Imu, Tasi e Tari non pagate: dal prossimo anno il Comune potrebbe pignorare il conto corrente

In attesa dell'approvazione definitiva della Manovra, spunta una norma destinata a far discutere che riguarda la mancata riscossione delle tasse (Imu, Tasi e Tari) da parte dei Comuni.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 29/11/2019 Aggiornato il 29/11/2019
tasse casa

Imu, Tasi, Tari non pagata e dal prossimo anno il Comune potrebbe arrivare a pignorare parte dello stipendio. L’articolo 96 della legge di bilancio 2020 – ora all’esame del Senato e in attesa dell’approvazione definitiva e pubblicazione – introduce una “Riforma della riscossione degli enti locali” che consente agli enti locale di riscuotere in tempi più brevi le tasse non pagate.

Cosa succede dal 1° gennaio 2020?

In sostanza dal 1° gennaio 2020 ai sindaci servirà un solo atto anziché due (accertamento e ingiunzione) per arrivare all’esecuzione forzata. Cosa significa? Qualora il cittadino non paga le tasse sulla casa come Imu e Tasi, sulla spazzatura come la Tari, la Tosap per l’occupazione del suolo pubblico o anche il bollo auto, entro 3 mesi dalla notifica dei mancati pagamenti, i Comuni potranno attivare le procedure di riscossione, attraverso comunicazioni ufficiali con raccomandata o posta elettronica, sul conto corrente dove viene accreditato lo stipendio o la pensione. Previsto anche il fermo amministrativo della propria auto.

La norma non si applica a debiti inferiori a 10 mila euro se non previo invio al debitore di un sollecito di pagamento e saranno consentite rateizzazioni di pagamento in base all’importo del debito. Per ora non sono incluse le multe stradali.

 

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