Tasse sulla casa: in scadenza l’acconto della nuova IMU, che comprende la Tasi

Da quest'anno la TASI viene incorporata nell'IMU per dar vita alla nuova IMU. La prima scadenza è il 16 giugno e l'acconto deve risultare esattamente pari alla metà di quanto pagato, nel 2019, sommando le due imposte. Ecco tutto quello che c'è da sapere.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 03/06/2020 Aggiornato il 03/06/2020
tasse casa

Trasformatasi da proposta a legge in vigore, dal 2020 la nuova IMU comprende anche la TASI, il tributo comunale sui servizi indivisibili. Da quest’anno quindi non si pagheranno due rate diverse per l’IMU e per la Tasi ma una unica. La prima scadenza è fissata al prossimo 16 giugno.

Nuova IMU: esente l’abitazione principale

Anche per la nuova IMU valgono le stesse regole previste in precedenza. Il presupposto dell’imposta è il possesso di immobili e la nuova IMU non si paga sull’abitazione principale, salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9, quindi di lusso e/o di pregio. L’abitazione principale, è bene sottolinearlo, è l’immobile – iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare – nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Sono assimilate all’abitazione principale e quindi esenti dal pagamento della nuova IMU:

  • le abitazioni del personale delle Forze armate anche se non residenti
  • gli appartamenti degli anziani trasferiti in casa di cura, purché non dati in locazione
  • le case assegnate dal giudice all’ex coniuge o al genitore affidatario, per cui il proprietario, anche se non ci abita, non deve versare l’imposta.

Nuova IMU su seconde case

La nuova IMU quindi si paga sempre sugli immobili diversi dall’abitazione principale, quindi le seconde case, a prescindere dalla categoria catastale.

Tuttavia, in considerazione dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese, è prevista l’esenzione dal pagamento dell’acconto del 16 giugno per gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali, nonché agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi.

Quindi chi ha una seconda casa al mare o in montagna che concede in locazione per brevi periodi, case vacanze in primis, non dovrà pagare l’acconto.

Acconto nuova IMU 2020

Come prima l’IMU e la Tasi, anche la nuova IMU si versa in due rate, una in scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre. Il contribuente può comunque provvedere al versamento in un’unica soluzione, entro il 16 giugno.

L’acconto dovuto entro il 16 giugno è pari all’imposta dovuta per il primo semestre, applicando l’aliquota e la detrazione dei 12 mesi dell’anno precedente. Per la prima rata 2020, si deve versare la metà di quanto pagato a titolo di IMU + TASI per l’anno 2019.

Poi entro il 16 dicembre si verserà il saldo a conguaglio sulla base delle aliquote pubblicate entro il prossimo 28 ottobre dai singoli Comuni. Dal prossimo anno, la prima rata si calcolerà applicando le aliquote dell’anno precedente.

Calcolo nuova IMU

Per il calcolo dell’imposta che unisce IMU e Tasi, si seguono le stesse regole. Quindi si individua prima la base imponibile, costituita dal valore degli immobili. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5%, il moltiplicatore 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10; 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;  80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

La base imponibile è ridotta del 50%:

– per i fabbricati di interesse storico o artistico;

– per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni;

– per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Come pagare

Per pagare si utilizza il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale da pagare allo sportello o sul sito di Poste italiane. I codici tributo da indicare nel modello F24 sono: 

  • “3912” per l’abitazione principale e relative pertinenze
  • “3913” per fabbricati rurali ad uso strumentale
  • “3914” per i terreni
  • “3916” per le aree fabbricabili
  • “3918” per gli altri fabbricati.
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