Acquistare la seconda casa: ecco le spese da tenere in conto

Dal mutuo alle tasse per la compravendita fino a quelle post-acquisto, ecco un quadro di insieme sulle spese da considerare quando si decide di comprare una seconda casa.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 03/04/2017 Aggiornato il 03/04/2017
seconda casa

Per trascorrervi le ferie estive, al mare o in montagna, come forma di investimento anche in una città diversa da quella di residenza magari per i figli che decidono di trasferirsi per frequentare l’Università o per concederla in locazione e ricavarci una rendita, sono tanti i motivi per cui si può decidere di comprare una seconda casa.

L’interrogativo maggiore in tal caso riguarda le spese e le tasse da pagare. Se infatti il Fisco prevede i benefici prima casa, con tasse ridotte per chi acquista l’abitazione principale, stessa cosa non è prevista se si acquista la seconda abitazione. Ecco in sintesi un quadro di insieme sul peso fiscale da tenere in considerazione quando si decide di acquistare la seconda casa e fare così la scelta più consona alla propria situazione.

In primo luogo se non si dispone della liquidità necessaria occorrerà chiedere un mutuo alla banca. Se oggi molti istituti offrono agevolazioni per chi acquista la prima casa, più difficile è il discorso per quanto riguarda la seconda, considerando che gli interessi sono leggermente più alti. Oltre alla rata del mutuo vanno considerate tutte le spese connesse all’accensione come le polizze, la perizia bancaria e gli interessi di pre-ammortamento tecnico. Alle spese di mutuo vanno aggiunte quelle del notaio al momento del rogito. Le tariffe professionali sono state abrogate ma è sempre utile in tal caso richiedere dei preventivi ai notai. Alla parcella notarile vanno ovviamente aggiunte le imposte da pagare connesse alla compravendita.

Per la seconda casa l’imposta di registro è al 9% anziché al 2% e le tasse ipotecarie e catastali sono di 50 euro ciascuna. Questo però se si acquista da un privato. Se invece si acquista la seconda casa da una ditta si dovrà pagare l’Iva al 1o% (al 22% se si acquista un immobile di lusso o di pregio), insieme alle imposte ipotecarie e catastali di 200 euro ciascuna.

Una volta stipulato il mutuo e realizzata la compravendita, ci sono una serie di spese da considerare nel post-acquisto. Parliamo delle tasse, IMU e Tasi che se sono state abolite sulla prima casa, se non di lusso, sono rimaste sulle seconde case a prescindere dalla categoria catastale. Certo ci sono delle agevolazioni fiscali a tal proposito. In particolare se l’immobile viene concesso in comodato d’uso gratuito ai parenti entro il primo grado –  si pensi al padre che concede una casa al figlio – la base imponibile su cui calcolare sia Imu che Tasi è ridotta al 50%.  Occorre però che il contratto di comodato sia regolarmente registrato e il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato. La riduzione è invece più contenuta al 25% se il proprietario decide invece di concedere in locazione a canone concordato il suo immobile.

 

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