Istruzioni per l’Imu: prima rata entro il 17 giugno o il 16 settembre

Prorogata la scadenza della prima rata dell'Imu al 16 settembre 2013 per abitazioni principali, case popolari, terreni e fabbricati agricoli. Pagano entro il 17 giugno tutti i contribuenti in possesso di seconda casa, case di lusso, case in comodato d’uso gratuito e in affitto. Vediamo tutte le informazioni utili.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 07/06/2013 Aggiornato il 07/06/2013
Istruzioni per l’Imu: prima rata entro il 17 giugno o il 16 settembre

Il pagamento della prima rata dell’Imu, previsto per il prossimo 17 giugno 2013, è stato oggetto di rettifiche urgenti da parte del Governo Letta. Prima tra tutte quella di sospenderne e rinviarne al prossimo 16 settembre il versamento per alcune categorie di immobili.

Possono usufruire della sospensione della prima rata dell’Imu:

  • i titolari di abitazione principale e relative pertinenze. Restano tuttavia obbligati al versamento dell’imposta municipale i proprietari di fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (palazzi di pregio storico o artistico) oltre gli studi categoria A/10.
  • unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa, adibite ad abitazioni principali e alloggi IACP (case popolari).
  • sono sospesi anche i pagamenti dovuti sui terreni agricoli, purché coltivati, e sui fabbricati rurali pertinenti ai fondi agricoli.

Per tutte le altre categorie di immobili, che non abbiano subito modifiche nel corso del 2013 e il cui godimento sia stato continuo per il 2012, i contribuenti devono versare entro il 17 giugno il 50% dell’imposta municipale pagata per la stessa abitazione nel 2012, tramite modello F/24 o bollettino postale.

Nel caso invece di modifiche o di nuovi acquisti, ecco in breve le istruzioni per l’uso cui fare riferimento.

  • Soggetti passivi e immobili interessati
    Sono considerati soggetti passivi Imu i proprietari o titolari di diritti di godimento, sia persone fisiche che enti privati o società. I soggetti passivi, per legge, sono quelle persone fisiche o giuridiche che devono procedere alla liquidazione e al pagamento dell’imposta. Mentre per diritti reali di godimento si intendono quei diritti che presuppongono una disponibilità del bene immobile, sia fabbricato che terreno. I diritti di godimento si suddividono nelle seguenti fattispecie: enfiteusi, uso, usufrutto, abitazione e superficie. È considerato soggetto passivo anche il titolare di un diritto di locazione finanziaria (leasing). Mentre i diritti di locazione e comodato non fanno sorgere alcun obbligo di pagamento dell’imposta in capo al conduttore, tale obbligo rimane al proprietario del bene. Rientrano nel calcolo dell’imposta tutte le unità abitative e i terreni, nonché gli immobili che ancora devono essere iscritti in catasto. Sono esclusi i soli ruderi o gli interventi di demolizione e ricostruzione.
  • Determinazione dell’imposta e versamento
    La base imponibile per il calcolo dell’imposta è data dal valore della rendita aumentata del 5% e moltiplicata per un coefficiente di rivalutazione diverso a seconda della categoria catastale di appartenenza del bene. Per i fabbricati classificati nel gruppo A, a esclusione degli uffici (A/10), questo valore è pari a 160. Solo per i terreni edificabili e i fabbricati rientranti nella categoria D, ma privi di rendita, si utilizzano sistemi di calcolo diversi da quelli precedentemente indicati. La base imponibile così determinata dovrà essere moltiplicata per l’aliquota Imu prevista dal Comune (solo per questa scadenza del 17/06/2013 si applicano le aliquote 2012) secondo la tipologia catastale dell’immobile e il suo utilizzo. Per la determinazione dell’aliquota prevista bisogna necessariamente fare riferimento ai regolamenti predisposti da ogni Comune che, è bene ricordare, possono variare tutti gli anni. L’importo così determinato dovrà essere rettificato per i mesi e per la percentuale di effettivo possesso; quello per almeno 15 giorni viene considerato quale mese intero.
    L’imposta determinata deve essere versata per il primo semestre entro il 16 giugno di ciascun anno e per il secondo periodo entro il 16 dicembre. Il pagamento, da eseguirsi con il modello F/24, deve essere suddiviso per ogni Comune con indicazione del codice tributo previsto per il Comune dove è ubicato l’immobile. Per i fabbricati diversi dall’abitazione principale questo è da suddividere tra Stato ed Ente locale. È possibile procedere alla compensazione nel modello F/24 del debito Imu con altri crediti d’imposta.
  • Casi particolari ed esenzioni
    Come precedentemente descritto, per quanto riguarda gli immobili adibiti ad abitazione principale, la normativa ha previsto una momentanea esenzione. Per poter usufruire di tale agevolazione è bene tenere presente, rispetto alla precedente imposta I.C.I., che le condizioni richieste per il possessore e la sua famiglia sono quelle di aver stabilito presso l’immobile la propria residenza o dimora abituale, nonché l’unicità dell’abitazione principale. Pertanto in presenza di più unità adibite ad abitazione principale, una sola di esse potrà essere considerata tale. È bene ricordare che nel caso in cui nello stesso Comune siano situati due immobili di proprietà di ciascuno dei coniugi e adibiti a propria residenza, solo uno beneficerà della sospensione.
    Per quanto riguarda i terreni edificabili, il valore da utilizzare come base imponibile non è quello derivante dalla rendita catastale, ma bensì dal valore dell’area. Al fine di evitare contenziosi i Comuni hanno provveduto a pubblicare appositi parametri per la determinazione del valore venale.
    Per i terreni agricoli, ricadenti in zone montane o collinari delimitate, sono state studiate apposite esenzioni. Si consiglia per tali beni un’attenta lettura del regolamento del Comune dove è ubicato il bene al fine di verificare agevolazioni ed esenzioni previste.
    Ulteriori esenzioni dall’Imu sono state garantite anche per immobili utilizzati ai fini di culto ed attività culturali. Per gli immobili rientranti nella categoria D, privi di rendita e di proprietà di una impresa, il valore è da determinarsi rispetto a quello contabile moltiplicato per un particolare coefficiente, da ricavare in base all’ anno d’iscrizione del costo in contabilità. Infine per i fabbricati di interesse storico e artistico è stata prevista una riduzione della base imponibile pari al 50% del valore risultante dalla moltiplicazione della rendita effettiva ed il coefficiente moltiplicatore.

Links utili
Il sito dell’Agenzia delle Entrate e la rivista telematica di approfondimento del Ministero delle Finanze possono essere d’aiuto per meglio capire le situazioni specifiche. Bisognerà, inoltre,  armarsi di un po’ di pazienza e controllare i regolamenti pubblicati da ogni Comune in relazione all’applicazione dell’Imu. Si consiglia sempre di non fermarsi alla lettura della tabella riepilogativa, ma di verificare con attenzione l’intero regolamento che potrebbe contenere agevolazioni o adempimenti, magari non espressi nel foglio generale informativo.

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