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Tinteggiare casa da soli o prepararsi al meglio prima di un intervento di relooking richiede una pianificazione attenta per evitare gli errori più comuni.
Dalla corretta mascheratura dei battiscopa alla stuccatura delle imperfezioni, fino al calcolo preciso dei litri di pittura necessari, ogni fase incide sul risultato estetico e sulla durata della finitura.
Non tutte le idropitture sono uguali e anche la scelta tra rullo e pennello risponde a regole precise di stesura.
Ecco 6 aspetti fondamentali da conoscere prima di impugnare rulli e pennelli: una guida pratica e tecnica pensata per guidarti passo dopo passo dalla preparazione del supporto ai ritocchi finali.
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1. Proteggere l’ambiente e preparare gli strumenti
Una parte importante del lavoro consiste nel preparare l’ambiente per evitare di sporcare. I mobili più ingombranti vanno disposti a centro stanza, coperti da teli di plastica, quelli leggeri spostati altrove.
Anche il pavimento deve essere protetto – ideali i rotoli di tessuto non tessuto o il cartone, fissato perimetralmente con del nastro di carta di buona qualità (meglio a bassa adesività per i parquet o le superfici delicate) – così come i radiatori, gli split e gli infissi.
È inoltre consigliabile rimuovere le placche esterne di interruttori e prese elettriche, al fine di non rovinarle, isolando i frutti elettrici rimasti scoperti con il nastro di mascheratura.
Attrezzi per imbiancare: cosa serve
Per un lavoro ben fatto, servono scala, secchio, pennello e rullo, spatola per rimuovere le imperfezioni, stucco per le crepe, carta abrasiva a grana fine (180-220) con relativo tampone o carta con rete per cartongesso, e una vaschetta per rullare.
Per quanto riguarda le pitture, le più pratiche sono quelle a base d’acqua, facili da stendere e con una resa elevata; per esigenze specifiche, come per bagni, cucine e locali umidi, occorre che siano ad azione traspirante e antimuffa.
2. Preparare le pareti: stucco, carteggiatura e primer
Operazioni preliminari
Per prima cosa, controllare che le superfici siano lisce, senza imperfezioni che pregiudichino il risultato finale. In caso contrario, in presenza di bolle o sfogliature dello strato pittorico precedente, si devono eliminare gli strati distaccati con una spatola o un raschietto.
Fori di vecchi chiodi o crepe vanno stuccati, sempre con una spatola: in questo modo il materiale pastoso, che non screpola e si asciuga rapidamente (ma va posato su fessure prive di polvere o di residui di intonaco affinché aderisca bene), ripristina l’uniformità dei piani.
Una volta asciutto lo stucco, è fondamentale carteggiare accuratamente la zona stuccata con carta abrasiva fine e rimuovere completamente la polvere con un panno umido o un pennello pulito: tralasciare la spolveratura compromette l’adesione della pittura.
In alcuni casi, prima della pittura potrebbe essere necessario stendere un fissativo di fondo o primer, una fase fondamentale in presenza di stuccature estese, cartongesso o pareti mai pitturate, per uniformare l’assorbimento ed evitare che lo stucco assorba più vernice creando sgradevoli chiazze opache.
3. Calcolare quanta vernice comprare
Una volta calcolati i metri quadrati da imbiancare – moltiplicando il perimetro della stanza per l’altezza (generalmente 2,70 metri), sottraendo i fori di finestre e porte e aggiungendo la superficie del soffitto – bisogna fare riferimento al potere coprente della pittura.
Riportato sull’etichetta di ogni prodotto, indica quanti metri quadrati si rivestono con un litro: dividendo per questo valore la superficie interessata avremo la quantità necessaria. Bisogna poi però tenere presente che spesso ci vogliono due passate, per un risultato ottimale, e conviene tenere una scorta ridotta di vernice per eventuali futuri ritocchi o anche solo per farsi preparare dal rivenditore la stessa tinta.
Attenzione: su intonaci grezzi o mai dipinti l’assorbimento sarà maggiore del 10-15% rispetto alla resa teorica indicata sulla latta.
4. Scegliere pittura decorativa e smalti per piastrelle
Idropitture ed effetti decorativi
Per cambiare aspetto a una stanza in modo incisivo si può optare per le idropitture decorative, contenenti additivi in grado di conferire effetti speciali alle superfici, di renderle particolarmente espressive o di donare profondità.

Tendenza in crescita, decorare il soffitto al posto delle pareti, lasciate bianche, permette di creare un ambiente particolarmente interessante. Soprattutto se si gioca con le texture e con i colori, come in questo studio. (foto di Cristina Galliena Bohman)
Tante idee per valorizzare il soffitto
Dipingere le piastrelle di bagno e cucina
Con prodotti appositi è semplice cambiare aspetto alle vecchie mattonelle, lievemente rovinate o passate di moda, del bagno o della cucina. Si tratta di smalti o di pitture a base di resina da stendere come qualsiasi altra vernice, senza necessità di fondo.
Prima dell’applicazione è cruciale sgrassare le piastrelle a fondo con alcol o sgrassatori specifici ed eliminare ogni traccia di calcare o muffa dalle fughe, carteggiando leggermente la ceramica se particolarmente lucida per favorire l’ancoraggio.
Già dopo una sola mano (anche se la seconda garantisce la resistenza meccanica all’acqua) rendono la superficie cromaticamente omogenea.

Per rinnovare tutte le superfici, anche senza demolire o togliere le piastrelle: Allover di San Marco, smalto multisuperficie di San Marco,
5. Pitturare pareti e soffitti: la tecnica corretta
Rullo o pennello?
Entrambi necessari e complementari, si usano per scopi diversi. Il rullo, più semplice e veloce da utilizzare, è ideale per il soffitto o le ampie superfici. Il pennello, scelto in base al tipo di pittura e a ciò che si deve dipingere (misura media per angoli e rifiniture, pennellessa per campiture più vaste), richiede maggiore esperienza, ma garantisce un risultato uniforme.
Come stendere la pittura
Diluita la pittura con l’acqua indicata nella scheda tecnica (generalmente il 10-20% per la prima mano e il 10% per la seconda), con un pennello intinto parzialmente e lasciato ben sgocciolare si coprono i bordi vicino alle finestre e alle porte, agli angoli delle pareti, sopra ai battiscopa e attorno ai caloriferi.
Successivamente si riempiono le campiture centrali con il rullo, usando l’apposita vaschetta con griglia su cui farlo passare per eliminare la pittura in eccesso. Pratico e veloce, va fatto scorrere dall’alto verso il basso, più volte, incrociando i passaggi (prima in verticale, poi in orizzontale e infine nuovamente in verticale “a scaricare”) per non lasciare rigature. Se si preferisce il pennello, conviene procedere per zone più piccole, con strisce verticali e poi orizzontali leggermente sovrapposte. Per primo si pittura il soffitto, onde evitare di macchiare le pareti.
La seconda mano va data solamente a perfetta asciugatura della prima, aspettando il tempo necessario riportato nelle istruzioni (solitamente almeno 4-6 ore a seconda dell’umidità ambientale).

Effetto boiserie, grazie al netto stacco cromatico e all’applicazione di un sottile profilo in rilievo della stessa tinta. Una soluzione semplice, che dà originalità al soggiorno e nel contempo fa risaltare gli arredi. (foto di Riccardo Gasperoni)
6. Codici colore e ritocchi: conservare la tinta nel tempo
Ritocchi in tinta e codifica RAL
Per ritocchi cromaticamente uguali anche dopo tanto tempo, conviene segnarsi il codice RAL, NCS o il numero di riferimento del prodotto. Anche se ormai alle tradizionali mazzette colore si affiancano efficaci strumenti di “lettura” delle tinte, capaci di codificare ogni sfumatura.

Il colorimetro è in grado di riconoscere ogni specifico colore nelle sue infinite tonalità e di codificarlo per dare al tintometrista del rivenditore le indicazioni precise per ogni tono desiderato.







































