Imu e Tasi: le risposte del Ministero delle finanze ai dubbi più frequenti

Dove si trovano le delibere dei comuni? Chi paga se l’inquilino non versa la sua quota? E per l’immobile in comodato d’uso gratuito ai parenti? Ecco tutte le risposte.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/06/2014 Aggiornato il 13/06/2014
SALDO IMU E TASI

In vista della scadenza del 16 giugno 2014, data in cui si dovrà pagare sia l’imu sia la tasi, qualore previste, il Ministero delle finanze ha risposto ad una serie di dubbi avanzati in riferimento alle due tasse che insieme alla Tasi costituiscono la nuova IUC, l’Imposta Unica Comunale. Ecco le domande e le risposte fornite dal Ministero. 

  • Il proprietario paga solo l’IMU o anche la TASI? Il proprietario paga tutti e due i tributi, rispettando in tal caso il limite imposto per legge per cui la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non può essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014, l’aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5 per mille.
  • La prima rata dell’IMU si paga entro il termine del 16 giugno 2014? Sì. Non c’è stata alcuna proroga come invece è accaduto per la Tasi.
  • Per il versamento della prima rata della TASI, che scade il 16 giugno 2014, quali delibere occorre prendere in considerazione ai fini della determinazione del tributo? Le delibere sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze per tutti quei comuni che chiedono il pagamento entro il 16 giugno 2014.
  • Nel silenzio della norma, la TASI va calcolata sui giorni di possesso o sui mesi, applicando, in quest’ultimo caso, le regole dell’IMU (ossia conteggiando per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per almeno 15 giorni)? Essendo sorella dell’IMU, poiché ha la stessa base imponibile, si applicano alla Tasi le stesse regole per il calcolo previste per l’Imu.
  • È legittimo ritenere che la rata d’acconto TASI debba essere calcolata seguendo le stesse regole dell’IMU e non sia, quindi, rapportata al periodo di riferimento (es. trimestre, semestre, ecc)? Anche in questo caso si possano applicare le regole dell’IMU. Se, ad esempio, il contribuente ha acquistato il fabbricato a maggio, la prima rata deve essere calcolata in ragione del 50% dell’imposta dovuta su otto dodicesimi.
  • Considerando che l’art. 1, comma 675, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che la base imponibile della TASI è quella prevista per l’IMU, si chiede se trovino automatica applicazione le riduzioni al 50% del valore imponibile di cui all’art. 13, comma 3, del D.L. n. 201 del 2011, concernenti gli immobili inagibili o inabitabili e i fabbricati di interesse storico e artistico. Essendo sorella dell’Imu, alla Tasi si applicano tutte le disposizioni concernenti la determinazione della base imponibile IMU, comprese quelle attinenti agli immobili di interesse storico artistico e ai fabbricati inagibili o inabitabili.
  • La legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che i possessori sono coobbligati in solido al pagamento della TASI, a prescindere quindi dalla quota di possesso, qualora un fabbricato sia posseduto da due soggetti con percentuali di proprietà diverse (es. comproprietario A al 70% e comproprietario B al 30%) e solo per uno dei due (ad es. il soggetto B) quell’immobile sia adibito ad abitazione principale, come devono pagare i due soggetti nel caso in cui il Comune abbia fissato un’aliquota del 3 per mille per l’abitazione principale e dello zero per mille per gli altri immobili? Ognuno dei possessori paga in base alla propria quota e applica l’aliquota relativa alla propria condizione soggettiva e se uno solo dei comproprietari ha adibito l’immobile ad abitazione principale, sono entrambi obbligati al pagamento del tributo.
  • Per un appartamento in multiproprietà che fa parte di un immobile nel quale è presente una sala condominiale autonomamente accatastata è il proprietario che  paga per la quota di possesso dell’appartamento o l’amministratore versa per la sala condominiale rivalendosi sui singoli condomini? È l’amministratore che è tenuto al versamento sia dei locali di uso comune sia di quelli utilizzati in regime di multiproprietà, seguendo un’interpretazione anche in linea con l’esigenza di semplificazione degli adempimenti tributari e poi si rivarrà nei confronti dei singoli proprietari in ragione delle quote di possesso.
  • Come si ripartisce la TASI nel caso in cui l’immobile è locato? L’inquilino versa la TASI nella misura compresa tra il 10 e il 30%, in base alla percentuale stabilita dal comune nel proprio regolamento, calcolata applicando l’aliquota determinata dal comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell’imposta sia corrisposta dal titolare del diritto reale. Ad esempio si pensi al comune che abbia fissato all’1 per mille l’aliquota per gli immobili locati e al 2,5 per mille l’aliquota per l’abitazione principale. In tal caso, nell’ipotesi di un immobile locato, l’imposta è determinata applicando l’aliquota dell’1 per mille prevista dal comune, senza tenere conto dell’eventuale utilizzazione dell’immobile da parte dell’inquilino a titolo di abitazione principale. L’imposta così determinata deve essere ripartita tra proprietario e inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
  • Se il comune nella delibera non ha indicato la percentuale per il riparto dell’imposta tra proprietario e inquilino, come si paga la TASI? L’occupante deve versare il tributo nella misura minima del 10% o in altra misura se espressamente deliberata dal comune stesso.
  • In caso di mancato versamento della propria quota TASI da parte dell’inquilino, il proprietario è responsabile del mancato pagamento? La risposta in questo caso è negativa perché secondo la legge ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione tributaria.
  • Ai fini TASI, in caso di abitazione principale parzialmente locata (es. viene locata una camera) come deve essere considerato il locatario (occupante)? L’imposta deve essere ripartita tra il titolare e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
  • In caso di proprietari di un immobile, per quote diverse, la detrazione TASI eventualmente deliberata dal Comune deve essere ripartita in parti uguali tra i proprietari che utilizzano l’immobile come abitazione principale? Sì, la detrazione eventualmente deliberata dal comun, deve essere ripartita in parti uguali tra i comproprietari, nel caso in cui questi utilizzano l’immobile come abitazione principale. 
  • In caso di assimilazione dell’unità immobiliare ad abitazione principale ( e quindi esenzione Imu) concessa in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado che la abita, come si applica invece la TASI? La tassa sui servizi indivisibili comunale in questo caso si calcola  nel seguente modo: fino al valore di 500 euro si applica l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista dal comune, per l’abitazione principale; per la quota eccedente il valore di 500 euro applica l’aliquota ordinaria.
  • Nel caso in cui l’immobile concesso in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado, assimilata all’abitazione principale, è di proprietà di più soggetti come si ripartisce la detrazione ai fini IMU o TASI? La detrazione si applica in parti uguali tra i proprietari dell’immobile, indipendentemente dalle rispettive quote di proprietà.
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