Case in comodato esenti Imu? Lo decide il Comune

Le case in comodato d'uso a parenti, ai fini Imu, potranno essere considerate o meno alla stregua dell'abitazione principale a seconda delle disposizioni comunali.
Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 23/10/2013 Aggiornato il 23/10/2013
Case in comodato esenti Imu? Lo decide il Comune

Se si dà la casa in comodato d’uso gratuito ai parenti, si pagherà l’imu su quell’immobile? Con l’approvazione alla Camera del disegno di legge di conversione del dl 102/2013, gli immobili concessi in comodato gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado potrebbero essere equiparati alla “abitazione principale”, ai fini del versamento della seconda rata dell’Imu 2013. A deliberarlo saranno però le amministrazioni comunali, che dovranno scegliere se esentare le abitazioni date in comodato nel limite di una per ogni contribuente, per i primi 500 euro di rendita oppure se il congiunto ha un reddito Isee inferiore a 15mila euro. A discrezione del Comune sarà anche la scelta di assimilare all’abitazione principale l’immobile appartenente a una persona ricoverata in casa di cura, a meno che non sia stata data in affitto, o residente all’estero. Per legge, invece, sono equiparate all’abitazione principale: le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dagli assegnatari; gli alloggi sociali, la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di sentenza di separazione e le case degli appartenenti alle Forze armate, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e dei funzionari della Prefettura trasferiti per motivi di lavoro.

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