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Novità in arrivo dal 1° gennaio 2027 per l’omessa o infedele dichiarazione per l’IMUe la TARI. Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto 2026, introduce nuove disposizioni per i tributi regionali e locali, con importanti novità, dal 2027, anche per le dichiarazioni IMU e TARI, sia sul fronte delle sanzioni sia, per alcuni adempimenti, delle modalità e dei termini di presentazione.
Vediamo nel dettaglio che cosa significa.
Dichiarazione IMU: cos’è, a cosa serve ed entro quando si presenta
La dichiarazione IMU è il documento con cui il contribuente comunica al Comune le informazioni necessarie per determinare correttamente l’Imposta municipale propria sugli immobili. Serve, in particolare, quando si verificano situazioni che modificano il modo in cui l’IMU deve essere calcolata e che il Comune potrebbe non essere in grado di conoscere autonomamente. Non va confusa con il semplice pagamento dell’IMU: versare l’imposta tramite F24 o gli altri strumenti previsti non sostituisce, quando obbligatoria, la presentazione della dichiarazione.
La dichiarazione IMU deve essere presentata, in linea generale, quando nell’immobile ad esempio si verificano variazioni o condizioni che incidono sull’obbligo tributario e che non sono direttamente conoscibili dal Comune. Può essere necessaria, per esempio, quando si verificano circostanze che modificano la base imponibile, determinano un diverso ammontare dell’imposta oppure danno diritto a un’agevolazione o a un’esenzione che il Comune non può conoscere autonomamente. La dichiarazione ha infatti lo scopo di permettere al Comune di verificare che l’imposta sia stata calcolata e versata correttamente.
L’obbligo riguarda il soggetto passivo IMU, quindi, a seconda dei casi, il proprietario dell’immobile oppure chi possiede un diritto reale sull’immobile, come usufrutto, uso o abitazione. La regola generale prevede che la dichiarazione IMU venga presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile oppure si è verificata una variazione rilevante ai fini dell’imposta.
IMU: dichiarazione omessa o infedele. Cosa cambia dal 2027
Attualmente in caso di omessa presentazione della dichiarazione IMU, la sanzione è compresa tra il 100% e il 200% del tributo non versato. Per la dichiarazione infedele, invece, la sanzione può variare dal 50% al 100%.
Dal 1° gennaio 2027 il sistema diventerà più lineare come segue:
- in caso di dichiarazione omessa, la sanzione sarà pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro;
- in caso di dichiarazione infedele, invece, la sanzione sarà pari al 40% del tributo non versato, anche in questo caso con un importo minimo di 50 euro.
Il nuovo meccanismo riguarda le violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2027. Non si tratta quindi di una riduzione applicabile automaticamente alle violazioni del passato.
Dichiarazione IMU da inviare solo online
Non solo. Dal 2027 la dichiarazione IMU dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, che diventa quindi la modalità prevista per adempiere all’obbligo dichiarativo. e modalità operative e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dovranno essere definite con un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Non cambia invece la scadenza: la dichiarazione dovrà essere trasmessa entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante. Una volta presentata, continuerà inoltre a essere valida per gli anni successivi, a condizione che non intervengano modifiche nei dati comunicati.
TARI: cos’è e a cosa serve la dichiarazione
La revisione non riguarda soltanto l’IMU. Anche la TARI, il tributo destinato a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, sarà interessata dalle nuove regole.
La dichiarazione TARI è la comunicazione con cui il contribuente informa il Comune dell’inizio, della variazione o della cessazione dell’occupazione o detenzione di un immobile, fornendo i dati necessari per calcolare correttamente la tassa sui rifiuti.
La dichiarazione è importante perché consente al Comune di aggiornare la posizione del contribuente ed evitare errori nel calcolo della tassa; la mancata o infedele presentazione può comportare il recupero della TARI non versata e l’applicazione delle relative sanzioni.
TARI: che cosa cambia dal 2027 per le sanzioni e per il termine della dichiarazione
Per l’omessa dichiarazione, dal 2027 si applicherà una sanzione amministrativa pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Per la dichiarazione infedele, invece, la sanzione sarà pari al 40% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro. La logica è quindi la stessa prevista per l’IMU. Anche per la TARI, quindi, vengono superate le precedenti fasce percentuali e viene stabilita una misura precisa, rendendo più facilmente determinabile l’importo della sanzione.
Non solo sanzioni. Dal 1° gennaio 2027 cambieranno anche i termini per presentare la dichiarazione TARI. La disciplina attuale prevede che la comunicazione relativa all’inizio dell’occupazione o della detenzione di un immobile, così come quella riferita a eventuali variazioni, venga effettuata entro il 30 giugno dell’anno successivo. Con la nuova normativa, invece, il termine sarà più ravvicinato: la dichiarazione dovrà essere presentata entro 90 giorni dall’inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree, oppure dalla data in cui si verifica la variazione che incide sulla posizione ai fini della tassa sui rifiuti.




































