Nuova IMU: guida all’imposta che accorpa IMU e Tasi

Mini guida con le principali informazioni che riguardano la nuova IMU introdotta nel 2020 come unione di IMU e Tasi.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 25/02/2021 Aggiornato il 25/02/2021
Nuova IMU: guida all’imposta che accorpa IMU e Tasi

Dal 1° gennaio 2014 era cambiata la tassazione sugli immobili con l’avvento della IUC, l’Imposta Unica Comunale. La IUC comprendeva la Tari, la tassa sui rifiuti, la Tasi (la tassa sui servizi indivisibili) e l’Imu, l’imposta municipale unica. Dal 2020 è invece in vigore la nuova IMU, data dalla fusione tra IMU e Tsi mentre rimane a sé la Tari. Vediamo da vicino cos’è la nuova Imu, chi la deve pagare e su quali immobili e quando in misura ridotta, quando non è dovuta. E ancora le regole per eseguire il calcolo, come si paga e le scadenze.

Nuova Imu: chi deve pagare e chi no

Dal 2020 Imu e Tasi, le imposte sugli immobili sono state accorpate nella nuova IMU.

Il presupposto per l’applicazione dell’imposta è il possesso dell’immobile. La nuova IMU; così come la precedente Imu e la Tasi, non è dovuta sulle abitazioni principali e relative pertinenze, tranne quelle censite nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 ossia abitazioni di tipo signorile, abitazioni in ville e castelli, palazzi di eminenti pregi artistici e o storici.

Per abitazione principale si intende quell’immobile in cui il possessore e la sua famiglia vi dimorino abitualmente e vi abbiano la propria residenza anagrafica. Si intendono invece per pertinenze dell’abitazione principale quelle classificate nelle categorie catastali:

  • C/2 ossia cantina, soffitta o locale di sgombero
  • C/6 autorimessa o posto auto
  • C/7 tettoia.

La nuova IMU è dovuta allora sull’abitazione principale solo se rientra nella categoria catastale di lusso e/o di pregio (A1 abitazioni di tipo signorile; A8 abitazioni in ville e A9 castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici). Di conseguenza la nuova non è dovuta se l’abitazione principale rientra nella categoria catastale:

  • A2 civile abitazione
  • A3 abitazioni di tipo economico
  • A4 abitazioni di tipo popolare
  • A5 abitazioni di tipo ultrapopolare
  • A6 abitazioni di tipo rurale
  • A7 abitazioni in villini.

Per sapere a quale categoria catastale appartiene il proprio immobile, basta verificarlo sull’atto di compravendita o di donazione oppure da una visura catastale da richiedere all’Agenzia delle Entrate. 

Sugli immobili diversi dall’abitazione principale, la nuova Imu si paga a prescindere dalla categoria catastale. Quindi via libera al pagamento in caso di seconde e terze case, sia sfitte che concesse in locazione. 

Esenzioni e riduzioni nuova Imu

L’imposta non è dovuta sulla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. L’esenzione è prevista anche per gli alloggi assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) e per le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, se adibiti a casa di abitazione.

Vi sono anche ipotesi in cui si paga un’imposta ridotta. E’ il caso degli immobili concessi in uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado – ossia il genitore che concede la casa al figlio – scontano l’imposta al 50%. In sostanza viene ridotta la base imponibile su cui si calcola l’imposta. Occorre però che siano rispettati precisi requisiti:

  • il comodante, cioè il proprietario dell’immobile, deve possedere un solo immobile in Italia e risieda o dimori abitualmente nel comune in cui si trova l’immobile oggetto di comodato
  • in alternativa, il comodante deve possedere nel medesimo comune soltanto un altro immobile e vi risieda;
  • l’immobile deve costituire abitazione principale per il comodatario e non deve essere né di lusso, né di pregio
  • il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla data di stipula.

La nuova Imu è ridotta del 25% (si paga, cioè, il 75%) in caso di fabbricato locato a canone concordato.

I soggetti tenuti al versamento della nuova Imu

I soggetti chiamati a pagare la nuova IMU sono:

  • il proprietario dell’immobile
  • il titolare di uno dei seguenti diritti: usufrutto, cioè del diritto di usare e godere di un bene a tempo determinato, uso, cioè del diritto di servirsi dell’immobile, limitatamente ai bisogni propri e della famiglia,  abitazione, cioè del diritto di abitare una casa, per il bisogno proprio e della famiglia,  superficie, cioè il diritto di costruire sul suolo di terzi o di alienare una costruzione esistente separatamente dalla proprietà del suolo, enfiteusi, cioè il godimento di un bene di altri (es.: un fondo agricolo) con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico.

 Calcolo nuova Imu

 In primo luogo va individuata la base imponibile che è data dalla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5%. Al valore ottenuto si devono moltiplicare dei coefficienti previsti per legge che sono:

  • 160 per le abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categoria catastale da A/1 a A/11 – escluso A/10)
  • 80 per uffici o studi privati (categoria A10)
  • 140 per collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli (categoria catastale da b1 a b8)
  • 55 per negozi e botteghe (categoria catastale c1)

Al valore ottenuto moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente previsto per legge si applicano poi le aliquote previste dai Comuni che devono essere pubblicare in un’apposita sezione del sito del Ministero delle finanze.

 Come si paga la nuova Imu

 Le modalità di pagamento sono a scelta del contribuente che può optare tra modello f24 o bollettino di conto corrente postale. Per chi sceglie di pagare con il modello F24, reperibile on line gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate o presso gli sportelli abilitati, questo deve essere compilato con molta attenzione. In particolare andranno indicati i codici tributo che sono:

  • “3912” per l’abitazione principale e relative pertinenze
  • “3913” per fabbricati rurali ad uso strumentale
  • “3914” per i terreni
  • “3916” per le aree fabbricabili
  • “3918” per gli altri fabbricati.

Una volta compilato il modello F24 si può pagare agli sportelli delle banche o delle poste se l’importo da pagare è pari o inferiore alla somma di 1000 euro; on line tramite i servizi di home banking o dal sito dell’Agenzia delle Entrate – F24Web, F24 on line e F24 cumulativo – se il saldo supera i 1000 euro

Se invece si sceglie di pagare l’imposta con i bollettini postali cartacei, il numero di conto corrente è “1008857615”, valido su tutto il territorio nazionale e il bollettino deve essere intestato a “Pagamento Imu”.

Scadenze nuova Imu

L’imposta è dovuta per l’anno in corso e viene calcolata in proporzione alla percentuale di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. L’imposta si può pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno o in due rate, una con scadenza il 16 giugno (acconto)  e un’altra a saldo il 16 dicembre.

 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 3.83 / 5, basato su 6 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!