Rimborso Tari: ecco come chiederlo in caso di errori nel calcolo

Come chiedere il rimborso Tari nel caso di errori nel calcolo della quota variabile della tassa effettuati dai Comuni.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 17/12/2017 Aggiornato il 17/12/2017
tassa sui rifiuti

La Tari, introdotta nel 2014 in sostituzione di Tarsu e Tares, serve a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è tenuto a versarla chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte che possono produrre rifiuti, quindi in caso d’immobili, anche l’inquilino, non solo il proprietario. Insieme all’imu e alla tasi costituisce la iuc, l’Imposta unica comunale. 

La tassa comprende una quota fissa e una variabile, di cui la prima dipende da quanto è grande la casa, mentre quella variabile cresce secondo il numero dei membri della famiglia. La quota variabile della tari va computata solo una volta, considerando l’intera superficie dell’utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze site nello stesso Comune. Pertanto l’importo da versare si otterrà sommando tutte le quote fisse rispettivamente di casa, garage e cantina, a cui si aggiungerà una volta l’importo della quota variabile.

 Alcune amministrazioni comunali, come quella di Milano,  Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari hanno commesso errori proprio nel calcolo della quota variabile. In particolare è emerso che i Comuni talvolta computano la quota variabile sia in relazione all’abitazione che alle pertinenze, determinando, in tal modo, una tassa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una volta sola rispetto alla superficie totale, finendo per fare pagare fino a 6 euro in più ai contribuenti.

Rimborso Tari: come e quando chiederlo

Per capire se il proprio Comune ha sbagliato il calcolo, basta prendere visione dell’avviso di pagamento della Tari in cui vengono indicati i dettagli relativi all’utenza, come i dati catastali, la superficie immobiliare, il numero dei componenti e le 2 quote, fissa e variabile. Quest’ultima deve essere presente per l’abitazione principale ma non per le pertinenze.

Se si riscontra l’errore si può richiedere il rimborso del relativo importo, solo relativamente alle annualità a partire dal 2014, ed entro 5 anni dal giorno del versamento. L’istanza deve essere redatta in forma semplice e deve contenere  tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e quello di cui si chiede il rimborso nonché i dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della Tari.

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