Tasse sulla casa: facciamo il punto per 2013 e 2014

Il disegno di legge di stabilità ha riformato il sistema di tassazione degli immobili. Ma quali tasse a oggi sono state cancellate definitivamente e quali subentreranno al loro posto?
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 07/11/2013 Aggiornato il 07/11/2013
Tasse-sulla-casa

Investire sul mattone conviene ancora? La tassazione sulla casa resta un argomento spinoso. Al momento, grazie alla conversione in legge del D.L. n. 102/2013, avvenuta il 28 ottobre scorso, l’unico provvedimento confermato è la cancellazione per il 2013 della prima rata dell’Imposta municipale sugli immobili (imu) relativamente all’abitazione principale, (ad eccezione delle categorie A1-A8-A9, quali immobili di lusso, ville e castelli). L’imposta è stata abolita anche per i terreni agricoli e i fabbricati rurali, per gli alloggi appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti a prima casa, gli alloggi regolarmente assegnati dallo IACP o da altri enti aventi le medesime finalità. La Legge n. 124/2013 oltre alla definitiva abolizione della prima rata dell’Imu, ha portato un’altra boccata d’ossigeno ai proprietari di immobili, infatti, già a decorrere dall’anno di imposta 2013, l’aliquota della cedolare secca, per gli immobili locati a canone “concordato”, si riduce dal 19 al 15 per cento. Ma sul fronte immobiliare, c’è ancora molta incertezza: la riduzione delle imposte sulla prima casa si prevede che verrà finanziata dall’incremento delle tasse sugli altri immobili. È questa la conclusione che molti contribuenti stanno traendo dalle anticipazioni sulle modalità di applicazione del Trise, il nuovo tributo che assommerà, a partire dal 2014, la tassa sui rifiuti (tari) e la nuova tassa sui servizi indivisibili (tasi). Questo è il traguardo raggiunto dal disegno di legge di stabilità 2014 varato il 15 ottobre scorso dal Governo, che dopo numerose sospensioni e rinvii ha previsto che la Trise sarà destinata a sostituire per buona parte delle abitazioni principali sia l’Imu sia l’attuale Tares, mentre per gli altri immobili la nuova tassa andrà a integrare l’imposta comunale già in vigore. La Tari sarà dovuta da chi occupa a qualsiasi titolo l’immobile e verrà calcolata sulla base della superficie calpestabile. La Tasi sui servizi indivisibili, come l’illuminazione e le strade, sarà dovuta dai proprietari e da una quota tra il 10 e il 30 per cento anche dagli affittuari. La decisione spetterà ai Comuni che potranno stabilire anche quale base imponibile utilizzare per far pagare l’imposta. Al momento la questione resta comunque da definire.