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Al momento i tassi di interesse nell’Eurozona restano stabili. Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Banca Centrale Europea ha deciso di non modificare il costo del denaro, confermando una fase di pausa dopo gli otto tagli effettuati nell’arco dell’ultimo anno. Per la terza riunione consecutiva, l’istituto centrale ha lasciato invariati il tasso sui depositi al 2%, il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento al 2,15% e il tasso sulle operazioni marginali al 2,40%.
In questo contesto, chi è alla ricerca di una casa e sta valutando la richiesta di un mutuo continua a porsi la stessa domanda: conviene scegliere il tasso fisso o il tasso variabile?
Tasso fisso e variabile: cosa sono e cosa significano
Il tasso fisso e il tasso variabile sono le due principali modalità con cui viene calcolato l’interesse di un mutuo o di un finanziamento.
Il tasso fisso significa che il tasso di interesse resta uguale per tutta la durata del mutuo. Di conseguenza, anche la rata mensile non cambia mai: rimane sempre la stessa dall’inizio fino alla fine del prestito. È una soluzione scelta da chi vuole avere certezza della spesa e proteggersi da eventuali aumenti dei tassi nel tempo.
Il tasso variabile, invece, cambia nel tempo perché è legato all’andamento di un indice di mercato, come l’Euribor. Questo significa che la rata può salire o scendere nel corso degli anni in base all’andamento dei tassi di interesse stabiliti a livello europeo.
Tasso fisso: sicurezza e rata invariata
Il mutuo a tasso fisso consente di conoscere fin dall’inizio l’importo della rata, che resterà uguale per tutta la durata del finanziamento.
Il tasso viene determinato principalmente sulla base dell’IRS, l’indice di riferimento utilizzato per i mutui a tasso fisso, a cui si aggiunge lo spread applicato dalla banca.
Questa soluzione è particolarmente apprezzata da chi desidera pianificare con precisione il proprio bilancio familiare e non vuole esporsi alle oscillazioni dei mercati finanziari.
Anche in presenza di eventuali aumenti futuri dei tassi, infatti, la rata non subirà variazioni.
Tasso variabile: più conveniente oggi, ma (magari) con maggiori incognite
Il mutuo a tasso variabile è invece legato all’andamento dell’Euribor, l’indice che segue da vicino le decisioni della BCE. Dopo i tagli dei tassi avvenuti negli ultimi mesi, il variabile è tornato a essere competitivo rispetto al fisso e, in molti casi, permette di accedere a rate iniziali più basse.
Tuttavia, il vantaggio economico non è garantito nel lungo periodo. Se nei prossimi anni l’inflazione dovesse tornare a crescere o la BCE decidesse di invertire la rotta, aumentando nuovamente il costo del denaro, le rate potrebbero aumentare.
Cosa conviene oggi?
Non esiste una risposta valida per tutti. La scelta dipende dalla situazione economica del richiedente, dalla sua capacità di sostenere eventuali aumenti della rata e dall’orizzonte temporale del finanziamento.
Con i tassi BCE attualmente stabili e dopo una lunga fase di riduzione del costo del denaro, il mutuo variabile è tornato ad essere una soluzione interessante per chi è disposto ad accettare una quota maggiore di rischio in cambio di una possibile convenienza iniziale.
Il tasso fisso, invece, continua a rappresentare la scelta preferita da chi privilegia la certezza della rata e desidera proteggersi da eventuali cambiamenti dello scenario economico nei prossimi anni.
Il consiglio per chi compra casa
Per chi sta acquistando un immobile, il confronto tra diverse offerte di mutuo resta fondamentale.
Oltre al tasso di interesse, è importante valutare il TAEG, le spese accessorie e la sostenibilità della rata nel lungo periodo.
In una fase di mercato caratterizzata da tassi stabili ma da prospettive ancora incerte, scegliere il mutuo più adatto alle proprie esigenze può fare la differenza sul costo complessivo dell’investimento immobiliare.
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