Tassa sui rifiuti 2013: dalla Tarsu alla Tares fino alla Tari

A dicembre si pagherà il saldo della Tares con la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro, mentre dal 2014 debutterà la Tari.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 26/11/2013 Aggiornato il 17/01/2014
tassa sui rifiuti

Tarsu, Tia, Tares e tari. In vista del saldo della Tares di dicembre e del gran debutto della nuova Tari dal 1 gennaio 2014, facciamo il punto sulla tassa sui rifiuti e sulle novità che il Legislatore sta mettendo a punto nella nuova legge di Stabilità 2014. 
Volendo fare un po’ di “storia” della tassa dei rifiuti, si può iniziare parlando della 
Tarsu, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani introdotta dal decreto legislativo 5 novembre  1993 n. 507. Poi venne la Tia, la tariffa di igiene ambientale, un sistema di finanziamento comunale per la gestione dei rifiuti introdotto dal decreto Ronchi, decreto legislativo n. 22/1997, destinata a sostituire progressivamente la Tarsu. La conseguenza è che molti comuni italiani sono passati alla Tia, mentre per altri è rimasta la Tarsu, fino al decreto salva Italia che ha imposto dal 2012 per tutti la Tares. Tanti nomi, poca chiarezza: Tarsu, Tia e adesso Tares. E dal 1 gennaio 2014 si chiamerà Tari, componente della Trise, la nuova service tax che (stando alla legge di stabilità del Governo attuale) andrà a sostituire in un colpo solo imu e Tares. In poco tempo il legislatore ha messo mano alla disciplina di una delle tasse più temute dai contribuenti e che ha presentato di volta in volta un conto sempre più salato per le famiglie italiane. Ripercorriamo un po’ le problematiche che nel tempo si sono presentate. Tra le tante questioni c’è stata quella dell’Iva sulla Tia, la tariffa di igiene ambientale. Una sentenza della Corte di Cassazione prima e della Corte costituzionale poi ha dichiarato illegittima l’applicazione dell’Iva sulla Tia. Così associazioni di consumatori e singoli cittadini si sono mossi per chiedere il rimborso dell’Iva pagata illegittimamente sulla Tia. Il Governo ha poi sostituito la Tia e la Tarsu con la Tares.

Decreto salva Italia: arriva la Tares – È stato infatti il decreto salva Italia (D.L. n. 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011) a prevedere l’introduzione della nuova tassa (Tares) sui rifiuti e servizi indivisibili comunali, intendendo per tali l’illuminazione pubblica, la manutenzione del manto stradale ecc. Il decreto legge n. 35 del 2013 ha stabilito in seguito che solo per l’anno in corso, in deroga alle norme generali contenute nell’art. 14, comma 35, del decreto salva Italia, i Comuni possano prevedere il rinvio di una o più scadenze Tares e il numero delle rate del tributo dovuto per il 2013, ma deve essere versata a dicembre la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato.

La mini stangata – Quanto ci costerà il saldo della Tares con la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro? A fornire delle stime è il Codacons che parla di una mini stangata per ogni famiglia italiana di 77 euro, ma il tutto deve essere rapportato alle dimensioni dell’immobile. A conti fatti la Tares costerà più della Tarsu. Volendo fare un esempio, un appartamento di circa 100 metri quadri paga un saldo Tares di 320 euro contro i 255 euro della Tarsu versata l’anno prima, nel 2012.

Tari, la nuova tariffa rifiuti dal 2014 Dal 1 gennaio 2014 entrerà in scena una nuova tassa sui rifiuti, la Tari, componente della Trise che va a sostituire Imu e Tares. Secondo le ultime indiscrezioni, la Tari si qualificherà come una tariffa per la copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti. Ma si attende il testo definitivo della legge di stabilità 2014 per con esattezza la disciplina della Trise.

 

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