa complessiva di 500/550 euro a stagione, per avere sia riscaldamento che acqua calda.

Installazione: Atlantica Fuoco e Fiamme, Porcia (PN)

Clicca per vedere full screen le immagini del secondo progetto, realizzato con la termostufa Duo di MCZ

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