Tari 2016: chi deve pagare, quando e come la tassa rifiuti

A differenza dell'Imu e della Tasi, la tassa sui rifiuti ha scadenze diverse da Comune a Comune che inviano a casa dei contribuenti i bollettini precompilati. Ma si può anche scegliere di pagare in un'unica soluzione entro il 16 giugno.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/06/2016 Aggiornato il 08/06/2016
tassa sui rifiuti

Il mese di giugno è ricco di scadenze fiscali molto importanti per i contribuenti. Giovedì 16 infatti è l’ultimo giorno utile per pagare la prima rata dell’Imu e della Tasi, l’imposta sugli immobili che ha sostituito l’ICI e il tributo comunali sui servizi indivisibili, quali la manutenzione delle strade, la pubblica illuminazione, ecc. Entrambe costituiscono insieme alla Tari, la cosiddetta IUC, l’imposta unica comunale.

Scadenza Tari 2016

La Tari è la nuova tassa sui rifiuti che ha preso il posto della vecchia Tarsu e della Tares. C’è da dire come prima cosa che, a differenza dell’Imu e della Tasi, la scadenza della Tari varia da Comune a Comune. Non c’è quindi una data unica per tutta Italia. Le amministrazioni comunali inviano a casa dei contribuenti i bollettini precompilati in cui oltre all’importo dovuto vi sono le varie scadenze delle rate che possono essere trimestrali o semestrali. Il contribuente può scegliere però di pagare in un’unica soluzione e in questo caso la scadenza ultima è proprio il 16 giugno.

Tari: chi deve pagare

La Tari è dovuta da chi occupa o detiene a qualsiasi titolo l’immobile, quindi nel caso di appartamento in affitto a pagare la tassa rifiuti è l’inquilino. Soltanto nel caso di occupazione precaria, ad esempio in caso di locazioni di breve durata (si pensi all’immobile locato per una settimana di vacanza) la tassa è dovuta dal proprietario. La base su cui calcolare la TARI è la superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti. L’importo, così come le rate e le scadenze, sono stabilite dai singoli regolamenti comunali.

Come si calcola la Tari

La Tari si compone di due parti, una fissa e una variabile (cui va aggiunto anche il tributo provinciale) e si applica all’abitazione principale. La parte fissa viene determinata moltiplicando la superficie calpestabile e la tariffa fissa unitaria stabilita da ogni Comune, a cui poi va aggiunto il 5% che rappresenta la somma dovuta a titolo di tributo provinciale. La parte variabile si calcola invece rapportando la quantità di rifiuto residuo conferito, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio.

Quando non si paga la Tari

Non sono tassabili gli spazi improduttivi di rifiuti perché inutilizzabili. Quando un immobile è inutilizzabile? Si fa riferimento in tal caso a condizioni oggettive come la mancanza a dei requisiti di abitabilità come l’allaccio all’impianto elettrico, idrico e fognario.
Il Comune può anche stabilire altri casi in cui non si deve pagare la tassa rifiuti – come ad esempio chi ha un reddito molto basso – o in cui si paga in misura ridotta, come nel caso dell’uso di un immobile in modo no continuativo o di un unico occupante. In questo caso il consiglio è verificare sul sito istituzionale del proprio Comune il regolamento adottato.

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