TARI: dal prossimo anno, il primo metodo tariffario nazionale

Arera sta elaborando una nuova metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe sui rifiuti, una regolazione che ha come obiettivo la graduale omogeneizzazione del sistema di conteggio delle tasse per la spazzatura in Italia.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 21/10/2019 Aggiornato il 21/10/2019
Dal CES 2017 GeniCan dispositivo installato all’interno del bidone della spazzatura

La tassa sui rifiuti, la TARI, è il tributo dovuto da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti ed è destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.  La tassa si compone di una parte fissa e una variabile, e l’importo  è stabilito dal regolamento comunale e la tassa è dovuta per l’anno solare. È il Comune che invia direttamente a casa dei contribuenti i bollettini precompilati, indicando le rate e le relative scadenze per pagare la tassa, ferma restando la possibilità di pagare in un’unica soluzione.

Grande novità in arrivo il prossimo anno proprio per quanto riguarda le tariffe Tari. Entro il 2019 vedrà la luce il primo metodo tariffario nazionale e verranno introdotte nuove regole di trasparenza.

TARI: le novità 2020

Cosa significa? In sostanza l’Arera, l’Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambienti  elaborerà il primo metodo tariffario nazionale per la TARI, una metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe rifiuti, con l’obiettivo di una graduale omogeneizzazione del Paese. Verrà quindi introdotto un metodo tariffario per la Tari omogeneo in tutto il territorio nazionale. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari e la tempistica del provvedimento dipende dai singoli Consigli comunali che entro l’anno dovranno emettere provvedimenti relativi alla tariffa avendo a disposizione il metodo ARERA.

Questo significa aumenti in vista per le bollette? Le variazioni tariffarie, dice l’Arera, a differenza di oggi, potranno essere in futuro apportate solo se legate al miglioramento della qualità o all’incremento delle funzioni gestionali.  Inoltre per i gestori del servizio, inclusi i Comuni , diventerà obbligatorio predisporre e pubblicare online la ‘Carta della qualità’ e gli aspetti generali dei servizi. Gli utenti in particolare dovranno ricevere nei documenti di riscossione tutti i dati di sintesi sugli importi addebitati e il calcolo della tariffa, le modalità di pagamento, i recapiti e le procedure per i reclami, le informazioni sulle modalità di erogazione del servizio e sul raggiungimento degli obiettivi ambientali. Qualsiasi variazione di rilievo nelle condizioni di erogazione del servizio dovrà essere comunicata agli utenti con un largo preavviso e i soggetti coinvolti nella filiera dovranno dialogare tra loro per trasmettere le informazioni richieste agli utenti.

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