Imu e Tasi 2017: l’acconto da pagare

In vista della scadenza per il pagamento dell'acconto Imu e Tasi dovuto per il 2017, riepiloghiamo chi sono i soggetti tenuti a pagare e su quali immobili.

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/05/2017 Aggiornato il 23/05/2017
vista Ravenna - Rapporto annuale ISTAT 2019

L’acconto dovuto quest’anno per Imu e Tasi deve essere pagato entro il 16 giugno. Ma chi sono i soggetti tenuti a rispettare questa scadenza? Ecco un breve riepilogo di tutti i casi in cui si deve e quelli in cui non si deve pagare né l’una né l’altra imposta.

Chi deve pagare l’acconto Imu e Tasi 2017

Prima di entrare nei dettagli c’è da sottolineare che Imu e Tasi hanno regole pressochè comuni per quanto riguarda gli immobili  su cui si applicano, le esenzioni nonché le modalità di calcolo e di versamento.

Per quanto riguarda però i soggetti tenuti al versamento delle due imposte, l’Imu, l’imposta municipale propria deve essere pagata da:

  • proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni;
  • titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi;
  • coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Per quanto riguarda la Tasi, il tributo comunale sui servizi indivisibili (quali la manutenzione del manto stradale, la pubblica illuminazione, ecc) il presupposto  è il possesso o la detenzione di fabbricati e di aree fabbricabili. Ciò significa che la Tasi è dovuta dal titolare del diritto reale (proprietario, titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) e, nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso da quest’ultimo, anche dall’occupante. Così in caso di immobile concesso in locazione, paga anche l’inquilino nella misura, stabilita dal Comune nel regolamento, compresa tra il 10% e il 30%, mentre la restante parte è a carico del titolare del titolare del diritto reale. Tuttavia se tale immobile è adibito dall’occupante ad abitazione principale, questi non deve pagare la sua quota del tributo che invece ricade interamente sul proprietario (che in questo caso paga l’immobile come seconda casa).

Acconto Imu e Tasi 2017: abitazione principale

Soffermandoci sui casi in cui si deve pagare l’acconto Imu e Tasi 2017 in scadenza il 16 giugno, in primo luogo è l’abitazione principale ad essere esente dalle due imposte. Per abitazione principale si intende l’unità immobiliare in cui il soggetto e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente. Su tali immobili non si paga né Imu né Tasi. Tuttavia c’è da rispettare una condizione: l’immobile non deve rientrare nelle categorie cosiddette di lusso/pregio, vale a dire le categorie catastali A1 (abitazione signorile), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico). In tutti gli altri casi – categorie catastali da A2 ad A7 – non si pagano le imposte.

Gli altri immobili equiparati all’abitazione principale

Sono equiparate per legge all’abitazione principale e come tale sono esenti dal pagamento dell’acconto le seguenti fattispecie di immobili:

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali
  • casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
  • una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.

Ogni Comune nella propria delibera su Imu e Tasi inoltre può decidere di  equiparare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

Quando pagare Imu e Tasi con lo sconto

In alcuni casi inoltre la legge ha previsto delle riduzioni ossia degli sconti sulla base imponibile su cui andranno calcolate le imposte. In particolare ciò avviene nel caso dell’unità immobiliare concessa dal soggetto passivo in comodato ai parenti in linea retta di primo grado che la utilizzano come abitazione principale. Per detta unità immobiliare data in comodato è prevista direttamente dalla legge la riduzione del 50% della base imponibile, fatta eccezione per le abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e purché ricorrano le seguenti condizioni:

  • il contratto di comodato sia registrato;
  • il comodante possieda un solo immobile in Italia;
  • il comodante risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

La riduzione della base imponibile si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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