Facciata: quale materiale, finitura o colore

Scegliere la finitura per la facciata significa valutare una serie di fattori, a cominciare dai numerosi materiali possibili. Per chi in questo momento approfitta del bonus facciate o degli altri incentivi per la casa, ecco alcune proposte.
Giovanna Strino
A cura di Giovanna Strino
Pubblicato il 23/06/2020 Aggiornato il 30/06/2020
Facciata: quale materiale, finitura o colore

­Tema di estrema attualità, per gli importanti sconti fiscali attualmente in vigore, il rinnovo della facciata è incentivato sia come semplice “cambiamento estetico” (dal bonus facciate), sia come vero e proprio rifacimento (da ecobonus e superbonus) con interventi di riqualificazione energetica, come il cappotto termico. È sempre possibile rinnovare o sostituire la finitura, e un intervento di manutenzione o coibentazione può essere l’occasione giusta.
A eccezione dei centri di interesse storico, si è sempre liberi di scegliere la finitura di un edificio, fermo restando l’armonia estetica del contesto in cui questo è inserito. Valutare come procedere per l’ultimo tocco, quindi, interessa molte persone. 

I materiali adatti per la posa all’esterno, tema caldo quando si tratta di scegliere la finitura per la facciata, sono sempre più sorprendenti e performanti: i nuovi prodotti per il rivestimento esterno degli edifici lasciano, infatti, ampia libertà creativa e sono tecnicamente eccellenti. Dal piccolo centro abitato alla grande metropoli, ogni costruzione può così contribuire a migliorare l’estetica urbana, incrementare il risparmio energetico, ridurre tempi e costi di manutenzione. La scelta? Dalle superfici in metallo al verde verticale, dalla nuova generazione di cemento alle neoformulate pitture con biossido di titanio, dal legno naturale trattato a quello composito, alla ceramica. Tutto dipende dal risultato che si desidera ottenere, dal punto di partenza, ma anche dal supporto (quando si tratta di “rifacimento della facciata” questo può essere vincolante). Che si tratti di nuova costruzione o di ristrutturazione, oggi il processo di finitura dell’edificio è sempre frutto di una attenta progettazione che tiene conto di moltissimi parametri, a partire dal contesto in cui l’immobile è inserito.

facciata tinteggiata con pittura settef

Edificio tinteggiato con la pittura silossanica Ancorall Lotus di Settef (www.settef.it)

 

Anche con il cappotto si può scegliere la finitura della facciata

Cortexa, Consorzio per la cultura del sistema a cappotto (www.cortexa.it), sottolinea come l’installazione di un sistema per l’isolamento esterno dell’involucro non limiti in alcun modo l’estetica delle facciate. Le possibilità di rivestimento del cappotto (come delle facciate ventilate) sono molteplici e variegate. In prima battuta, le soluzioni a spessore (intonaco e pittura) sono decorative, semplici da realizzare e con grandi potenzialità. Colore e architettura formano sempre un binomio in grado di conferire all’edificio una carica emozionale immediata e un carattere definito, ma anche protezione duratura dall’umidità, dallo sporco, dalle alghe e dalle sostanze nocive. Oggi i sistemi a cappotto possono prevedere anche altre soluzioni estetiche, prima impensabili.

disegno di Cortexa con strati che formano il cappotto in facciata

Nell’immagine di Cortexa sono illustrati gli strati che formano il cappotto termico applicato alla facciata di un edificio.

 

Il parere dell’esperto sulle facciate

In facciata: pelle o seconda pelle
L’opinione dell’architetto Simone Gheduzzi, Studio Diverse Righe, sulla facciata ventilata, www.diverserighestudio.it

Se la “pelle” dell’edificio indica il rivestimento esterno (la facciata in sé), la “seconda pelle” è quell’ulteriore strato che viene applicato successivamente a una facciata esistente. È il caso della parete ventilata, una particolare tecnica di esecuzione del cappotto esterno, in cui isolante e rivestimento vengono distanziati dalla muratura. La scelta della giusta “pelle” e la decisione di applicare invece una “seconda pelle” all’edificio sono opzioni da considerare in base alle esigenze di funzionalità e di estetica, che variano per ciascun progetto. Per quanto riguarda la facciata ventilata, i vantaggi sono molteplici. Oltre alla traspirabilità che viene garantita all’involucro edilizio, ci sono i gradevoli effetti architettonici che si possono realizzare grazie all’ampia scelta di materiali consentita, e ai tanti formati. In ogni caso, per scegliere la finitura della facciata si deve considerare che i materiali, i sistemi e le strutture che si utilizzano in facciata devono avere alcune proprietà fondamentali, tra cui flessibilità creativa, durevolezza, resistenza ai raggi UV, alla pioggia e alle condizioni climatiche, resistenza al fuoco certificata, facilità di manutenzione, riparabilità e prestazioni strutturali affidabili.

 

Scegliere la finitura della facciata: due alternative

  • Soluzioni tradizionali
  • Nuove soluzioni

 

Facciata: le soluzioni tradizionali

Sono classificate così le finiture che vantano una consuetudine di utilizzo. In realtà, oggi, sono concepite e (ri)formulate per fornire prestazioni in linea con gli standard attuali. Che lasciano spazio alla creativivà:

  • Intonaco & Co.
  • Gres
  • Pitture
  • Laterizi
  • Pietra
  • Legno (in più versioni)

 

Intonaco & Co. per la finitura della facciata

La gamma delle finiture a “base di malta” è molto variegata. Si tratta sempre di un mix composto da materiali inerti e da un legante. Più altri ingredienti secondo il prodotto da ottenere. Nella sua formulazione, alla miscela di base viene aggiunto un agente legante che, di volta in volta, può essere cemento, calce, calce idraulica, gesso, oppure un altro componente ottenuto industrialmente. Quando si tratta di intonaco di rivestimento per esterno, ancora il prodotto più utilizzato, l’agente legante deve essere in grado di proteggere il supporto dagli agenti atmosferici, ma allo stesso tempo deve permettere alla struttura di respirare, per evitare la formazione di condensa (che porta al degrado dei materiali). Oggi sono stati messi a punto anche leganti “eccezionali”, in grado di rendere l’intonaco finale “attivo”. Tra le caratteristiche da considerare, per scegliere quello giusto, la composizione della malta è senz’altro una delle più importanti.

  • Con calce idraulica a base di argilla: l’intonaco risulta sufficientemente traspirante e garantisce un’ottima aderenza alle pareti esterne, offrendo una discreta protezione contro gli sbalzi termici.
  • Con calce idraulica e pozzolana: è un materiale vulcanico che aumenta la resistenza dell’intonaco all’acqua e all’umidità. È la soluzione migliore per pareti esposte a climi piovosi o umidi.
  • Con calce idraulica e cemento: questa combinazione abbina i vantaggi dei singoli componenti. Gli intonaci per esterno con questo mix, oltre ad adattarsi perfettamente alla muratura, offrono anche un’elevata protezione dagli sbalzi termici, dall’acqua piovana e dalla formazione di condensa, sempre dannosa.
    (Fonte: Made Italia, ristrutturaconmade.it)

Plus: le nuove formulazioni a base di malta garantiscono protezione e innovative proprietà autopulenti, oltre a un’estetica d’impatto. Come le texture 3D ottenibili con il calcestruzzo.

lastre calcestruzzo polimerico creaktive ulma

Creaktive di Ulma è una linea di lastre in calcestruzzo polimerico composto, oltre che dai materiali tradizionali, anche da una resina polimerica sintetica che permette di realizzare facciate artistiche. Si possono creare, infatti, superfici tridimensionali, con texture e colori insoliti. È adatto anche come rivestimento nelle pareti ventilate. www.ulmaarchitectural.com/it

facciata con iactive italcementi

i.active di Italcementi è un rasante cementizio di rivestimento che ha proprietà disinquinanti e mangia-smog. Mantiene nel tempo il colore, evita la formazione di macchie ed è riciclabile come materiale inerte. La sua efficienza è basata sull’applicazione di TX Active, un principio fotocatalitico brevettato. www.italcementi.it/it

intonaco poromap mapei

PoroMap di Mapei è una linea per la finitura delle murature con intonaco eumificante. www.mapei.com/IT/IT

 

Facciate in gres

Performance tecniche e versatilità estetica ne hanno decretato il successo e, oggi, è leader nell’ambito dei materiali ceramici. È proposto in più tipologie, secondo il trattamento e il processo di produzione. Molti anche i formati possibili, con spessori diversi. Per l’applicazione in verticale sulle pareti esterne, oggi si prediligono le grandi lastre con spessore fino a 8/10 mm (ci sono anche da 3 mm), grazie all’estetica contemporanea e al peso ridotto. In più, si prestano a tecniche di posa differenti, cappotto e facciata ventilata compresi.

Plus: alta resistenza, grande versatilità e bassa manutenzione sono le caratteristiche fondamentali. A queste si stanno aggiungendo anche quelle di sostenibilità, grazie all’utilizzo di materie riciclate.

rivestimento esterno lastre gres porcellanato flowtech florim

L’edificio è rivestito con le lastre in gres porcellanato Flowtech di Florim, ispirate alle lamiere metalliche. Sono disponibili nei colori Russet, Aged bronze e Burnished e nelle finiture Naturale e Matte. Sono resistenti all’umidità, all’usura e agli agenti atmosferici. Con spessore da 6 o 10 mm, sono disponibili sia in grandi lastre, sia in formati piccoli. www.florim.com/it

rivestimento esterno xlight urbateck porcelanosa

Il porcellanato tecnico extrafino XLight di Urbatek, gruppo Porcelanosa, leggero e solido, si ispira all’estetica del marmo. Nella foto, il progetto firmato dallo studio Openbox Architects, utilizza il materiale in lastre per comporre un volume monolitico ispirato al marmo bianco fiammato. www.porcelanosa.com/it

rivestimento esterno sistema marazzi tecnica

L’edificio presenta all’esterno pareti ventilate con rivestimento in gres cristallizzato rosso, nel formato 60 x 120 cm, SistemA di Marazzi Tecnica. Questo progetto è firmato dal collettivo torinese Archisban ed è stato citato con la Menzione Speciale nel concorso di architettura “La Ceramica e il Progetto”. www.marazzi.it

rivestimento esterno fokos roccia laminam

Le lastre ceramiche di Laminam sono sottilissime, da 3 a 5 mm, e sono caratterizzate da incredibile leggerezza e da numerose altre proprietà fisiche e meccaniche, tipiche del materiale. Sono inattaccabili dagli agenti atmosferici, inalternabili ai raggi UV e resistenti alle sollecitazioni. Disponibili nei formati 100 x 300 cm, sono realizzate in molte versioni con estetica differente. Nella foto, la facciata dell’edificio è rivestita con le lastre della collezione Laminam 3 Fokos Roccia, 100 x 300 cm. www.laminam.it

 

Pitture per le facciate

Ve ne sono di molti tipi, con caratteristiche ed elementi distintivi che permettono di fare la scelta giusta per ogni problematica. Come tutti gli altri materiali per i rivestimenti esterni, anche la pittura va scelta in base al tipo di supporto e alle particolari esigenze di performance, non solo estetiche. Perché oggi anche il colore è attivo e risolve non pochi problemi delle murature. Due le macro categorie: organica e minerale.

  • Organica Ha la caratteristica principale di essiccare per effetto della coalescenza, vale a dire il processo di fusione delle particelle del polimero conseguente all’evaporazione dell’acqua. Rientrano nelle finiture organiche la pittura acrilica, la silossanica e l’acrilsilossanica.
  • Acrilica È un prodotto a basso assorbimento e altrettanto bassa traspirabilità. Aderisce perfettamente ai supporti per contatto fisico. Qualsiasi supporto che abbia caratteristiche (anche minime) di porosità e rugosità, può dirsi idoneo a questo tipo di pittura per esterni. Al contrario, la pittura acrilica non è adeguata nel caso in cui il supporto non sia ben asciutto, perché l’acqua ostacola l’essiccazione e la resina non è in grado di penetrare. Le soluzioni per pittura acrilica sono di facile applicazione, tant’è che persino un addetto ai lavori con scarsa esperienza può utilizzarlo senza particolari difficoltà.
  • Silossanica Presenta caratteristiche di basso assorbimento e alta traspirabilità. Ha come legante la resina silossanica che respinge l’acqua proveniente dall’esterno e, allo stesso tempo, consente l’evaporazione del vapore acqueo. Altri plus dei prodotti silossanici sono la buona compatibilità con i supporti e l’ottima resistenza ai cicli gelo-disgelo.
  • Acrilsilossanica Le formulazioni per esterni hanno meno del 40% di resina silossanica e hanno comportamento e prestazioni intermedie tra la pittura acrilica e quella silossanica. Si caratterizzano per avere un basso assorbimento di acqua e un buon livello di traspirabilità.
  • Minerale  È la seconda grande categoria di pitture per esterni. In questo caso i prodotti di finitura legano con il supporto, per reazione chimica o fisica. Ne fanno parte la pittura ai silicati e la pittura a base di calce.
  • Ai silicati Sviluppa l’adesione al supporto attraverso la reazione chimica. Si può applicare su fondo minerale. Grazie allo strato uniforme che si viene a creare col supporto, le pitture ai silicati garantiscono longevità nel tempo delle facciate. Hanno un’ottima resistenza agli agenti atmosferici e, rispetto agli altri prodotti di pittura per esterni, si caratterizzano per un effetto estetico mosso.
  • A base di calce L’adesione al supporto in questo caso avviene per la reazione chimica che si sviluppa tra la calce libera del prodotto e quella contenuta nel supporto. Questo deve presentare, quindi, delle caratteristiche che consentano la fusione della calce libera. I prodotti a base di calce si distinguono per l’ottima permeabilità al vapore e l’applicazione solo su supporti minerali. Così come con la pittura ai silicati, con la pittura a base di calce si ottiene un effetto mosso, senza compattezza e omogeneità di colore.
    (Fonte: Settef, www.settef.it)

Plus: sempre facili da applicare, anche le pitture si sono evolute e abbinano la varietà cromatica a quella di grana. In alcuni casi rendono “attiva” la facciata.

cappotto facciata redart rockwool

Il sistema per cappotto REDArt di Rockwool comprende anche una serie di varianti relative all’aspetto estetico: oltre 200 tonalità di colore e tre diversi tipi di granulometrie. Inoltre, attraverso il simulatore disponibile su www.rockwool.it/prodotti/facciate/simulatore-per-facciate, è possibile valutare l’aspetto finale, scegliendo fra le numerose opzioni disponibili. www.rockwool.it

pittura facciata ancorall lotus settef

Ancorall Lotus di Settef è una pittura ,silossanica il cui funzionamento è simile a quello ,delle foglie di loto. Ovvero le gocce d’acqua e lo sporco vi entrano in contatto ma senza penetrare. La pittura contiene più del 40% di resina silossanica e, attestandosi in classe W3 (classificazione di idrorepellenza secondo la norma EN 1062-3), garantisce un’ottima protezione della facciata dalla pioggia. www.settef.it

pittura per facciata scudosil di san marco

Scudosil di San Marco è una nuova linea di prodotti a base di copolimeri silossanici modificati con tecnologia CleanMax. La formulazione contrasta l’assorbimento dello sporco e permette all’acqua piovana di rimuoverlo dalle facciate. La linea è adatta per interventi di risanamento deumidificanti, per rivestimenti a cappotto e nella riqualificazione in generale. Della linea, Intonachino KP è il rivestimento murale pronto all’uso. www.san-marco.com/ita

finitura facciata calcecover weber saint gobain

Di Weber Saint-Gobain, weber.cote calcecover L è una pittura minerale colorata in pasta alla calce, a base di grassello di calce. Trova applicazione ideale sull’intonaco fibrorinforzato IP 610, per interni ed esterni, che è composto da calce idrata, cemento, fibre polimeriche, aggregati e additivi selezionati. www.e-weber.it

finitura esterni skin 432 Fassa Bortolo

La finitura per esterni Skin 432 di Fassa Bortolo mantiene pulita la facciata. È composta da speciali resine silossaniche, copolimeri organici, inerti, biossido di titanio, pigmenti e additivi. È disponibile in bianco e in diverse tinte della mazzetta 365 A year of colors. www.fassabortolo.it

 

Laterizi

Rispetto all’ampia gamma di prodotti, quelli faccia a vista rappresentano una tipologia particolare. Hanno infatti due funzioni: materiali da costruzione e allo stesso tempo elemento di finitura. Se, in generale, gli elementi in laterizio nascono per essere intonacati, o comunque rivestiti, successivamente alla posa, la variegata famiglia dei faccia a vista, invece, ha la prerogativa di valorizzare l’aspetto estetico (colore, grana, tessitura, ecc.) del materiale di base. Il mattone faccia a vista, infatti, è l’elemento che consente la costruzione di muri o corpi di fabbrica, direttamente, secondo la loro definitiva configurazione architettonica, senza richiedere ulteriori lavorazioni o strati di finitura. Per questo le sue facce sono caratterizzate da superfici sagomate e rifinite. L’obiettivo di soddisfare queste particolari esigenze d’aspetto, a cui si legano quelle di carattere più propriamente tecnico, spiega perché la produzione dei laterizi faccia a vista avvenga utilizzando argille “pregiate”. Scelte in modo da assicurare ottima qualità estetica alle superfici destinate a rimanere in vista: uniformità di colore, costanza dimensionale e mantenimento nel tempo di tutte le caratteristiche prestazionali.
(Fonte: Terreal Italia, www.sanmarco.it)

Plus: costruiti secondo un’antica tecnica, permettono di preservare l’identità dei centri storici negli interventi di restauro. Ma sono utilizzati anche per edifici nuovi.

laterizi terca wienerberger

La serie Terca di Wienerberger offre soluzioni in molte varianti di colore, forma e dimensione per personalizzare le facciate. I mattoni della gamma sono caratterizzati da irregolarità che imprimono un tocco di sapore artigianale. wienerberger.it

 

Pietra per le facciate

Anche quella naturale si è evoluta, nel senso che oggi sono stati messi a punto sistemi di lavorazione che semplificano e velocizzano la posa. In lastre o in pezzi, l’estetica cambia. Se nel primo caso l’aspetto è meno connotato e più versatile, nel secondo si ha una resa molto diversa. Differenze si riscontrano anche per quanto riguarda la posa. Per gli elementi “a spacco”, infatti, la difficoltà di applicazione non è secondaria. Oggi, però, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, la pietra viene tagliata con uno spessore di 2 o 3 cm, tenendo un lato al naturale, mente l’altro viene reso perfettamente piano. Ideale per una posa a colla rapida e precisa, riducendo inoltre il peso del prodotto e lo spazio necessario allo stoccaggio.

Plus: grazie alla sua forte personalità e alla grande resistenza, è un materiale classico, senza tempo. Aiuta inoltre a rispettare la tipicità di certi luoghi e viene utilizzato negli edifici urbani, come materiale ideale per le zoccolature.

rivestimento pietra naturale beb

Sono oltre 40 le varianti di pietra proposte da B&B Rivestimenti Naturali. L’azienda dispone anche di DrYSystem, un pacchetto studiato per semplificare i sistemi di posa a colla, garantendo la realizzazione di una parete sempre asciutta e ventilata, adatta per rivestire qualsiasi supporto, dal laterizio ai blocchi in cemento, fino al legno. www.bb-sas.it/it/

 
Legno in più versioni per la facciata

Per le case di montagna è una necessità tecnica, oltre che un valore estetico. Altrove, come nelle grandi città, è una scelta di gusto. Le facciate in legno nelle località fredde devono la loro fama storica alle eccellenti proprietà isolanti e alla disponibilità di materiale sul luogo. Oggi, il loro successo (anche per gli edifici delle metropoli urbane) è dovuto anche all’estetica, apprezzata e rivalutata dai più recenti criteri di architettura. Un rivestimento in legno si può installare sulla parete esterna di una casa prefabbricata, di una completamente in legno o una in muratura. È indifferente anche che si tratti di nuova costruzione o di un intervento di ristrutturazione. Si può utilizzare anche solo per una porzione della casa o per un inserto, non necessariamente per il rivestimento totale. Infatti, sono possibili moltissime soluzioni di posa, anche perché il legno si combina benissimo con altri materiali, dalla pietra all’intonaco, fino ai nuovi solid surface, declinandosi ogni volta in un’estetica differente. La qualità (e la durata) del rivestimento è definita dalla scelta dell’essenza idonea, dal montaggio a regola d’arte e dalla realizzazione professionale dei dettagli. La facciata in legno viene applicata al supporto lasciando un’intercapedine di ventilazione. La durata è garantita, inoltre, da una manutenzione costante.

  • Soprattutto larice Per le facciate si utilizza principalmente il larice, che non necessita di protezioni aggiuntive, come invece altre essenze. Sulla superficie, infatti, si forma uno strato ossidato che funge da barriera protettiva. Col tempo, questo legno tende al grigio, effetto estetico che non pregiudica la funzionalità né la durata della facciata.
  • Essenza solo in apparenza Ci sono materiali che ripropongono l’estetica del legno, ma hanno tutt’altra formulazione. Per esempio ci sono quelli composti da un supporto in materiale plastico, stampato in superficie in modo da riprodurre la texture del legno. Oppure ci sono quelli misti, composti da fibre, polveri di legno e polimeri speciali ad alta densità.

Plus: naturale o composito, il legno è sostenibile lungo tutta la filiera produttiva, dall’approvvigionamento al suo riciclo a fine vita. I materiali che ne riproducono l’estetica offrono altri vantaggi, tra cui leggerezza e inalterabilità.

listelli ecolegno saimex

Di Saimex, la facciata ventilata è parzialmente rivestita in listelli di Ecolegno, legno composito realizzato con fibre, polveri di legno e un polimero ad alta densità. Riciclabile al 100% e ricavato da legno certificato FSC, cioè proveniente da boschi a riforestazione programmata, è disponibile in diversi colori. www.ecolegnosaimex.com

isotec parete brianza plastica

Nella foto, la facciata ventilata realizzata con il sistema Isotec Parete di Brianza Plastica combina il rivestimento in doghe di larice all’intonaco. Il sistema ha permesso di ottenere la certificazione energetica in classe A4. isotec.brianzaplastica.it/it/

facciata in legno

È dello studio di design Haus di Indianapolis  l’esempio di applicazione del frassino per gli esterni. Grazie a un processo di modificazione termica (TMT), anche i legni di latifoglia non durevoli, come il frassino e il tulipier, possono essere resi più resistenti per l’uso outdoor. Senza dover ricorrere a strati di finiture, il trattamento termico garantisce stabilità nel tempo. haus-arch.com

legno per rivestimento facciata novowood iperwood

Novowood di Iperwood, è un legno composito realizzato per estrusione, a caldo, unendo fibre naturali di legno, polimeri e additivi. È ricilabile. Fra i vantaggi: resistenza, impermeabilità e antisetticità. www.iperwood.com

 
 
 

Nuove soluzioni per le facciate

Insolite per l’edilizia residenziale fino a poco tempo fa, oggi sono più richieste grazie a progetti d’eccellenza che stanno caratterizzando molte città italiane.

  • Solid Surface & Co.
  • Metalli
  • Verde verticale

Solid Surface&Co.

Il termine è riferito a una serie di materiali compositi a base di resina acrilica (o poliestere), sostanze minerali naturali e pigmenti, in percentuali diverse secondo i brevetti. Ci sono anche pietre ricomposte e superfici compatte. Molto utilizzati per gli interni, dall’arredobagno ai piani delle cucine, tutti questi materiali composti “in laboratorio” sono efficaci anche per il rivestimento degli edifici. Resistenti, esteticamente d’impatto, proposti in lastre o in blocchi, sono l’ideale per i volumi delle architetture moderne. Esposti al sole, però, alcuni tipi tendono a ingiallire.

Plus: in genere la loro formulazione permette di ripristinare facilmente la superficie in caso di danni.

piastrella per facciate stone etics rofix

Il sistema StoneEtics di Röfix è stato studiato per essere utilizzato in interventi di isolamento termico, agevolando la scelta e la posa del rivestimento esterno. Consente, infatti, l’applicazione di diversi materiali, fra cui klinker, ceramica, pietra naturale o ricostruita. Il tipo di supporto e l’incollaggio cambiano in funzione del materiale. www.roefix.it

pietra acrilica per facciate hi macs

Nella foto, il progetto dell’architetto Woojin Lim, di AEV Architectures, a Sotcho, in Corea del Sud utilizza Hi-Macs Apline White by LG Hausys per il rivestimento dell’intera casa. Si tratta di una pietra acrilica composta da acrilico, minerali naturali e pigmenti, dalla superficie non liscia e non porosa, che impedisce allo sporco di annidarsi. Attraverso lo stampaggio termoplastico tridimensionale, consente di realizzare progetti privi di giunti, ottenendo superfici continue e omogenee. Ha la Certificazione ETA (European Technical Approval) per le facciate esterne. himacs.eu/it

pietra sinterizzata neolith the size surface

La pietra sinterizzata Neolith di TheSize Surfaces è un materiale innovativo che può avere l’estetica della pietra o del marmo, ma è più leggero di questi. Riciclabile al 100% e composto al 50% da materiali riciclati è antibatterico, resistente al gelo, al calore, al sole e all’usura. Esiste in più formati, adatti ai rivestimenti per esterni e ai sistemi per facciate ventilate. Viene proposto sia in lastre sottilissime, a partire da 3 mm, sia in spessori fino a 20 mm. www.neolith.com/it

facciata in dekton cosentino

In lastre di dimensioni e spessori differenti, Dekton by Cosentino è una superficie compatta prodotta con una sofisticata miscela delle materie prime utilizzate nella produzione di vetro, materiali ceramici e quarzo di altissima qualità. www.dekton.it

 

Metalli

Dall’alluminio all’acciaio, sono molti quelli adatti per rivestire le facciate. In genere il materiale è già trattato per ridurre e talvolta azzerare la necessità di manutenzione, assicurando un’estetica duratura. Contrariamente a quanto si pensi, si tratta di una soluzione versatile, grazie anche a produttori disponibili a proposte custom-made su progetto. Solitamente si utilizzano lastre e listelli, con sistemi di aggancio differenti secondo il produttore e l’esigenza di applicazione.

Plus: stile high tech, e non solo, adatto sia per nuove costruzioni che per interventi di ristrutturazione. Anche solo per inserti.

doghe in alluminio prefa

L’edificio firmato dall’architetto Peter Blineder è rivestito con doghe in alluminio di Prefa di tre colori, marrone, bronzo e avorio, che compongono un motivo grafico. Il materiale è protetto con un doppio strato di verniciatura poliammidica poliuretanica in Coil Coating, che lo rende più resistente alle intemperie e ne garantisce una lunga durata. Sulla superficie l’acqua defluisce senza problemi. www.prefa.it

facciata continua secco sistemi

Secco Sistemi propone una serie di soluzioni per la realizzazione di facciate continue, assicurando compatibilità e integrazione con il disegno architettonico di partenza. Profili di ridotte dimensioni, ampie superfici vetrate e varie tipologie di aperture sono disponibili per adattarsi a specifici progetti, anche in diretto collegamento a edifici con una forte identità storica. L’integrazione fra gli elementi, inoltre, garantisce al progettista libertà nel disegno delle facciate. www.seccosistemi.com/it

 

Verde verticale

Esistono diversi sistemi per ricoprire con le piante l’esterno di un edificio. Dal piccolo inserto all’intera superficie, si tratta sempre di proposte complete anche di impianto d’irrigazione. Una facciata verde si può realizzare, per esempio, con un sistema di cassette di metallo retroventilate e contenenti il substrato di coltura. Oppure, per ottenere prati verticali, con tappeti inerbiti che vengono applicati come le facciate ventilate. La frequenza di manutezione dipende da moltissime variabili, prime fra tutte il sistema impiegato e le specie utilizzate.

Plus: estetica d’impatto, isolamento termo-acustico, protezione dall’irraggiamento solare e tutela della biodiversità.

facciata verde climagrun

Climagrün propone sistemi per facciate verdi integrate in quella dell’edificio attraverso un sistema di cassette di metallo retroventilate e contenenti il substrato, che agevola l’accumulo idrico. L’approvvigionamento di acqua e sostanze nutritive è automatico e l’uso di alluminio e acciaio inox ne garantisce la durata nel tempo. www.climagruen.it/it

facciata verde profilo

Verde Profilo® propone un sistema modulare per realizzare pareti verdi dalla manutezione poco impegnativa. I moduli sono preallestiti, con terra e piante, e si installano rapidamente su una sottostruttura di profili. L’azienda propone anche soluzioni per prati verticali, composti da un manto di tappeto erboso, e orti verticali, anche questi organizzati in moduli. verdeprofilo.com/it/

facciata di ghiaccio

Anche in ghiaccio, super sostenibile.  Il progetto Maison Glacé, dello studio Elasticospa , capitanato dall’architetto Stefano Pujatti, ha vinto, nella categoria Visioning, l’Archmarathon Award di Miami 2017. Si tratta di una risposta progettuale al tema della sostenibilità e, dunque, al centro del progetto vi è il tema del risparmio energetico. Immaginato a Toronto, in Canada, il progetto per la Maison Glacé intende connettere l’edificio al territorio attraverso ciò che lo caratterizza maggiormente: il freddo. Vicino al Lago Ontario e ai venti gelidi, sarà infatti una crosta di ghiaccio che si formerà nei primi giorni di freddo a proteggere la casa unifamiliare. Il progetto verrà presto realizzato e ha come fine ultimo quello di essere pilota nella realizzazione di nuove soluzioni abitative per le popolazioni indigene delle regioni del Canada, caratterizzate da temperature rigide tutto l’anno. www.elasticofarm.com

Tratto da Cose di Casa cartaceo, numero di Agosto 2018

 

Ristrutturare la facciata della casa:

Scegliere il colore per la facciata

Documentazione dei lavori da inviare all’Enea

Lavori di riqualificazione energetica

 

 

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