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La dichiarazione IMU è un adempimento che riguarda i proprietari e gli altri soggetti tenuti al pagamento dell’Imposta municipale propria. Serve a comunicare al Comune eventuali situazioni relative agli immobili che non possono essere conosciute dall’amministrazione attraverso le proprie banche dati e che possono modificare il calcolo dell’imposta.
Non significa, quindi, che chi possiede una casa debba necessariamente presentare ogni anno una nuova dichiarazione IMU. L’obbligo scatta soprattutto quando si verificano determinate variazioni che incidono sull’imposta o quando la normativa richiede espressamente la comunicazione al Comune.
Che cos’è la dichiarazione IMU e a che cosa serve
In parole semplici, la dichiarazione IMU è una comunicazione con cui il contribuente informa il Comune di una particolare situazione che riguarda un immobile e che può avere conseguenze sul pagamento dell’imposta.
Può trattarsi, per esempio, di un cambiamento nella situazione dell’immobile, di una particolare condizione che dà diritto a una riduzione o a un’esenzione oppure di un caso in cui i dati necessari per calcolare l’IMU non siano già disponibili per il Comune.
La dichiarazione ha quindi una funzione soprattutto informativa: permette all’ufficio tributi di conoscere elementi utili per determinare correttamente l’imposta dovuta.
Entro quanto tempo bisogna presentare la dichiarazione IMU
La regola generale prevede che la dichiarazione IMU venga presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile oppure si è verificata una variazione rilevante ai fini della determinazione dell’imposta.
Questo significa, per esempio, che una variazione avvenuta nel corso del 2026, quando rientra tra quelle per cui è prevista la dichiarazione, dovrà essere comunicata entro il 30 giugno 2027.
È importante distinguere la dichiarazione dal pagamento dell’IMU: sono due adempimenti diversi. La dichiarazione serve a comunicare al Comune una determinata situazione, mentre l’imposta deve essere versata secondo le relative scadenze.
Quali sono i casi in cui può essere necessaria
L’obbligo riguarda soprattutto le situazioni in cui il Comune non dispone già delle informazioni necessarie per conoscere la condizione dell’immobile.
Tra gli esempi possono rientrare alcune variazioni relative agli immobili, alle aree fabbricabili, agli immobili in leasing o alle condizioni che danno diritto a particolari agevolazioni. Può essere necessario presentare la dichiarazione, ad esempio, quando un immobile diventa inagibile e tale condizione rileva ai fini dell’IMU, oppure quando si verificano circostanze particolari che modificano la base imponibile o consentono di beneficiare di una riduzione.
Un altro caso riguarda i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché rispettano le condizioni previste dalla normativa. Per alcune fattispecie agevolate, infatti, la dichiarazione serve ad attestare il possesso dei requisiti richiesti.
Tra le situazioni da valutare rientrano anche gli immobili oggetto di leasing finanziario, per i quali la disciplina prevede specifici obblighi dichiarativi. In generale, quindi, non basta chiedersi se è cambiato il proprietario: bisogna verificare se il cambiamento o la nuova situazione è già conosciuta dal Comune attraverso altre banche dati oppure se deve essere comunicata dal contribuente.
Quando la dichiarazione IMU non serve
Non tutte le variazioni relative a una casa comportano automaticamente l’obbligo di presentare la dichiarazione.
Un esempio tipico è la compravendita effettuata con atto notarile. Le informazioni contenute nel rogito e negli archivi pubblici possono infatti consentire al Comune di conoscere il trasferimento dell’immobile.
Allo stesso modo, non è corretto pensare che ogni anno il proprietario debba ripresentare la dichiarazione. Una volta comunicata una situazione, questa continua a produrre effetti negli anni successivi finché non intervengono modifiche rilevanti. La normativa prevede inoltre che alcune variazioni relative a unità immobiliari regolarmente e correttamente iscritte in catasto non richiedano una nuova dichiarazione, quando le informazioni necessarie sono già disponibili all’amministrazione. Restano però specifici casi in cui la dichiarazione è comunque richiesta, ad esempio quando la base imponibile non è desumibile dai dati catastali oppure quando sono previste particolari agevolazioni o riduzioni.
Per questo motivo, prima di presentare o non presentare la dichiarazione è sempre opportuno verificare la specifica situazione dell’immobile e le istruzioni ministeriali.
Ho comprato o venduto una casa: devo presentare la dichiarazione IMU?
In caso di acquisto o vendita di una casa o di un fabbricato, di norma non è necessario presentare la dichiarazione IMU al Comune, quando la compravendita viene formalizzata tramite un notaio. I dati relativi all’operazione vengono infatti trasmessi telematicamente attraverso il Modello Unico Informatico (MUI), permettendo al Comune di acquisire le informazioni necessarie.
Questo significa che il contribuente non deve presentare una seconda comunicazione per informare il Comune del cambio di proprietà. Resta invece l’obbligo di versare l’IMU eventualmente dovuta, calcolata in relazione al periodo dell’anno durante il quale si è avuto il possesso dell’immobile.
La dichiarazione può essere richiesta, invece, quando la variazione o una particolare condizione dell’immobile non è conoscibile dal Comune attraverso le proprie banche dati oppure quando è necessario comunicare il diritto a una specifica agevolazione o esenzione.
Pertanto, per una normale compravendita effettuata davanti al notaio, acquirente e venditore non devono presentare la dichiarazione IMU per comunicare rispettivamente l’acquisto o la vendita dell’immobile.
La dichiarazione IMU va fatta ogni anno?
Per la maggior parte dei contribuenti la risposta è no. La dichiarazione presentata per una determinata situazione resta valida anche negli anni successivi, a condizione che non cambino i dati o gli elementi che incidono sull’ammontare dell’imposta. Se invece interviene una nuova variazione rilevante, può essere necessario presentare una nuova dichiarazione.
Una disciplina particolare riguarda gli enti non commerciali, per i quali sono previsti obblighi dichiarativi annuali.
Come si presenta la dichiarazione IMU
La dichiarazione deve essere presentata al Comune in cui si trova l’immobile, utilizzando il modello previsto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e secondo le modalità stabilite dalla normativa. Il modello richiede innanzitutto i dati del contribuente e, quando necessario, quelli del soggetto che presenta la dichiarazione per suo conto. Successivamente devono essere indicati i dati relativi agli immobili interessati.
Tra le informazioni richieste possono esserci:
- gli identificativi catastali,
- l’indirizzo dell’immobile,
- la quota di possesso,
- il periodo di possesso
- le eventuali condizioni che danno diritto a riduzioni o agevolazioni.
Per compilare correttamente questi dati è quindi utile avere a disposizione la visura catastale e la documentazione relativa all’immobile.
La dichiarazione può essere presentata direttamente al Comune oppure con modalità telematiche, secondo quanto previsto dall’ente e dalla normativa vigente.
Cosa succede se la dichiarazione IMU non viene presentata
La mancata presentazione può avere conseguenze Se la dichiarazione è prevista e non viene presentata, l’ente può effettuare controlli e contestare l’omissione secondo le regole previste per l’IMU. Attualmente in caso di omessa presentazione della dichiarazione IMU, la sanzione è compresa tra il 100% e il 200% del tributo non versato. Per la dichiarazione infedele, invece, la sanzione può variare dal 50% al 100%.
Dal 1° gennaio 2027 il sistema diventerà più lineare come segue:
- in caso di dichiarazione omessa, la sanzione sarà pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro;
- in caso di dichiarazione infedele, invece, la sanzione sarà pari al 40% del tributo non versato, anche in questo caso con un importo minimo di 50 euro.
Il nuovo meccanismo riguarda le violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2027. Non si tratta quindi di una riduzione applicabile automaticamente alle violazioni del
Dichiarazione IMU e pagamento dell’imposta sono la stessa cosa?
No. È una distinzione importante. Il pagamento dell’IMU consiste nel versamento dell’imposta dovuta, mentre la dichiarazione IMU è una comunicazione con cui si informa il Comune di una determinata situazione relativa all’immobile.
Una persona può quindi trovarsi nella condizione di dover pagare l’IMU senza essere obbligata a presentare una dichiarazione ogni anno. Al contrario, in determinate situazioni può essere necessario presentare la dichiarazione per comunicare al Comune il possesso dei requisiti per una particolare agevolazione.






































