Vacanze: come affittare casa per le ferie estive

Chi è proprietario di una seconda casa, al mare o in montagna, ma anche in città può decidere di concederla in locazione per esigenze turistiche, ottenendo così un guadagno.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/06/2016 Aggiornato il 23/06/2016
Vacanze: come affittare casa per le ferie estive

Con l’arrivo dei primi caldi è tempo di pensare alle meritate ferie che per alcuni possono trasformarsi in una piccola fonte di reddito. E’ il caso di chi ha una seconda casa, al mare o in montagna e decide di affittarla per brevi periodi, proprio durante i mesi estivi. Ecco qualche consiglio utile.

Innanzitutto la prima regola per assicurarsi clienti è pubblicizzare il proprio immobile. In questo caso lo strumento più appropriato è internet dove si trovano siti dedicati proprio a chi offre e chi cerca una casa vacanza: basterà caricare qualche foto della casa, ovviamente arredata visto che si tratta di locazioni brevi,  insieme ad una breve descrizione del luogo in cui si trova, i servizi offerti nelle vicinanze e ovviamente il canone di affitto. Proprio per quanto riguarda l’importo del canone è il proprietario che decide in merito, tenendo conto della richiesta se in bassa o in alta stagione. Poi non resterà che attendere di essere contattati. Appena arriveranno la prime prenotazioni, la prima cosa da chiedere per conferma è il versamento di un acconto in genere di 250 euro o pari al 30% del prezzo totale dovuto che poi si verserà per intero all’arrivo o alla fine della vacanza. Si ricorda che da quest’anno la Legge di Stabilità ha innalzato il limite al divieto di pagamenti in contanti dal precedente 1000 a 3mila euro: ciò significa che fino alla cifra di 2.999 euro si potrà pagare in contanti. Sopra questa cifra solo con strumenti tracciabili come bonifico o assegno.

 Poi il proprietario dovrà inviare al futuro inquilino il contratto di locazione. Per una casa vacanza è opportuno fare riferimento allo  schema contrattuale della locazione per esigenze turistiche, regolata  dall’art. 1, comma 2 lett. c), della legge 9 dicembre 1998, n. 431 , dall’articolo 1571 e seguenti del Codice Civile e dall’art. 53 del Codice del Turismo, D.Lgs. 79/2011, “Locazioni ad uso abitativo per finalità turistiche”. Per esigenze turistiche si intendono tutte quelle sorte in occasione di un viaggio o di un soggiorno per svago, per villeggiatura, per cura, per istruzione, per interessi religiosi o per qualunque altra causa non utilitaria. Nel contratto si devono indicare le generalità del locatore (il proprietario o comunque chi ha pieno godimento del bene) e del locatario, cioè l’ospite. Inoltre deve essere chiaramente indicato il canone pattuito, il periodo – anche nella formula “weekend” da venerdì a domenica – e le condizioni di affitto, oltre naturalmente alle caratteristiche della casa, compresi i dati catastali che rendono univoca l’identificazione. In questo tipo di contratti, oltre alla locazione, sono compresi in misura forfettaria anche i consumi per le utenze di acqua, luce e gas.

Sul contratto di locazione deve apporsi  poi una marca da 10,33 euro – onere a carico di entrambe le parti, ciascuna per metà, salvo diversa pattuizione contrattuale.  Se la locazione dura più di 30 giorni, si pensi a d esempio a chi prende in affitto una casa vacanza per tutto il periodo estivo, da giugno a settembre, allora in questo caso scatta l’obbligo di registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate e il proprietario deve farne denuncia entro 48 ore dalla consegna dell’immobile all’autorità locale di Pubblica sicurezza o – in mancanza – al sindaco, utilizzando i moduli di “cessione del fabbricato” scaricabili da Internet al sito della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it) e poi consegnati di persona o anche tramite raccomandata A/R. tali obblighi non valgono se inveceil contratto ha durata inferiore ai 30 giorni.

Infine si sottolinea che al pari di alberghi e strutture extra-alberghiere, anche nel caso degli affitti turistici alcuni Comuni italiani hanno introdotto l’obbligo di far pagare agli ospiti al momento dell’arrivo la tassa di soggiorno, il cui importo variano  da città a città.

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