Scadenza Tares: il pagamento dell’ultima rata entro domani 24 gennaio

Manca un giorno alla scadenza della terza e ultima rata 2013 della Tares, che verrà sostituita dalla Tari.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/01/2014 Aggiornato il 23/01/2014
Scadenza Tares: il pagamento dell’ultima rata entro domani 24 gennaio

Venerdì 24 gennaio sarà un giorno di scadenze. Oltre all’appuntamento con la mini-Imu, i cittadini sono chiamati al pagamento della terza rata 2013 della Tares, la tassa sui rifiuti, istituita nel 2011 per coprire i costi della gestione dei servizi di igiene urbana e dei servizi indivisibili (illuminazione pubblica, manutenzione stradale e del verde). Tributo che, in questo inizio di 2014, ha il suo ultimo colpo di coda, prima di lasciare il posto definitivamente alla Tari, una delle tre componenti della futura Imposta unica comunale o Iuc.

Ma attenzione. L’appuntamento con il Fisco è solo per chi vive in quelle città che non hanno ancora provveduto alla riscossione. In ogni Comune, infatti, il tributo ha avuto una storia a sé: la legge di stabilità aveva rinviato il pagamento della maggiorazione standard al 24 gennaio, dopo aver annullato il primo posticipo fissato al 16 gennaio. Pertanto c’è chi l’ha già pagata entro il 16 dicembre scorso, come sarebbe stato “corretto” fare, e chi no. Questi ultimi dovranno provvedere, appunto, entro il 24 di questo mese, senza sanzioni.

Il pagamento della terza e ultima rata Tares comprende la novità introdotta, l’anno scorso, dal decreto Salva Italia: il contributo aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadrato che deve portare, nelle casse dello Stato, circa1miliardo di euro. Da quest’anno, questo incremento verrà inserito nella Tari (la “nuova” tassa sui rifiuti), che compone la Iuc.

È stato chiarito in questi giorni che non ci saranno more nemmeno se il versamento non sarà effettuato per motivi “tecnici”, cioè qualora il ritardo sia dovuto al mancato recapito del bollettino del saldo Tares 2013 e del modello F24 relativo ai servizi indivisibili, recapitati per via postale dal Comune di residenza.

E in questi giorni si sta assistendo a scene che hanno del paradossale: c’è chi ancora sta ricevendo bollettini per il saldo che riportano la data di scadenza del 16 gennaio (ignorando la proroga), chi, sempre sul modello precompilato, per il tributo 3955 vede la casella del “saldo” erroneamente premarcata e chi non riesce a pagare con la modalità on-line seppur disposta da alcune banche.

in collaborazione con Federamministratori/Confappi, www.fna.it

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