Saldo Imu 2013 seconda casa: in ritardo, senza interessi

Per chi non ha rispettato la scadenza del 16 dicembre 2013, la legge di stabilità fissa al 16 giugno 2014 l’ultimo termine per pagare il saldo Imu senza sanzioni o interessi.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 21/02/2014 Aggiornato il 21/02/2014
Saldo Imu 2013 seconda casa: in ritardo, senza interessi

Scaduto il 16 dicembre 2013 il pagamento del saldo imu sulle seconde case, negozi e capannoni. Ma chi non ha rispettato questa scadenza, ha tempo fino al 16 giugno 2014 per il pagamento, senza incorrere in sanzioni o interessi.

Lo scorso 16 dicembre 2013 è stato l’ultimo giorno utile per pagare il saldo Imu sulle seconde case e tutti gli altri immobili, diversi dalla prima casa. Una scadenza a cui molti contribuenti sono arrivati impreparati visto il poco tempo a disposizione, lamentata dai CAF e dai sindacati, tra l’approvazione delle aliquote Imu da parte dei Comuni (il 9 dicembre 2013) e la scadenza per il pagamento (il 16 dicembre 2013). Esattamente una settimana, un tempo molto ristretto in cui i contribuenti, calcolatori alla mano, hanno dovuto fare i conti e pagare l’imposta introdotta dal decreto salva Italia. La conseguenza è che molti non hanno potuto rispettare questa scadenza e per ovviare ai pagamenti in ritardo e alle relative sanzioni e interessi, la legge di stabilità 2014, la legge n. 147 del 2013, ha stabilito una proroga del pagamento del saldo di dicembre 2013 fino a giugno 2014.

In pratica entro la scadenza del pagamento della prima rata dell’Imu prevista per il 2014, ossia entro il 16 giugno prossimo, i contribuenti che non hanno potuto pagare il saldo 2013 sulla seconda casa, negozi e capannoni, possono farlo senza pagare sanzioni e interessi. Una proroga che trova il suo fondamento giuridico nello Statuto del contribuente, la legge n. 212 del 2000, in base al quale se la Pubblica Amministrazione pone le condizioni affinché si possano verificare inesattezze, il Fisco potrà sì recuperare eventuali somme dovute e non versate, ma senza l’ulteriore onere di sanzioni e interessi.

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