Quando si può spostare una parete?

Ecco tutte le informazioni da sapere per spostare una parete e adeguare lo spazio di casa a nuove esigenze funzionali o estetiche.

Architetto Marcella Ottolenghi
A cura di Architetto Marcella Ottolenghi
Pubblicato il 26/04/2022 Aggiornato il 26/04/2022
spostare una parete

Spostare una parete può diventare una necessità anche senza il bisogno di una ristrutturazione più ampia della casa. Questo perché le esigenze abitative, funzionali, estetiche di chi vive lo spazio domestico possono cambiare nel tempo ed essere soddisfatte pur senza dover stravolgere l’intero appartamento.

Demolire e ricostruire una parete

Basta infatti spesso demolire o spostare un singolo setto murario per risolvere piccoli nodi distributivi o volumetrici dell’abitazione: mettere in collegamento soggiorno e cucina, aprire lo studio sulla zona giorno, definire una cabina armadio, dividere la stanza dei ragazzi… Aprire o chiudere una stanza per rendere più o meno fluido il layout distributivo può in tal modo migliorare la vivibilità in modo semplice e veloce.   

spostare una parete

Che tipo di pratica serve per spostare una parete

Attualmente a livello nazionale per spostare una parete, così come per demolirla, è necessaria una pratica ad hoc a seconda della tipologia del setto stesso. Se infatti si tratta di una struttura portante – ovvero fondamentale per la statica dell’edificio – un professionista incaricato (architetto, ingegnere, geometra, che sicuramente può dirimere anche la questione in caso di dubbio) deve presentare una scia, segnalazione certificata di inizio attività. Si tratta di una pratica articolata, che richiede anche un progetto statico a firma di tecnico abilitato (l’ingegnere), che dimostri la sicurezza dello spostamento grazie ad opportuni lavori di rinforzo strutturale del muro stesso, se si demolisce parzialmente, o degli elementi circostanti che concorrono alla gabbia statica dell’ambiente e di conseguenza dell’intero edificio.

Se al contrario si intenda spostare una parete non portante – solitamente più sottile – basta presentare all’ufficio tecnico del proprio comune una cila, certificazione di inizio lavori asseverata (sempre da parte di un professionista abilitato). Pratica più snella, che prevede che sia il tecnico ad assumersi la responsabilità di dichiarare la conformità delle opere alle normative vigenti.

Non serve alcuna pratica invece se si demolisce una parete non portante per ricostruirla nella medesima posizione (magari solo per ottimizzarne la qualità portante), poiché ciò rientra nelle opere di manutenzione ordinaria.  

Spostare una parete senza demolirla

Seppure sia una pratica possibile, ovviamente con l’ausilio di maestranze preparate e di opportuni ausili di cantiere, mediante il taglio perimetrale del setto stesso e la sua successiva traslazione sul pavimento, spostare una parete senza demolirla risulta un’operazione delicata. Soprattutto perché al suo interno possono passare impianti tecnici di varia natura, da quello elettrico all’idrico, inclusa l’eventuale distribuzione delle tubature del riscaldamento condominiale.

Spostare una parete modifica la metratura di una stanza

Lo spostamento di un muro implica ovviamente la variazione della superficie calpestabile delle stanze interessate. Ciò deve essere pertanto preso in considerazione, poiché possono modificarsi le dimensioni minime necessarie a ciascun ambiente affinché risulti abitabile. Dimensioni richieste dalla normativa nazionale ma anche dai diversi regolamenti comunali.

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Spostare una parete modifica i rapporti aero-illuminanti

Se mutano le dimensioni di una stanza, con lo spostamento di una parete, cambia anche di conseguenza il rapporto aero-illuminante, altro parametro indispensabile perché un locale sia abitabile. Si tratta del rapporto tra estensione del pavimento e superficie finestrata apribile, quest’ultima capace di consentire un apporto medio di luce non inferiore a determinati valori e calcolata detraendo eventuali impedimenti al passaggio della luce solare, come ad esempio lo sporto del tetto o un parapetto cieco. Il risultato del rapporto per ogni stanza si ritiene soddisfatto quando non sia inferiore a 1/8 (ovvero 0,125).

Le norme locali possono tuttavia contemplare delle deroghe, considerando tipologie architettoniche e destinazioni d’uso particolari.

Spostare pareti di materiali diversi

Spostare una parete e ricostruirla può essere più o meno semplice – e di conseguenza oneroso – a seconda delle tipologie di muratura. La più semplice con cui avere a che fare (ma non necessariamente la meno costosa) è sicuramente quella di cartongesso: veloce da smontare ed erigere, totalmente a secco, ovvero senza necessità di malta o collanti, non pregiudica la vita domestica durante il cantiere, proprio per la poca polvere e le macerie ridotte.

Disagi che al contrario implica modificare una parete di laterizio – mattoni, che siano cavi, pieni, cementizi –, soprattutto se portante. In tal caso il cantiere è più articolato e comporta lavorazioni da compiere in precise successioni, incluse le opere provvisionali di sostegno al resto della struttura durante la demolizione e quelle di irrigidimento architettonico.

Entrambe le tipologie possono essere realizzate direttamente sulla pavimentazione preesistente, ma i mattoni richiedono ulteriori accortezze per la statica (dato il peso diverso) e nel contempo per non rovinare la finitura a terra in caso si decida successivamente per una rimozione di quanto costruito.

spostare una parete

Quanto costa spostare una parete?

L’importo di spesa per spostare una parete dipende da più fattori: tipologia della muratura da abbattere e di quella da ricostruire, necessità o meno di una pratica edilizia e di una eventuale perizia strutturale, costo delle maestranze necessarie. Cifre che possono variare anche da luogo a luogo, oltre che dalla difficoltà di organizzazione del cantiere (lavori in casa abitata, impossibilità di rimozione agevole delle macerie…).

In generale si può tuttavia quantificare, facendo riferimento all’ultimo prezziario informativo Dei disponibile:

  • una media di circa 40/60 euro al metro quadrato per realizzare una parete di mattoni (di 10 cm di spessore circa), a seconda del tipo dei laterizi (pieni, forati) ed escluso l’intonaco,
  • 40 euro al metro quadrato per una parete di cartongesso (che salgono a 50 euro se le lastre sono idrorepellenti).

E se la parete non è dichiarata?

Una nuova parete non dichiarata, ovvero realizzata senza pratica edilizia, comporta una sanzione amministrativa, ma anche la demolizione in caso faccia parte di opere di manutenzione straordinaria più sostanziali. Occorre pertanto darne comunicazione al Comune, depositando una pratica edilizia in sanatoria, e variare la relativa scheda catastale, che di per sé non è probatoria ma deve indispensabilmente essere conforme in caso di vendita della casa.

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