Tari: come fare il compost a casa e pagare la tassa ridotta

Ogni Comune può prevedere una tassa sui rifiuti ridotta per chi realizza un sistema di compostaggio nel giardino di casa.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/11/2014 Aggiornato il 09/11/2014
Tari: come fare il compost a casa e pagare la tassa ridotta

Quest’anno i cittadini hanno dovuto fare i conti con la nuova tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tares e la vecchia Tarsu: la Tari. A pagarla sono i soggetti che occupano, a qualsiasi titolo, l’immobile, quindi chi produce effettivamente i rifiuti, come il proprietario e in caso di locazione l’inquilino, sempre che il contratto superi i 6 mesi all’anno. Il pagamento del tributo varia in base alla superficie dell’immobile e al numero dei componenti della famiglia, ma ogni Comune decide in completa autonomia i casi in cui si può pagare in maniera ridotta. Tra questi casi, troviamo il compostaggio domestico: chi realizza nel proprio giardino di casa un compost ha diritto alla riduzione della tariffa. Il compostaggio è un processo biologico di decomposizione di rifiuti organici, come gli scarti di cucina da parte di insetti, batteri e funghi che agiscono in presenza di ossigeno.

Compost: dove metterlo e per quanto tempo

Scarti alimentari (come residui di frutta e verdura, fondi di the e caffè, gusci di uova, avanzi di cibo, ma anche scarti del giardino e dell’orto come potature, foglie secche, fiori appassiti, erba secca) vengono usati per il compostaggio, quindi vengono inseriti in una compostiera, il contenitore in cui i rifiuti organici diventeranno compost. 
Il prodotto collocato nella compostiera matura col passare del tempo, di solito dai 3 ai 12 mesi, e diviene compost da usare come concime naturale. Per realizzare un ottimo sistema di compostaggio, bisogna seguire alcune regole. In primo luogo la compostiera deve essere collocata in un luogo del terreno di casa senza fango e ristagni, all’ombra, assicurando il drenaggio della terra posizionandola su una base rialzata, sempre di terriccio. Gli scarti che si inseriscono devono essere ben miscelati, in modo che ossigeno, carbonio e azoto forniscano alimento per i batteri che si producono. Gli scarti umidi come gli avanzi di cucina vanno miscelati a quelli secchi come le foglie, paglia e trucioli. Altro passaggio importante è garantire agli scarti inseriti nella compostiera un certo grado di umidità. Si può fare in questo caso la cosiddetta “prova del pugno”: si prende una piccola quantità di prodotto e si stringe nella mano, se fuoriescono goccioline d’acqua l’umidità è corretta, altrimenti si deve aggiungere un po’ d’acqua. Per utilizzare il compost come concime per l’orto e le piante si deve però attendere un tempo variabile tra i 4-6 mesi (si ottiene un compost fresco utile per ortaggi, cavoli, patate); 8-10 mesi anche 12 per concimare piante in vaso e fiori.

Compostiera e riduzione della tariffa rifiuti – le soluzioni di alcuni Comuni

Molti Comuni si sono organizzati per la richiesta di una compostiera e per la riduzione della tariffa rifiuti.

  • A Roma ad esempio, la società che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’AMA consegna gratuitamente a richiesta, la compostiera a chi effettua il compostaggio domestico. Il Comune capitolino ha previsto la riduzione al 30% sulla quota variabile della Tari per chi effettua il compostaggio domestico. Per avere diritto alla riduzione occorre avere un’area scoperta non pavimentata, ad uso esclusivo dell’immobile oggetto di tariffa, di almeno 25 mq per ogni componente il nucleo familiare residente. La prima dichiarazione di impegno a praticare il compostaggio domestico deve essere comunicata all’AMA dal 1 ottobre al 30 novembre di ogni anno e in seguito tra i 1 e il 31 gennaio di ogni anno, si deve comunicare l’avvenuta pratica di compost svolta l’anno precedente. La riduzione del 30% della quota variabile della tariffa è calcolata nel documento di pagamento successivo all’anno in cui si è praticato il compostaggio. La richiesta può essere fatta on line dal sito dell’AMA (www.amaroma.it/raccolta-differenziata/102-il-compostaggio-domestico.html) oppure si scarica l’apposito modulo, allegando fotocopia di un documento di identità in corso di validità.
  • A Trieste il Comune ha stabilito che dal 1 gennaio 2015 ai cittadini che abbiano avviato il compostaggio dei rifiuti organici, si applica la riduzione della Tari del 20%. Va presentata agli uffici comunali, entro il 30 ottobre dell’anno precedente, un’apposita istanza con cui si attesta la volontà di attivare il compostaggio domestico in modo continuativo, insieme alla documentazione attestante l’acquisto dell’apposito contenitore, ossia lo scontrino o la fattura di acquisto della compostiera. Per chi avesse perso lo scontrino si può provare la realizzazione del compostaggio domestico con altre modalità, ad esempio con una foto circostanziata del composter in uso.
  • Al Sud troviamo Napoli e Palermo esempi di grandi città che hanno previsto il compostaggio domestico come ipotesi di riduzione della tariffa nella misura, in entrambi i casi, del 30%.

    Per sapere se il vostro Comune ha previsto la riduzione per il compostaggio e le condizioni richieste per ottenere lo sconto bisogna verificare il regolamento di adozione della Tari.

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