Tasi e IMU: si paga come l’anno scorso?

Si avvicina l’appuntamento con la doppia rata dell’IMU e della Tasi, in scadenza martedì 16 giugno 2015. E sono pochissimi i Comuni che hanno approvato le nuove aliquote (circa 1 su 4), con la conseguenza che nella maggioranza delle città italiane si pagherà l’acconto, sia per l’IMU che per la Tasi, con le aliquote 2014.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 04/06/2015 Aggiornato il 04/06/2015
tasi

Se non ci sono state variazioni nel patrimonio immobiliare (nuovi acquisti, successioni eccetera) rispetto all’anno scorso, per calcolare l’acconto 2015 sia dell’imu che della tasi basta versare il 50% di quanto pagato nel 2014, visto che per calcolare la prima rata si devono usare le aliquote 2014 e poi in sede di saldo applicare le nuove, che i Comuni devono pubblicare entro il 28 ottobre.

Così per calcolare l’importo che si dovrà pagare entro il 16 giugno (l’acconto), basta recuperare le ricevute dell’anno scorso, sommare gli importi di quanto già versato con le due rate di giugno e dicembre, sia per l’IMU che per la Tasi, e versare il 50% di quanto corrisposto in totale nel 2014. Poi per calcolare il saldo di dicembre, si dovrà tenere conto delle nuove aliquote 2015 che i Comuni hanno l’obbligo di adottare entro il 31 luglio 2015 e pubblicare sul sito del Dipartimento delle Finanze entro la fine di ottobre.

Per calcolare l’acconto IMU e Tasi 2015, si potrà sommare i versamenti effettuati nel 2014 (sia l’acconto che il saldo) e versarne il 50% entro il 16 giugno 2015 solo se non vi siano state modifiche nel patrimonio immobiliare personale e nella rendita catastale, rispetto al 2014. Così se il contribuente nel 2015 ha eseguito nuovi acquisti, vendite, successioni o ancora se la casa locata nel 2014, ad esempio, quest’anno è diventata abitazione principale del proprietario, si dovranno rifare i calcoli.

Le regole in questo caso sono identiche sia per l’IMU che per la Tasi: basta prima individuare la rendita catastale dell’immobile, direttamente dall’atto di compravendita o effettuando una visura catastale, rivalutarla al 5% e poi moltiplicarla per i coefficienti previsti per legge, diversi a seconda dell’immobile di riferimento. Tali coefficienti sono:
160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

All’importo ottenuto vanno applicate le aliquote e le detrazioni valevoli per il 2014, decise dai singoli Comuni e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze (http://www1.finanze.gov.it/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/iuc/sceltaregione.htm).
Per l’acconto del 16 giugno in scadenza, si deve versare la metà, mentre in sede di saldo a dicembre, andrà versata la differenza, in base alla delibera comunale che dovrà essere pubblicata entro il 28 ottobre con le nuove aliquote 2015.

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