Tasi, la nuova tassa sulla casa al 3,3 per mille

L'aliquota massima della Tasi sulla prima casa al 3,3 per mille raggiunge l'11,4 per mille per le altre abitazioni.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 10/01/2014 Aggiornato il 05/03/2014
Tasi, la nuova tassa sulla casa al 3,3 per mille

La definizione della tasi del 2014 si fa ogni giorno più complicata. Dal Governo giungono modifiche, precisazioni, dichiarazioni. Ciò che è chiaro è che si pagherà. E anche di più. Infatti, è previsto un aumento che potrà oscillare dallo 0,1 allo 0,8 per mille. Tale maggiorazione sarà “spalmabile” tra abitazione principale e prelievo su tutti gli altri immobili e saranno i singoli enti locali a decidere come graduarla. Ogni Comune potrà, in un’ottica federalista restando comunque nei limiti stabiliti dallo Stato, decidere autonomamente in merito ad aliquote e detrazioni.

Detto questo, è bene fare due calcoli. Tutti quei sindaci che decideranno di applicare l’aumento dello 0,8 per mille sulla prima casa porteranno i contribuenti a pagare l’aliquota massima del 3,3 ( data dalla somma tra il 2,5 previsto dalla legge di stabilità più lo 0,8 di maggiorazione) e del 10,6 per mille di imu su tutti gli altri immobili. Chi opterà per l’estremo opposto vedrà un 2,5 per mille di Tasi per l’abitazione principale e un tetto massimo dell’11,4 per mille (dato dalla somma tra la nuova maggiorazione dello 0,8 e il 10,6 per mille comprensivo di Imu e Tasi) sugli immobili di altra categoria.
Il tutto, però, gira intorno a un vincolo ben preciso imposto dal Governo. In una nota di Palazzo Chigi si chiarisce che coloro i quali decideranno di ricorrere alla maggiorazione (qualunque sia il modo in cui la applicheranno) dovranno tassativamente destinare le maggiori risorse incassate “esclusivamente allo scopo di deliberare a favore delle famiglie e dei ceti più deboli ulteriori detrazioni rispetto a quelle già previste dalla legge di stabilità”.

E se una maggiore autonomia finanziaria dei sindaci richiesta dall’Anci non traspare, tuttavia i Comuni avranno da subito un gettito di circa 1,4 miliardi (l’Anci ne chiedeva 1,5) da sommare ai 500 milioni già previsti dalla legge di stabilità arrivando a 1,9 miliardi di euro di risorse da destinare alle detrazioni sulle abitazioni principali.
Le modifiche alla Tasi entreranno nel Dl enti locali, noto come decreto “salva-Roma bis”, che è ora all’esame del Senato e che, nonostante lo stop di mercoledì in commissione Affari costituzionali, ha ripreso il suo iter in Parlamento.

in collaborazione con Federamministratori/Confappi, www.fna.it

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