Tari 2022: tutto sulla tassa sui rifiuti

Cos'è, chi la deve pagare, quando e in che modalità: ecco tutte le informazioni utili sulla tassa rifiuti per il 2022 la Tari.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 11/04/2022 Aggiornato il 13/04/2022
tassa sui rifiuti

Introdotta nel 2014 per sostituire le precedenti imposte quali la TIA e la TARES, la Tari è la tassa sulla spazzatura, destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti. Ogni Comune decide autonomamente scadenze di pagamento e casi particolari di riduzioni ed esenzioni ma alcune regole sono uguali per tutto il territorio nazionale.

Tari 2022: cos’è

Dal 2020 è entrata in vigore la nuova Imu, l’imposta che incorpora Imu e Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili, ma resta da pagare a parte la tassa sui rifiuti, la TARI. La Tari è la tassa sulla spazzatura destinata a finanziare i costi di raccolta e smaltimento rifiuti. La tassa in particolare deve coprire i costi di gestione del Comune per la raccolta e il trasporto dei rifiuti; lo spazzamento e il lavaggio delle strade; il trattamento e recupero dei rifiuti; lo smaltimento dei rifiuti.

Il pagamento della Tari spetta a chiunque sia in possesso, o detenga a qualsiasi titolo (ad esempio, locazione, comodato d’uso, usufrutto, proprietà, ecc.), locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. È obbligato quindi  a pagare la  tassa sui rifiuti chiunque occupi l’immobile, a prescindere se sia inquilino in affitto o proprietario. Sono escluse dal pagamento della tassa le aree oggettivamente inutilizzabili e che, quindi, sono escluse dal servizio pubblico di nettezza urbana come le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni, come ad esempio le cantine, le terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posto auto scoperti. Questo non vale per le aree utilizzate per attività economiche (come il cortile di una fabbrica), che sono invece sempre tassate; le aree condominiali comuni che non siano utilizzate oppure occupate in via esclusiva, quali androni dei palazzi, gli stenditoi, gli ascensori, le scale di accesso.

Tari prima e seconda casa

La tassa sui rifiuti deve essere pagata da chiunque occupi l’immobile quindi anche da chi vive in affitto.  Molteplici sono le situazioni che possono ritrovarsi quando si tratti di seconda casa.

Così ad esempio un proprietario ha una seconda casa in cui non abita nessuno, in tal caso è prevista l’esenzione dal pagamento della TARI sulle seconde case solo se queste sono disabitate e inutilizzabili, cosa che deve provata dimostrando l’assenza di allaccio alla rete elettrica, idrica o fognaria.

In sostanza la tassa sui rifiuti per una seconda casa non abitata non si paga, ma soltanto se l’immobile sia privo di arredi e di fornitura di acqua, gas e luce. Per dimostrarlo occorre che risultino non attive le diverse forniture di beni essenziali presentando apposita documentazione. Il Comune potrà effettuare un’ispezione per verificare l’effettiva assenza di arredi e allacci utenze. 

Se invece l’immobile adibita a seconda casa, è arredata e dotata di allacci alle utenze, la tassa rifiuti deve essere pagata. Il calcolo lo fa il Comune, che come prevede nel suo regolamento può applicare un criterio presuntivo per stabilire quanto pagare di TARI. Cosa significa? Che il Comune presume che i non residenti debbano pagare un tot per una seconda casa che è presuntivamente proporzionato alla superficie dell’immobile.

Come si calcola e come si paga

E’ il Comune che calcola la tassa da pagare e invia al contribuente l’avviso di pagamento.  Ogni Comune determina le tariffe in base a superficie e quantità di rifiuti prodotti o a quantità e qualità di rifiuti per unità di superficie, in relazione ad usi e tipologia delle attività e al costo del servizio sui rifiuti.

Si considera assoggettabile al tributo la “superficie calpestabile” di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti.  La superficie calpestabile rappresenta la base di calcolo della tassa sui rifiuti, poiché fa riferimento ai metri quadrati netti all’interno delle mura. Nel caso di utenze domestiche, oltre alla superficie dell’immobile si tiene conto anche del numero di occupanti.  

Ogni Comune con proprio regolamento stabilisce le proprie tariffe. Queste si compongono di due parti, una parte fissa e una variabile. La prima è determinata in base alle corrispondenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti; la parte variabile, invece, serve a finanziare quei costi, per l’appunto variabili, come il trasporto dei rifiuti, la raccolta, il riciclo e lo smaltimento, è calcolata in relazione alla quantità di rifiuti attribuiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.

Per pagare la Tari si può scegliere tra le seguenti diverse modalità:

  • bollettino postale che invia il Comune precompilato
  • modello F24.

Per procedere al pagamento della tassa sui rifiuti con modello F24, occorre un codice tributo da utilizzare per la compilazione. Il codice è 3944 da inserire nella “SEZIONE IMU ED ALTRI TRIBUTI LOCALI”. Il modello F24, utilizzati per vari pagamenti quali appunto tasse e imposte, possono essere pagati anche online, in tre modalità differenti:

  • sul sito di Poste Italiane;
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • sul sito della propria banca.

Per il pagamento online del modello F24 dovrete inserire:

  • l’importo da pagare;
  • il codice tributo;
  • l’anno per cui l’imposta deve essere pagata;
  • se state pagando una rata, dovrà essere indicata quale rata è;
  • eventuali crediti;
  • saldo finale.

La tassa sui rifiuti inoltre si può pagare anche tramite la piattaforma PagoPA.

Quando si paga la Tari 2022

Le scadenze di pagamento della tassa sono fissate dai singoli Comuni, e in linea generale è possibile pagare in tre tempistiche diverse:

  • 1° rata da pagare entro la fine del mese di aprile;
  • 2° rata da pagare entro la fine del mese di luglio;
  • 3° rata è il saldo da versare entro la fine dell’anno.

Ad ogni modo è bene far riferimento al proprio Comune che stabilisce il calendario delle scadenze. 

Sconti sulla Tari: chi può averli

E’ il Comune che può stabilire l’esenzione dal pagamento o la riduzione di quanto dovuto sulla base di alcune situazioni, come ad esempio nel caso di abitazioni con unico occupante; abitazioni o locali tenuti a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo come le case vacanza; abitazioni occupate da persone che risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno; fabbricati rurali ad uso abitativo; produzione di compost domestico.

Così ad esempio il Comune di Milano prevede che possono presentare richiesta di esonero dal pagamento della Tari, le persone nullatenenti o in condizioni di accertato grave disagio economico, come ad esempio i titolari esclusivamente di pensioni sociali o minime erogate da INPS, le persone assistite in modo permanente dal Comune. A Roma sono esclusi dal pagamento della tassa sui rifiuti le case non utilizzabili durante l’anno a causa di forza maggiore e quelle soggette a ristrutturazione documentata con le dichiarazioni SCIA o CILA, depositati in Municipio. Il consiglio è sempre verificare con il proprio Comune di residenza. 

Fonti / Bibliografia

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