Tari 2020: in alcuni Comuni scadenza rinviata

Molti i Comuni che, a causa dell'emergenza Coronavirus, hanno deciso di posticipare le scadenze del pagamento della Tari fissate dal regolamento comunale.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 12/07/2020 Aggiornato il 12/07/2020
Pagamento Imu in ritardo

Quest’anno è entrata in vigore la nuova Imu, l’imposta che incorpora IMU e Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibil. Rimane da pagare a parte la tassa sui rifiuti, la TARI.

La tassa, dovuta da chiunque possieda o detenga l’immobile, quindi sia il proprietario di casa che l’inquilino in caso di immobile in affitto, ha come base per il calcolo la superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti. Le scadenze di pagamento della TARI sono determinate dal singolo Comune che di norma prevede almeno due rate a scadenza semestrale, inviando direttamente a casa i bollettini precompilati.

Proroga Tari 2020

Con l’emergenza coronavirus, il governo ha deciso il rinvio di alcune scadenze fiscali ma nel caso della Tari sono i singoli Comuni che hanno l’ultima parola. Molti difatti hanno deciso di posticipare la scadenze fissata dal regolamento comunale di qualche mese. Ad esempio a Novara, la giunta comunale ha deciso per la proroga al 30 settembre 2020 per il versamento della prima rata d’acconto pari al 50% e la proroga al 30 novembre 2020 per il versamento della seconda rata di saldo della tassa. Il Comune di Roma ha deciso di posticipare l’invio delle bollette relative alla Tari relative all’annualità 2020, indicando la scadenza del 30 settembre 2020, per il pagamento della tassa sui rifiuti relativa al primo semestre  e la scadenza del 31 dicembre 2020 per il secondo semestre.

Come sapere se il proprio Comune ha deciso o meno la sospensione dei tributi in scadenza e quali? Basta andare sul sito istituzionale oppure rivolgersi telefonicamente all’Ufficio tributi preposto.

Quanto si paga per la Tari

La Tari si compone di una quota fissa e una variabile, a cui si applicano tariffe diverse. Per il calcolo della quota fissa, bisogna moltiplicare i metri quadrati dell’immobile (determinati sulla base della superficie calpestabile) per la tariffa corrispondente al numero degli occupanti dello stesso. 

La quota variabile invece è rapportata alla quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio. 

 Per quanto riguarda le tariffe della Tari per quest’anno, il Decreto Cura Italia ha previsto lo slittamento al 30 giugno del termine per l’approvazione delle tariffe, con la possibilità per i Comuni di adottare quelle previste per il 2019. Entro il 31 dicembre l’ente dovrà approvare il Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti (PEF) per il 2020 e l’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal PEF per il 2020 e i costi determinati per l’anno 2019 potrà essere ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021.

 

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