Cedolare secca e affitti brevi: chi deve pagare l’aliquota alta al 26%?

L'Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti sul regime di favore della cedolare secca applicato agli affitti brevi, ossia quei contratti di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni.

Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 16/05/2024 Aggiornato il 16/05/2024
Cedolare secca e affitti brevi: chi deve pagare l’aliquota alta al 26%?

L’aliquota della cedolare secca – un particolare regime di tassazione degli affitti che trova applicazione anche per chi concede in locazione immobili per brevi periodi – sale per gli affitti brevi al 26% a partire dal secondo immobile dato in locazione. Sono alcune delle indicazioni arrivate da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate sulle novità introdotte sulle locazioni brevi dalla legge di Bilancio 2024.

Che cosa è la cedolare secca  

La “cedolare secca” è un regime facoltativo che consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali per la parte derivante dal reddito dell’immobile. Optando per la cedolare, il proprietario gode di alcuni vantaggi come ad esempio, sui contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, che di solito sono dovute per registrazione, risoluzione e proroga di un contratto di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione. A pagare è sempre il proprietario. L’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota (vantaggiosa) del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. 

Cedolare secca e affitti brevi: le novità

Può optare per la cedolare secca al 21% anche chi si avvale del regime delle locazioni brevi (ovvero contratti di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa). Dal 1° gennaio 2024, però, l’aliquota da applicare è maggiorata al 26% se gli immobili soggetti a contratti di locazione breve sono da 2 a 4.

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente precisato che chi affitta un solo immobile che concede in locazione, può fruire dell’aliquota della cedolare al 21%. L’aliquota dell’imposta sostitutiva della cedolare secca sarà applicata al 26% a partire dal secondo immobile dato in locazione e la scelta andrà indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta d’interesse. 

Come valuti questo articolo?
12345
Valutazione: 4 / 5, basato su 1 voti.
Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!
A Cose di Casa interessa la tua opinione!
Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!