IMU 2015: mini guida per l’acconto in scadenza il 16 giugno

Chi la deve pagare e i casi di esenzione come l’immobile che i genitori concedono in comodato ai figli, fino alle regole per il calcolo e le modalità di pagamento: tutto quello che c’è da sapere sull’IMU in vista della scadenza per il versamento della prima rata 2015.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 12/06/2015 Aggiornato il 12/06/2015
IMU 2015: mini guida per l’acconto in scadenza il 16 giugno

Entro il 16 giugno 2015 alcuni soggetti sono tenuti a versare l’acconto imu 2015. Tra aliquote, modalità di pagamento e soggetti obbligati, il rischio di sbagliare c’è. Ecco una mini guida con tutte le informazioni utili in vista della scadenza della prima rata. Che cos’è l’IMU: entrata in vigore il 1° gennaio 2012, l’IMU è l’imposta sugli immobili che oggi sostituisce la vecchia ICI, ricompresa nella iuc (Imposta Unica Comunale) insieme alla tasi (tassa sui servizi indivisibili comunali) e tari (tassa sui rifiuti, ex Tares e Tarsu).

Chi la paga e chi è esente: come per il 2014, anche quest’anno a pagarla sono i proprietari di abitazioni principali solo se di lusso e di pregio, quindi quegli immobili che rientrano nelle categorie catastali A1 (Abitazioni di tipo signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Non deve pagare l’IMU invece il proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale che rientra nelle categorie catastali A2 (Abitazioni di tipo civile), A3 (Abitazioni di tipo economico), A4 (Abitazioni di tipo popolare), A5 (Abitazioni di tipo ultrapopolare), A/6 (Abitazioni di tipo rurale) e A/7 (Abitazioni in villini).

Ci sono poi dei casi particolari di esenzione dall’imposta come:

  • l’immobile posseduto dall’anziano o dal disabile che acquisisce la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente (l’abitazione però non si deve locare)
  • l’immobile posseduto da cittadini italiani residenti all’estero, già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza ( anche in questo caso l’immobile non deve essere locato o concesso in comodato d’uso)
  • fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Per quanto riguarda l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito a parenti entro il primo grado (si pensi alla casa che i genitori concedono al figlio), questo viene assimilato all’abitazione principale e quindi è esente IMU se però si verificano due condizioni fra loro alternative, a scelta del Comune: 1) assimilazione dell’immobile in comodato ad abitazione principale sino ad una quota di rendita di 500 euro (se la rendita dell’immobile supera 500 euro, l’immobile viene assimilato sino a questa cifra, mentre la parte eccedente viene considerata come bene diverso dall’abitazione principale); 2) il comodatario appartiene ad un nucleo familiare con Isee non superiore a 15mila euro.

Come si calcola: il calcolo dell’acconto in scadenza il 16 giugno 2015 deve seguire le stesse regole e gli stessi step dell’anno scorso: alla base imponibile (rendita catastale immobile rivalutata del 5%) si applicano i coefficienti (160 per l’abitazione principale) e poi aliquote e detrazioni. Proprio il capitolo aliquote è stata l’incognita maggiore per il calcolo della prima rata dell’IMU (come per la Tasi) visto che molti Comuni non hanno approvato in tempo le nuove valevoli per il 2015. Sono solo 1254 (cifra aggiornata al 9 giugno 2015) infatti quelli che hanno provveduto ad adottare le nuove aliquote 2015, per lo più Comuni piccoli. Si è così stabilito che il contribuente possa versare l’acconto del 16 giugno prossimo sulla base delle aliquote adottate nel 2014 (anche quelli residenti nei Comuni che hanno deciso le nuove), per poi procedere al conguaglio con le aliquote da approvare entro la fine di luglio, in sede di saldo in scadenza il 16 dicembre 2015.  

Quanto si paga: per capire quanto si deve pagare entro il 16 giugno 2015, basta prendere i bollettini e gli F24 pagati l’anno scorso e versare il 50% del totale. Una regola però da applicare solo se non ci sono state variazioni nella situazione patrimoniale del contribuente. Così se è stata effettuata una nuova compravendita di un immobile, l’imposta andrà nuovamente calcolata. Nel caso invece ci sia stata una variazione della rendita catastale che viene notificata ad esempio alla fine di marzo 2015, ai fini del calcolo della prima rata dell’IMU si prende a riferimento la rendita catastale dell’immobile vigente al 1 gennaio dell’anno e la nuova rendita avrà efficacia dal 2016.

Come si paga: l’acconto si paga con il bollettino di conto corrente postale numero “1008857615”, valido per tutti i Comuni d’Italia, intestato a “Pagamento IMU” oppure con il modello F24, in cui vanno indicati i codici tributo istituiti dall’Agenzia delle entrate (“3912” per l’abitazione principale e relative pertinenze). È preferibile usare il modello F24 perché con esso è possibile compensare l’eventuale debito IMU con crediti erariali o contributivi: in questi casi deve essere usato solo l’F24 telematico (quello inviato tramite i servizi dell’Agenzia delle entrate come F24 web e i servizi home banking anche delle Poste), utilizzabile anche nel caso di versamenti superiori a 1000 euro. Se invece l’importo da pagare è a saldo zero o pari/inferiore a 1000 euro e non si vuole fare alcuna compensazione, si può anche usare il modello F24 cartaceo, da pagare presso sportelli bancari, uffici postali o di Equitalia.

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