Canone Rai sganciato dalla bolletta della luce: le possibili novità allo studio

Il governo ha approvato un ordine del giorno al DL Energia che prevede di adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai dalla bolletta elettrica.
Alessandra Caparello
A cura di Alessandra Caparello
Pubblicato il 28/04/2022 Aggiornato il 28/04/2022
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Dal 2023 il canone Rai potrebbe non essere più nella bolletta della luce. La novità arriva dopo l’ok ad un ordine del giorno sul Decreto Energia adottato dal governo che  prevede «di adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai». In questa maniera viene accolto l’impegno che l’Italia aveva con l’Ue ovvero quello di scorporare il canone Rai dalla bolletta per l’utenza elettrica di casa introdotto nel 2016.

Per ora è tutto sulla carta, è bene ricordarlo, e non vi è nulla di ufficiale. Si stanno infatti valutando le ipotesi su come si pagherà il canone Tv se sganciato dalla bolletta. Scartata l’idea di reintrodurre il bollettino precompilato o il modello F24 come in passato, la strada più plausibile è emulare la Francia che dal 2005 ha previsto che il canone per la televisione sia pagato come aggiunta alla tassa sulla prima casa. In Italia visto ce l’Imu non si paga sulla prima casa (tranne che di lusso o di pregio), il canone Rai potrebbe diventare una voce del 730: Tutto è rimandato a fine anno quando inizieranno i lavori per la Finanziaria 2023.

Canone Rai nella bolletta: chi paga  e quanto

Con la Legge di bilancio 2016 è stato previsto che dall’anno successivo, il 2017, il canone Tv venga addebitato nella bolletta della luce quando è attiva un’utenza per la fornitura di luce e come tale si presume il possesso della televisione.

Il canone è un’imposta sulla detenzione di un apparecchio televisivo e si paga a prescindere da quali canali si guardino. L’importo del canone è di 90 euro annui, spalmati nelle bollette bimestrali.

Chi però non ha la tv può chiedere l’esonero dal pagamento del canone presentando una dichiarazione e sostitutiva in cui si attesta di non detenere televisori (né il diretto interessato né altro componente della famiglia anagrafica) in alcuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica. Inoltre possono fruire dell’esonero dal versamento del canone Tv,  i contribuenti di età pari o superiore a 75 anni e con un preciso limite di reddito. Occorre anche in tal caso presentare una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, con cui attesta la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che danno diritto all’esenzione che sono i seguenti:

  • aver compiuto 75 anni di età entro il termine per il pagamento del canone TV (attualmente il 31 gennaio e 31 luglio di ciascun anno). Si ricorda che si ha diritto all’esenzione dal pagamento del canone per l’intero anno di riferimento se il compimento del 75° anno di età avviene tra il 1° agosto dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento (ad esempio, se il compimento del 75° anno di età avviene il 10 dicembre 2019 o il 10 gennaio 2020, si ha diritto all’esenzione per l’intero anno 2020). Se, invece, il compimento del 75° anno di età avviene tra il 1° febbraio e il 31 luglio, si ha diritto all’esenzione dal pagamento del canone per il secondo semestre dell’anno di riferimento (ad esempio, se il compimento del 75° anno di età avviene il 10 febbraio 2020, si ha diritto all’esenzione per il secondo semestre 2020);
  • non convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, o dal soggetto unito civilmente, titolari di un reddito proprio, fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti;
  • possedere un reddito annuo che, unitamente a quello del proprio coniuge – o del soggetto unito civilmente – non sia complessivamente superiore a 8.000 euro.
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