Imu e Tasi 2016, prima rata: esenzione e sconti

In vista della scadenza del 16 giugno, ricapitoliamo i casi in cui non si pagano né Imu né Tasi e quando invece sono dovute ma fruendo di sconti.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 11/06/2016 Aggiornato il 11/06/2016
Imu e Tasi 2016, prima rata: esenzione e sconti

Il 16 giugno è l’ultimo giorno utile per pagare la prima rata dovuta per il 2016 dell’imu e della Tasi, ma non tutti i contribuenti sono tenuti al pagamento. Vediamo le ipotesi di esenzione e i casi in cui il Fisco concede degli sconti sia per l’imposta municipale propria che ha sostituito l’ICI che per il tributo comunale sui servizi indivisibili.

Esenzione Imu e Tasi 2016

In primo luogo l’acconto IMU e quello Tasi non si paga sull’abitazione principale. Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore o l’utilizzatore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. L’esenzione riguarda anche le pertinenze, cioè gli immobili classificati C/2, C/6, C/7 (garage, cantine, solai), limitatamente a una per ogni categoria. La condizione principale da rispettare è che l’immobile adibito ad abitazione principale non sia di lusso, quindi non deve trattarsi di abitazioni di tipo signorile, ville, castelli o palazzi di pregio storico o artistico (categorie catastali A1, A8 e A9). Tale regola vale sia per l’Imu che per la Tasi. Caso molto frequente è quello di due coniugi che hanno la residenza in due case diverse ubicate nello stesso  Comune. Possono essere considerate entrambe abitazione principale e come tale fruire dell’esenzione dal pagamento Imu e Tasi? La risposta in questo caso è negativa. Il regime agevolato previsto per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si applica per un solo immobile. In questo caso i coniugi devono scegliere quale delle due abitazioni è da considerare abitazione principale ai fini fiscali.

Sono assimilati per legge all’abitazione principale e come tale non pagano né Imu, né Tasi:

  • l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;
  • l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture 22 aprile 2008;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio:
  • l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

C’è da sottolineare che la Tasi essendo dovuta, a differenza dell’Imu, anche dal detentore dell’imobile, quindi anche dall’inquilino da quest’anno quest’ultimo può fruire dell’esenzione dal pagamento del tributo comunale sui servizi indivisibili. A pagare comunque la sua quota Tasi – tra il 70 e il 90% –  in caso di immobile concesso in locazione è il proprietario. A decidere proprio la quota del tributo a carico del proprietario è il Comune nella sua delibera.

Agevolazioni Imu e Tasi 2016

Oltre alle ipotesi di esenzione, vi sono anche dei casi in cui sia l’Imu che la Tasi si pagano in misura ridotta. Si parla in tal caso di agevolazioni. Così i proprietari di immobili concessi in locazione a canone concordato hanno diritto ad uno sconto del 25% sia sull’Imu che sulla Tasi. Da quest’anno inoltre le unità immobiliari concesse in comodato ai parenti sono soggette sia a Imu sia a TASI con il beneficio della riduzione del 50% della base imponibile per entrambi i tributi. Occorre però rispettare le seguenti condizioni:

  • comodante e comodatario devono essere parenti in linea retta entro il primo grado (genitore/figlio o figlio/genitore);
  • per fruire fino da gennaio 2016 della agevolazione, il contratto di comodato redatto in forma scritta deve essere registrato obbligatoriamente entro il 5 febbraio 2016, mentre il contratto verbale entro il 1 marzo 2016;
  • l’unità immobiliare concessa in comodato non deve essere classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • l’unità immobiliare deve essere utilizzata dal comodatario come propria abitazione principale;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
  • il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, può possedere nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, purché non si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • oltre all’immobile destinato a propria abitazione principale e a quello concesso in comodato, il comodante non deve possedere altri immobili destinati a uso abitativo in Italia.
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